Meningite, quando e a chi serve il vaccino (La storia di Amelia)

Meningite, tanti (come Amelia) raccomandano l'importanza dei vaccini. Quando farli e a chi servono: il punto

Meningite, la parola che fa paura e genera ansia solo a pronunciarla. Pericolosa per i bambini quanto per gli adulti. Quante se ne sono dette – e sentite- in questi anni sulla meningite e sull’importanza dei vaccini per scongiurarla.

Sono scesi in campo testimoni in carne e ossa, come Bebe Vio, per sensibilizzare sull’importanza dei vaccini, e tante mamme che hanno vissuto esperienze drammatiche. Come Amelia Vitiello, Presidente del Comitato Nazionale contro la Meningite, che ha perso la sua bambina Alessia, 11 anni fa. E che ha raccontato al Teatro delle Muse di Ancona, in occasione dei un incontro pubblico: “È un evento drammatico. In poche ore, senza avvisaglie, può portarsi via un bimbo”.

La sera la sua bimba di pochi mesi stava bene, aveva solo qualche linea di febbre. Poi nella notte la situazione è precipitata. Nessun farmaco controllava la temperatura che continuava a salire. La mattina verso le cinque la corsa al Pronto Soccorso. Il ritorno a casa alle otto, quando la piccola era già deceduta.

Da 11 anni, purtroppo, non ho più la possibilità di abbracciare mia figlia, di coccolarla, vederla crescere, vederla cadere, di vederla sbagliare, perché la meningite me l’ha portata via in dieci ore.  Racconto la mia storia, non senza dolore, perché se undici anni fa non era possibile preservare Alessia, mia figlia, dalla meningite contro il meningococco B i genitori di oggi hanno questa possibilità di prevenzione, che io non ho avuto. Per questo, parlando con le mamme e i papà (e non solo con loro) con iniziative come questa, vogliamo diffondere questa cultura

Facciamo chiarezza su quando e a chi fare i vaccini.

Il meningococco e la meningite

La meningite, ovvero l’infiammazione delle meningi, è legata a diversi fattori. Quasi sempre i virus danno quadri meno gravi, mentre sono soprattutto i batteri, dallo Pneumococco all’Haemophilus influenzae per arrivare al Meningococco, a generare i quadri più gravi. Quest’ultimo è un germe che ha la forma di un chicco di caffè e vive regolarmente nella gola e nel naso di molte persone, da cui passa facilmente agli altri con un colpo di tosse o con uno starnuto. Poi, in qualche soggetto – soprattutto tra i bambini molto piccoli e negli adolescenti-, il germe raggiunge le meningi ed il sangue scatenando l’infezione che può risultare molto grave. In genere l’esordio è brusco con febbre, cefalea, rigidità della nuca e vomito e macchie sulla pelle, presenti in tre malati su quattro. Il decorso può essere molto rapido e il ricovero deve essere tempestivo. In alcuni casi – più o meno il 20 per cento – si ha la meningococcemia “fulminante” a rapida insorgenza. Nei malati compaiono rapidamente problemi molto gravi come lo stato di shock e la coagulazione del sangue nei vasi.  Si può infatti determinare la cosiddetta sepsi, che porta in poche ore ad una coagulazione incontrollata all’interno dei vasi sanguigni con drammatici effetti sulla circolazione. Per questo può essere letale anche in poche ore e può costringere all’amputazione di arti e/o a deficit permanenti se si sopravvive. Purtroppo non ci sono mezzi né test per sapere chi svilupperà l’infezione in questa forma (come detto il batterio è presente in gola di moltissime persone senza passare la barriera che protegge le meningi) né per capire chi è a rischio con esami particolari. Per questo la prevenzione primaria, la vaccinazione, è l’unica arma che abbiamo.

A chi serve il vaccino

La meningite da meningococco può colpire qualsiasi persone, ma i casi si concentrano nei primi anni di vita e per questo è fondamentale proteggere i bambini molto piccoli. Oggi i vaccini sono in grado di prevenire l’infezione nei confronti dei ceppi più diffusi di meningococco. Esistono vaccini monovalenti e vaccini quadrivalenti nei confronti dei meningococchi C, A, W, Y ed è disponibile il vaccino per il meningococco B. I casi si concentrano soprattutto tra i bambini molto piccoli, più o meno fino ai 5 anni, oppure negli adolescenti, specie dopo soggiorno in ambienti affollati. In queste due fasce d’età in cui la vaccinazione è fortemente raccomandata, oltre ovviamente che nelle persone che presentano specifiche patologie.

Quando fare il vaccino

In particolare la vaccinazione contro il meningococco B è gratuita per i bambini nel corso del primo anno di vita. Sono previste 3 dosi al terzo, quattro, sesto mese di vita ed 1 richiamo al tredicesimo mese. La vaccinazione anti-meningococco C è gratuita per i bambini che hanno compiuto 1 anno di età tra il 13esimo e il 15esimo mese di vita. La vaccinazione con il vaccino coniugato tetravalente , contro il meningococco A, C, W, Y, è gratuita per gli adolescenti : sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo, sia per chi non è mai stato vaccinato in precedenza. “Non è un problema sovrapporre la vaccinazione per meningococco B ad altri vaccini, con l’idea che siano troppi per il piccolo – spiega Arcangela Guerrieri, Pediatra di Libera Scelta ad Ancona.

L’importanza del vaccino

Oltre che proteggere il singolo, il vaccino potrebbe ridurre il numero  di quei “fantasmini” (veri e propri portatori dell’infezione ignari della loro condizione) presenti nella popolazione che senza saperlo trasmettono una malattia che può avere un’evoluzione drammatica in poche ore. Con la vaccinazione per la meningite meningococcica si potrà (speriamo) ottenere anche quell’immunità di gregge che rappresenta un fattore chiave in termini di sanità pubblica per limitare la circolazione del batterio e ridurre i casi di malattie.

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