Ipertensione in gravidanza, controlliamola per proteggere il cuore

In caso di pressione alta in gravidanza è fondamentale tenere sotto controllo la salute del cuore per evitare rischi futuri

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Tenete d’occhio la pressione in gravidanza. E se il vostro ginecologo si accorge che fa le bizze, in quel quadro che viene definito ipertensione gestazionale, non dimenticate da prestare particolare cura alla salute del cuore negli anni futuri.

In qualche modo, infatti, a volte gli aumenti di pressione durante la dolce attesa possono predisporre ad avere problemi cardiaci più avanti, anche decenni dopo, perché il quadro che si crea in corso di gestazione potrebbe condurre ad alterazioni funzionali dell’organo, rispetto a quanto si osserva nelle donne che invece non hanno avuto problemi di questo tipo nei “nove mesi”.

Ricerca americana mette in guardia

A sottolineare come sia importante seguire questi aspetti nel tempo è uno studio apparso sul Journal of American College of Cardiology, condotto dagli esperti delll’ospedale Magee-Womens presso l’Università di Pittsburgh.

L’indagine ha mostrato che quando si sviluppano complicazioni della gravidanza come appunto l’ipertensione o la preeclampsia, aumenterebbe il rischio di patologie a carico del cuore ed anche di sviluppo di scompenso cardiaco, visto che già dieci anni dopo il parto nelle donne che hanno avuto questa situazione si possono avere modificazioni a carico del ventricolo sinistro, che ha il compito di spingere il sangue nell’aorta e quindi a tutto l’organismo. Il tutto, sia chiaro, senza che ci siano sintomi.

La ricerca ha dimostrato che nelle donne che avevano avuto ipertensione gestazionale o altri problemi correlati con un aumento dei valori pressori nei nove mesi in quadri quattro casi su cinque, se il quadro non veniva corretto anche dopo la fine della gestazione, era presente un ispessimento della parete del ventricolo sinistro.

Il risultato di questa alterazione anatomica è che questa cavità elastica diventa più rigida e meno pronta a reagire agli stimoli, con il risultato che il ventricolo stesso non si riempie completamente di sangue e con il tempo può tendere a sfiancarsi. Questa situazione si è osservata solo in poco più di un caso su tre nelle donne con ipertensione esclusivamente in corso di gravidanza, nel 46% circa dei casi di ipertensione presente al momento del controllo e in meno di quattro casi su dieci quando invece non c’è né c’era stata pressione alta. Il monito è quindi semplice.

Occorre ricordarsi di controllare regolarmente la pressione, che può diventare un vero e proprio “killer silenzioso” per il cuore, visto che, come riporta lo studio, nessuna delle donne osservate (anche perché ancora in giovane età), mostrava alcun disturbo legato alla salute del cuore.

Controlliamo i valori

Ovviamente le osservazioni americane andranno confermate da altri studi, ma sono comunque molto importanti e ricordano quanto sia necessario monitorare con cura la pressione. Ciò non toglie che ipertensione in gravidanza e preeclampsia vadano monitorate e che le alterazioni che si osservano vadano riferite prima possibile al ginecologo.

Secondo gli studi scientifici, il rischio di preeclampsia si aggira intorno al 5 per cento ma appare destinato ad aumentare in futuro, visto che l’età della gravidanza si sta spostando sempre in avanti e aumentano il sovrappeso e il diabete anche tra le donne. Il primo segnale che deve mettere in allarme è un aumento della pressione arteriosa: se è vero che in gravidanza può salire naturalmente (secondo gli esperti si possono anche “sopportare” valori di 140/90, rispettivamente per massima e minima, che invece sarebbero considerati elevati in termini generali), è altrettanto innegabile che l’ipertensione rappresenta un fattore da tenere ben presente.

Altro elemento da considerare è la perdita di proteine con le urine, ovvero la proteinuria, che può indicare una sofferenza renale. La gestante che affronta questo problema può poi riferire inspiegabili mal di pancia, cefalea, vomito, addirittura tremori e incrementi ponderali anche di alcuni chili in pochi giorni. Ovviamente il rapporto con il ginecologo che segue la gravidanza è fondamentale per identificare eventuali problemi.

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