Coronavirus, la prevenzione passa anche dagli occhi

Anche gli occhi possono essere la porta d'ingresso per il coronavirus. I sintomi da non sottovalutare e i consigli per per proteggersi

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Non è certo il caso di mettersi in allarme. Ma è certo che l’infezione da coronavirus Covid-19 può essere un valido appiglio per ricordare come bisogna comportarsi per proteggere gli occhi, visto che la congiuntiva può essere una porta d’accesso per il virus. I sintomi iniziali più classici, come accade anche per il raffreddore, passano attraverso i fastidi respiratori e l’arrossamento, il bruciore e il fastidio agli occhi tipici della congiuntivite.

I consigli della Società Oftalmologica Italiana

La Società Oftalmologica Italiana (SOI) lancia una serie di indicazioni che vanno sempre tenute presenti se si soffre di congiuntivite, a prescindere da un virus “lontano” come quello che sta mettendo in ansia la Cina.

Matteo Piovella, Presidente SOI  ricorda che “Gli occhi e in particolare la congiuntiva sono la diretta porta di ingresso per il coronavirus che viene poi trascinato tramite le  vie di deflusso delle lacrime all’interno del naso e  gola. La congiuntivite virale, sintomo precoce della malattia, resta difficilmente identificabile rispetto le comuni e molto diffuse congiuntiviti”.

Cosa fare in pratica? In questo periodo chi soffre di congiuntivite, ovviamente generica, dovrebbero attuare le normali strategie di prevenzione. “Un’altra misura preventiva fondamentale è l’utilizzo di una salvietta e di un cuscino personale così come aumentare la frequenza del lavaggio delle mani “– fa sapere Piovella. “E deve esistere il divieto assoluto di toccare gli occhi con le dita così come avviene normalmente nel periodo post operatorio per i 650.000 pazienti operati di cataratta ogni anno in Italia”.

La congiuntivite è uno dei disturbi più comuni per gli occhi di piccoli e grandi. È una malattia che colpisce gli occhi e può essere di origine virale o batterica. Si localizza a livello della congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre l’interno della palpebra e il bulbo oculare. È necessario prendere atto che, anche se in questo momento in Italia non esistono riscontri di diagnosi da congiuntivite virale da coronavirus, questa tipologia di specifica congiuntivite è presente tra i pazienti colpiti in Cina dall’epidemia.

Quindi la congiuntivite virale da coronavirus può essere presente, anche come sintomo precoce, nei pazienti contagiati; il virus è trasmesso principalmente con modalità aerosol dalle goccioline della saliva e contagia le vie respiratorie ma soprattutto direttamente la mucosa congiuntivale.

Fondamentale, in ogni caso, è evitare di toccare con le mani gli occhi, soprattutto in caso di lieve irritazione e piccoli disturbi (in questi casi si arriva normalmente ad uno sfregamento delle palpebre sicuramente privo di ogni utilità) viene consigliato d lavarsi spesso le mani e di evitare il contatto delle mani con potenziali fonti di infezione.

Cosa fare durante una visita oculistica

L’American Academy Of Opthalmology ha rilasciato una serie di indicazioni per rafforzare la cultura della profilassi e la sua ottimale applicazione da attuarsi su larga scala. Per questo i medici oculisti e gli operatori sanitari devono indossare occhiali o maschere protettive e i pazienti le mascherine.

“Sono procedure normali che fanno regolarmente i dentisti- continua Piovella- quando curano i denti per evitare che le goccioline provocate dal trapano raggiungano gli occhi. Le mascherine vengono normalmente indossate nei Paesi asiatici anche solo in caso di raffreddore, appunto per evitare il contagio.  Il sintomo più caratteristico di questa patologia è l’arrossamento dell’occhio: i vasi sanguigni, a causa dell’infiammazione, diventano più visibili, dando all’occhio un caratteristico rossore. Consigliamo quindi agli oculisti di visitare i pazienti con congiuntivite  con guanti, mascherina e occhiali sanitari o visiera. Se i pazienti invece hanno febbre, sintomi influenzali, tosse, vanno isolati e separati dal pubblico in attesa in pronto Soccorso Oculistico”.

In ultimo i generali criteri di igiene (lavaggio/disinfezione delle mani, sterilizzazione dello strumentario e disinfezione delle mentoniere, disinfezione/sterilizzazione degli strumenti a contatto con le mucose) devono essere scrupolosamente rispettati.

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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