Soffocamento: basta poco per salvare una vita

Il soffocamento è la prima causa di morte infantile: in Italia ogni settimana muore un bambino, e le vittime hanno nella gran parte dei casi meno di 5 anni. Eppure per evitarlo basterebbe la prevenzione

Segnatevi questa cosa. se non la conoscete: si chiama manovra di Heimlich ed è la tecnica di primo soccorso che può salvare la vita a una persona che rischia il soffocamento. Considerate che in Italia ogni anno rischiano di morire per soffocamento tra le 50.000 e le 80.000 persone, per lo più bambini e anziani, che potrebbero salvarsi grazie a questa procedura d’emergenza di disostruzione delle vie aeree. Ne abbiamo parlato insieme alla dottoressa Ersilia Troiano, dietista nonché istruttore PBLSD – BLSD AHA (American Heart Association), manovre di disostruzione adulto, bambino, lattante, e del dottor Marco Squicciarini, Medico Coordinatore attività di formazione BLSD del Ministero della Salute, che alla diffusione delle manovre di disostruzione pediatriche e alla rianimazione cardio-polmonare ha dedicato finora 20 anni della sua attività. I due, insieme ad altri specialisti, hanno realizzato Zerocento ed oltre, scaricabile anche online, un manuale open source scritto in modo semplice e completo, che parla di alimentazione sicura, primo soccorso, manovre di disostruzione, rianimazione cardiopolmonare con uso del defibrillatore per tutte le età.

Quanti bambini muoiono per soffocamento in Italia

Il soffocamento è la prima causa di morte infantile: in Italia ogni settimana muore un bambino, e le vittime hanno nella gran parte dei casi meno di 5 anni. Il decesso può essere causato da piccoli oggetti (perle, palline, palloncini e monete) oppure da alimenti. È possibile minimizzare il pericolo sorvegliando i bambini e prestando attenzione che non giochino con oggetti troppo piccoli, inadatti alla loro età. E nel caso del cibo, adottando semplici regole di preparazione, che modificano forma, consistenza e dimensioni degli alimenti somministrati. La dottoressa Troiano ne ha sottolineato l’importanza al NutruiMi, XVI forum di nutrizione pratica tenutosi a Milano a fine aprile 2022.

Il soffocamento negli anziani

Manovre antisoffocamento per lattanti

«Il soffocamento negli anziani è la prima causa di morte, ancora prima del tumore – ci spiega il dottor Marco Squicciarini – La mia teoria è che quando muore una persona di 80 o più anni, ci si mette presto l’anima in pace pensando che “tanto ha fatto la sua vita”. Bisognerebbe aumentare le competenze del personale dei luoghi di cura dove spesse gli anziani sono ricoverati ( RSA, Hospice per esempio), tra chi assiste a casa una persona anziana con la disfagia, che ricordiamo è la difficoltà a deglutire. Ricordiamo che gli anziani vanno protetti, esattamente come i bambini». «Abbiamo iniziato con i bambini perché nel 2017 il Ministero della Salute ha pubblicato le Linee guida per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica, poi abbiamo allargato il discorso – prosegue la dottoressa Ersilia Troiano – E pensare che i dati che abbiamo, già così allarmanti, sono in realtà una sottostima, perché manca una rilevazione sistematica. Faccio un esempio: se un anziano affetto da Alzheimer muore per soffocamento, nelle cause di morte viene menzionato solo l’Alzheimer. La consapevolezza del problema nei bambini sta aumentando, da parte dei nonni, delle mamme, delle scuole, ma per gli anziani c’è tanta strada da fare. Aggiungo una cosa: nel 25% dei casi di decessi di anziani morti soffocati, l’episodio è avvenuto in una casa di riposo. Che se ci pensate dovrebbe essere un posto sicuro, dove viene prestata prima assistenza. Al pari di quello che è un asilo nido per i più piccoli».

Soffocamento, perché gli anziani sono maggiormente a rischio

«Ci sono molte problematiche legate all’alimentazione negli anziani – ci spiega Ersilia Troiano – Un paziente che soffre di Alzheimer non può fare un pasto troppo lungo perché banalmente può dimenticarsi che sta mangiando. Alcune patologie cerebrali invece impediscono al paziente di vedere tutto quello che ha nel piatto. Per questo è importante avere un’assistenza nutrizionale specialmente nelle strutture di ricovero, il riconoscimento di una disfagia se presente».

Per i bambini c’è la rete dei consultori e gli ospedali, per gli anziani da dove partire? «Il ministero non ha solo indicato come preparare gli alimenti e quali sono le regole comportamentali, ma anche formare e sensibilizzare la rete di chi c’è attorno ai bambini. Per quanto riguarda gli anziani, per quelli ospedalizzati dovrebbero essere le stesse strutture sociosanitarie a prevedere come requisito di chi lavora all’interno la consapevolezza del problema e la capacità di intervenire. Da parte loro i medici di base, che purtroppo sono già abbastanza oberati, dovrebbero monitorare sugli anziani che vivono soli. Quindi la sensibilizzazione andrebbe fatta a tutto tondo».

Prevenzione del soffocamento, cosa si fa in Italia

L’Italia è l’unico Paese al mondo dove le Linee guida per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica sono state presentate dal Ministero della Sanità. Forse siamo arrivati un po’ tardi, ma sicuramente nella maniera giusta. Purtroppo poi c’è chi si tira indietro davanti a queste regole, magari nelle scuole, adducendo al fatto che è complicato tagliare la frutta, la carne, o evitare certi alimenti. Ma davanti al documento ministeriale, chi si comporta così deve giustificare il perché non lo fa. Come ci spiega il dottor Squicciarini: «In Italia in alcune regioni come Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia, sono state introdotte delle norme per rendere obbligatori i corsi per imparare le manovre di disostruzione. Quando ho iniziato io il mio lavoro in quest’ambito, 20 anni fa, moriva per soffocamento un bambino ogni 7 giorni, oggi ogni 10. Ma c’è ancora tanto da fare…. In Europa sono 500 all’anno questi incidenti mortali che di certo potrebbero essere evitati con prevenzione primaria (riconoscere alimenti e oggetti pericolosi) e secondaria (imparare le manovre salvabimbi). Oggi contiamo una vittima ogni settimana. Chi muore per soffocamenti perde la vita per nulla, perché per evitarlo basterebbe la prevenzione».

Rischio di soffocamento durante lo svezzamento

Svezzamento solo dopo i sei mesi? Autosvezzamento? Svezzamento precoce? Cosa è bene e cosa no? La cosa più importante è rispettare la crescita del bambino. «Non mi pongo né da una parte né dall’altra – spiega Squicciarini – Io mi metto dalla parte della famiglia sicura, perché in 20 anni di formazione in ogni regione italiana ho visto morire troppi bambini. Ho ricevuto molte lettere da queste famiglie, e la maggior parte dei genitori scrivono così: “Non ho avuto possibilità di scegliere, perché nessuno mi ha mai spiegato che con le manovre di disostruzione si può salvare una vita”. E la seconda è: “Siamo morti due volte, la prima quando abbiamo perso nostro figlio, e la seconda quando abbiamo scoperto che sarebbe stato così facile salvarlo”. L’azione che va fatta è quella della divulgazione, con metodologie alla portata di tutti».

Soffocamento, quali sono gli alimenti pericolosi

Alimenti molli e scivolosi, come uva, ciliegie, wuster, mozzarella, pomodori, olive, kiwi. Alimenti duri e secchi, come carote, finocchi crudi, sedano, mele, pere, pesche, prugne, susine, formaggio, banana, frutta secca. “Fanno eccezione frutta a guscio e semi oleosi, caramelle e gomme da masticare, tutti alimenti sconsigliati fino a 4/5 anni”, leggiamo nel manuale Zerocento e oltre. Attenzione perché non si sta dicendo di non somministrarli ai bambini sotto i cinque anni, ma solo di tagliarli nel modo corretto in modo da renderli sicuri. Nel caso di disfagia (e quindi parliamo anche di persone adulte, in particolare anziani) citiamo legumi interi, verdure filacciose, formaggi che impastano la bocca, frutta secca, cereali a chicco e in generale gli alimenti brodosi che contengono cibi solidi (pastina in brodo o minestrone con verdura a pezzi), in quanto il paziente disfagico non riesce a gestire piatti che sono una combinazione di consistenze differenti.

Adulti: come eseguire la manovra di Heimlich

Caso 1: il corpo estraneo occlude solo in parte il passaggio di aria nelle vie aeree, il soggetto quindi respira anche se con difficoltà, emette sibili, colpi di e porta le mani al collo per segnalare la difficoltà respiratoria. In questo caso si deve invitarlo a tossire senza praticare alcuna manovra. La tosse è la manovra di difesa naturale che spesso ci aiuta Caso 2: disostruzione totale, il soggetto sta soffocando perché non c’è passaggio d’aria. Bisogna intervenire con la manovra di Heimlich, praticando compressioni addominali dal basso verso l’alto e dal davanti verso l’interno (manovra “a cucchiaio”). Lo scopo di questa manovra è quello di creare un brusco aumento di pressione intratoracica, sollecitando l’insorgenza di tosse che può permettere l’espulsione del corpo estraneo. Se questa manovra non viene praticata immediatamente e con estrema decisione, si rischia l’arresto respiratorio ed entro un paio di minuti, quello cardiaco. La manovra di Heimlich permette la fuoriuscita del corpo estraneo nel 90% dei casi. Se la manovra non funziona, iniziare il prima possibile la Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). (Fonte Zerocento e oltre).

Bambini: come eseguire la manovra di Heimlich

Caso 1: ostruzione parziale. Rassicurare e incoraggiare il bambino a tossire.
Caso 2: ostruzione totale, alternare 5 colpi dorsali (“pacche” interscapolari) con il bambino piegato davanti o appoggiato sulle nostre cosce tenendo la mandibola; 5 compressioni addominali (manovra di Heimlich)
Qui trovate il poster che spiega con le immagini come praticare la manovra di Heimlich nei bambini.

Neonati e lattanti, come eseguire la manovra di Heimlich

Alternare 5 colpi dorsali (“pacche” interscapolari) con il lattante a pancia in giù sul nostro avambraccio, appoggiato sulla coscia tenendo la mandibola tra pollice e indice; 5 compressioni toraciche ruotando il lattante a pancia in su appoggiando l’altro avambraccio sul suo dorso ed afferrando la nuca con la mano. Eseguire le compressioni con due dita al centro dello sterno.
Qui trovate il poster che spiega con le immagini come praticare la manovra di Heimlich nei lattanti.

Chi è Marco Squicciarini

«Sono specialista in odontostomatologia. Sono un medico, laureato in medicina. Poi nel 2004 ho scoperto la mia passione all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Sono diventato istruttore di rianimazione pediatrica e per due anni ho fatto formazione al personale sanitario, medici, infermieri e oss. In ospedale ho visto tanti bambini finire in terapia intensiva per soffocamento, per colpa di un chicco d’uva o un pezzo di wuster. L’indicazione all’epoca era quella di chiamare l’ambulanza! Lì mi sono chiesto “Perché formare solo il personale medico e non anche i genitori?”. Così con mio figlio, che all’epoca aveva 6 anni, ho realizzato un poster che spiegava le manovre di disostruzione pediatrica».

Marco Squicciarini ha realizzato molti video sulla disostruzione in moltissime lingue, compreso nel linguaggio per i sordi e audiolibri per ciechi. Insieme alla dottoressa Ersilia Troiano sta lavorando alla traduzione del manuale Zerocento e oltre in altre lingue, grazie a un’associazione di volontari. Potete trovare i materiali qui.

Ersilia Troiano e Marco Squicciarini