Obesità e sovrappeso, perché vanno combattuti precocemente

L'obesità riduce la qualità della vita e favorisce l'insorgenza di malattie come diabete e ipertensione: come combatterla con giusto fabbisogno di calorie

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Il 4 marzo si celebra la Giornata Mondiale per la lotta all’obesità. È un giorno importante, visto che sovrappeso e obesità rappresentano condizioni da combattere per mantenere il benessere, sia attraverso stili di vita adeguati sia attraverso interventi chirurgici mirati nelle forme più serie con importante aumento dell’Indice di Massa corporea, il BMI.

Ciò che conta, in ogni caso, è puntare sulla prevenzione, soprattutto per i giovani e i bambini, contrastando gli incrementi ponderali prima possibile. stando a quanto riporta una ricerca apparsa su Plos Medicine, infatti, anche il fattore tempo è importante: chi deve “portare” più a lungo un fardello di peso eccessivo ha un maggior rischio di sviluppare problemi del metabolismo e diabete rispetto a chi ha un peso nella norma e a chi è riuscito a riportare alla normalità lo stato ponderale in poco tempo.

Attenzione soprattutto ai giovani

In Italia, così come in molti Paesi del mondo, a preoccupare è soprattutto la tendenza all’incremento di peso già in età pediatrica e durante l’adolescenza: questo trend, se non adeguatamente contrastato, potrebbe portare in futuro ad un incremento esponenziale del rischio per lo sviluppo di diabete, problemi metabolici ed altre situazioni che mettono a rischio cuore e vasi, come l’ipertensione.

È questa la sintesi, preoccupante, che emerge dallo studio coordinato da Tom Norris dell’Università Loughborough, nel Regno Unito.  La ricerca mette in luce due diversi aspetti di grande importanza: il primo è che quando più si posticipa l’insorgenza di un’eventuale obesità tanto maggiori sono le possibilità di ridurre il rischio di problemi cardiovascolari e metabolici, il secondo è legato al fattore temporale.

Se si riduce il numero di anni passati con un BMI troppo elevato e patologico, diminuisce anche il pericolo di sviluppare diabete.  Per arrivare a questa conclusione gli esperti britannici hanno preso in esame i dati relativi a tre grandi banche dati della popolazione, chiamate National Survey of Health and Development (NSHD), il National Child Development Study (NCDS) e  1970 British Cohort Study (BCS70).

L’indagine ha preso in esame più di 20.000 persone di entrambi i sessi, controllando regolarmente nel corso della vita l’indice di massa corporea e, intorno ai 40-50 anni, con una valutazione dell’emoglobina glicata (indice fondamentale per identificare il diabete) e del colesterolo, oltre che della pressione arteriosa. I risultati sono davvero impressionanti.

Quanto più l’obesità si mantiene nel tempo tanto più peggiorano i parametri che sono alla base dei problemi del metabolismo, in particolare in base alle rilevazioni dell’emoglobina glicata, e della salute cardiovascolare. lo stesso trend si è visto per la pressione arteriosa, mediamente più elevata nei valori massimi e minimi in chi da tempo aveva valori di Indice di Massa Corporea (il valore è dato dal peso espresso in chili diviso per il quadrato dell’altezza espresso in metri) superiori a 30.

Impariamo a dare il “giusto” al corpo

Alimentazione sana e tanta attività fisica. sono queste le due ricette, semplici, per tenere sotto controllo il peso. non dimentichiamo che il fabbisogno energetico è definito in base alle entrate caloriche degli alimenti e alle “uscite” legate alla produzione di energia.

In sintesi, questa condizione è influenzata dal fabbisogno basale, cioè la quantità di energia necessaria per il mantenimento della vita in condizioni di riposo (nell’adulto è di circa 40 calorie per metro quadrato di superficie l’ora, nella donna è più basso di circa il 10 per cento), dalla termoregolazione (dipende soprattutto dalla temperatura, per cui quanto più fa caldo tanto meno si consumano calorie), dal fabbisogno di consumo necessario a nutrirsi e dall’attività fisica. Tenere sotto controllo il peso significa preservare la salute, non dimentichiamolo. E parliamone con il medico.

Una giornata per informarsi e sapere

Secondo Diego Foschi, Presidente della SICOB, Società Italiana della Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, “scopo della Giornata Mondiale dell’Obesità è richiamare l’attenzione del corpo sociale, delle persone affette da obesità, del mondo politico, dei media e dei professionisti sulla necessità di procedere speditamente verso un processo di prevenzione e di cura realmente efficace. In Italia abbiamo sei milioni di obesi (il 10% della popolazione) e il loro numero è destinato a crescere in funzione dell’ingresso degli adolescenti con obesità infantile, affezione per cui abbiamo la seconda posizione in Europa.

L’obesità causa un grave riduzione della qualità di vita e rende più frequente la comparsa di altre malattie come il diabete, l’ipertensione, l’arteriosclerosi, le malattie cardiovascolari e ci rende maggiormente suscettibili alle infezioni e alle loro complicanze, compreso Covid-19.

Eppure gli ostacoli maggiori alla lotta all’obesità sono ancora tanti e sono rappresentati dall’ignoranza della definizione “scientifica” della malattia, dallo stigma sociale, dal pregiudizio che dipinge l’obeso non come un malato ma come un edonista autodistruttivo, dal mancato riconoscimento dell’obesità come malattia da curare nel contesto dei livelli essenziali di assistenza, dalla scarsità di reti dedicate alla presa in carico dei pazienti. Contro questi pregiudizi la SICOB si batterà sempre, perché i pazienti e la patologia abbiano la giusta attenzione. L’Obesità è stata la prima epidemia del nuovo millennio, non dimentichiamola!”.

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