Conti le calorie che consumi con lo smartwatch? Attenzione, a volte potrebbe esagerare

Il conteggio delle calorie consumate in attività fisica attraverso lo smartwatch non sempre è preciso. Specialmente se la massa grassa è importante.

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Ormai è un’abitudine per tanti. Si fa attività fisica e si va a controllare poi quanto si è davvero perduto grazie all’esercizio. Uno sprone utile per migliorarsi e non cadere nella trappola della sedentarietà, che tanto male può fare all’intero organismo aumentando nel tempo i rischi di sovrappeso, diabete, malattie cardiovascolari, dolori articolari e non solo. Ma quanto sono davvero affidabili queste valutazioni? Sicuramente sono utili, mettiamolo in chiaro. A volte però non bisogna fidarsi eccessivamente della misurazione del dispendio energetico, considerando che si può andare incontro ad una sovrastima specie se la massa grassa è particolarmente importante.

A mettere in guardia per non prendere come oro colato la cifra che appare sullo schermo del dispositivo indossabile è una ricerca apparsa sul PLOS One, condotta dagli esperti della Florida International University.

Di quanto si può sbagliare

Mettiamo subito in chiaro un punto. Il trend che si è osservato, sia pure se con margini di sovrastima diversi per i quattro “fitness tracker” considerati, segnala sempre una possibilità di errore nel computo delle calorie bruciate che va dal 15 al 25% per i diversi modelli di dispositivi indossabili. Almeno se si confronta quanto emerge con quanto realmente osservato in laboratorio con strumentazioni su misura che riescono a calcolare il reale consumo energetico. Come riporta una nota dell’ateneo, per fare un esempio, se sullo schermo appare che avete consumato circa 500 calorie in allenamento probabilmente il consumo effettivamente ottenuto supera le 350 calorie.

Tutto è molto utile, sia chiaro. E non ci sono problemi particolari per chi è in forma. Ma quanti hanno necessità di monitorare il consumo energetico per controllare il proprio ambiente ponderale, ci vuole la giusta attenzione. Il rischio è infatti quello di ritrovarsi, senza ovviamente volerlo, in condizioni di surplus calorico.

Lo segnala in una nota dell’Università stessa Jason Kostrna, autore principale dello studio: “Si potrebbero commettere errori di centinaia di calorie a settimana e ritrovarsi facilmente in surplus calorico quando si pensa di essere in deficit” – è il suo commento – .

La ricerca, per la cronaca, ha preso in esame 58 adulti di pedalare su una cyclette reclinata durante un allenamento controllato, alternando intensità moderata e vigorosa. Ogni partecipante ha indossato uno smartwatch mentre un analizzatore metabolico, il tipo di apparecchiatura di riferimento utilizzata nei laboratori clinici, ha rilevato il loro effettivo consumo energetico. Risultato: ci sono variazioni rispetto al consumo energetico effettivo. Secondo gli esperti d’oltre Oceano non si può avere una risposta definitiva sul perché ci siano difficoltà di rilevazione con percentuali di grasso corporeo più elevate. L’ipotesi è che possa anche dipendere dagli algoritmi utilizzati per stimare il consumo calorico.

Strumenti comunque utili

Detto questo, sempre in base a quanto dice la ricerca gli smartwatch possono comunque essere utili, a patto che gli utenti ne comprendano i limiti. Quindi la raccomandazione è di considerare i dati sul consumo calorico come un valore massimo piuttosto che come una misurazione precisa e di arrotondare per difetto per una stima più prudente.

Poiché lo studio ha rilevato che la precisione peggiora con l’aumentare della massa grassa, chi utilizza dispositivi indossabili per la gestione del peso potrebbe voler aggiungere un margine di sicurezza. Invece di basarsi sulle calorie bruciate durante un singolo allenamento, gli utenti possono fare maggiore affidamento su parametri che i dispositivi indossabili tendono a gestire meglio, come la frequenza cardiaca e il tempo trascorso nelle diverse zone di frequenza cardiaca. Monitorare le proprie tendenze nel tempo può anche essere più utile che concentrarsi sul totale calorico di un singolo giorno. “Monitorate i vostri progressi nel tempo e se il monitoraggio vi aiuta, godetevelo” – è il commento di Kostrna -. Se diventa troppo, non fissatevi su questo aspetto. Concentratevi su come vi sentite e usate i dati per migliorare gradualmente”.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.