Come riconoscere e trattare i polipi nasali

I polipi nasali sono noduli cancerosi che si creano all'interno della cavità o dei seni nasali. Ecco quando si formano e perché

In gergo medico, i polipi nasali sono estroflessioni della mucosa nasale in genere causate da un aumento di volume della mucosa stessa (ipertrofia) o da un’alterazione benigna delle cellule (iperplasia). Sono dunque formazioni carnose dall’aspetto di una goccia che si sviluppano sul rivestimento della cavità e dei sani nasali ma che – dalla dimensione variabile e il colore perlaceo – a differenza dei polipi che si possono sviluppare in altre parti del corpo (ad esempio nel colon o nella vescica) non sono cancerogene.

Sul perché si formino i polipi nel naso, per la verità, non vi è una certezza assoluta. Le cause sono state fino ad oggi ricercate nelle allergie, che spesso provocano proprio rigonfiamento nasale e una riduzione dello spazio respiratorio, ma ogni soggetto adulto può esserne colpito, indipendentemente dal sesso, dall’età e dallo stile di vita. L’unica certezza è che, alla base della poliposi, vi è un’infiammazione locale persistente, spesso causata da una rinite cronica allergica o infettiva.

I sintomi dei polipi nasali

Spesso i polipi nasali sono talmente piccoli che, non causando problemi né fastidi, chi ne è affetto neppure si accorge di averli. Quando assumono invece dimensioni notevoli, i sintomi più comuni sono rappresentati da:

  • ostruzione nasale progressiva;
  • cefalea frontale;
  • alterazione dell’olfatto;
  • rinorrea e gocciolamento nasale;
  • frequenti infezioni del seno nasale.

Meno comuni sono invece dolore facciale e sensazione di prurito attorno agli occhi.

Temporaneamente attenuabili con spray nasali a base di cortisone, i sintomi vanno esaminati da un medico esperto. Sebbene i polipi nasali non possano trasformarsi in tumori, né aumentino il rischio di sviluppare un cancro in futuro, per il paziente possono diventare molto fastidiosi. Chi ne soffre, infatti, tende a respirare per buona parte del tempo con la bocca, il che può arrivare a disturbare il riposo notturno.

Più frequenti negli adulti che soffrono d’asma (tra il 20 e il 40% di chi soffre di queste escrescenze è anche asmatico), di allergie e di infezioni frequenti del seno nasale (sinusiti), oltre che nei bambini malati di fibrosi cistica, i polipi nel naso possono formarsi anche nei soggetti sensibili all’aspirina o ad altri farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene o il naproxene.

In genere trattati ed eliminati (o quantomeno ridotti) grazie all’impiego di appositi farmaci, i polipi talvolta richiedono che si intervenga chirurgicamente, sebbene i pazienti che lamentano una persistente perdita dell’olfatto non sempre vedono migliorare la percezione degli odori a seguito dell’operazione. Senza contare che, in 7 pazienti operati su 10, tali formazioni carnose tendono a ripresentarsi in futuro.

Cause della poliposi

Come detto, una vera e propria causa della poliposi non è ancora stata individuata: ad essere stati individuati sono solamente i fattori di rischio, che si fanno tanto elevati quanto più la mucosa rimane infiammata per lunghi periodi di tempo (se segni e sintomi dell’infiammazione si protraggono per più di 12 settimane, si parla di infiammazione cronica).

Talvolta possono invece essere causati da una rinosinusite cronica, da una sinusite allergica micotica (e dunque da un’allergia ai funghi presenti nell’aria), da fibrosi cistica (malattia genetica che provoca la produzione e la secrezione di fluidi anomali, incluso un muco denso dalle membrane nasali) e da alcune rare malattie genetiche.

Sebbene in genere i polipi nasali si sviluppino vicino ai seni, possono crescere un po’ ovunque all’interno della cavità nasale. In diversi casi si sviluppano durante un’infezione nasale o una sinusite e scompaiono poi alla guarigione, in altri si formano lentamente e persistono: è in queste circostanze che è necessario rivolgersi al proprio medico, che potrà indirizzare il paziente dallo specialista (il medico otorinolaringoiatra) affinché questo possa sottoporlo agli esami del caso.

Polipi nel naso: a chi rivolgersi

Come vengono diagnosticati i polipi nel naso? I metodi sono diversi. L’otorinolaringoiatra potrà sottoporre la persona alla rinoscopia tradizionale, e cioè ad una semplice ispezione che viene effettuata con un divaricatore nasale e una sorgente luminosa (in questo modo, però, è possibile individuare solo i polipi esterni e non quelli nascosti). Oppure, ed è questo il metodo più utilizzato, ad una endoscopia nasale, che prevede l’impiego di un endoscopio, un tubicino rigido collegato ad una telecamera capace di riprodurre le immagini interne su di un monitor esterno: così, anche i polipi più piccoli e nascosti possono essere trovati.

Altri esami diagnostici con cui i polipi nasali vengono individuati sono la TAC del massiccio facciale (in genere prescritta prima di un intervento di rimozione delle formazioni, così da verificarne la natura e la presenza di varianti anatomiche ossee) e la risonanza magnetica (impiegata soprattutto in caso di poliposi monolaterale, e accompagnata dal prelievo di piccoli campioni di tessuto).

Tuttavia, il medico può prescrivere anche i cosiddetti prick tests per individuare le allergie, un tampone nasale per verificare la presenza di funghi o batteri e lo studio citologico del secreto nasale, per analizzare le cellule che lo compongono.

Le cure per i polipi nasali

Le cure per i polipi nasali sono volte a ridurre le dimensioni delle formazioni, o addirittura ad eliminarle, e a trattare i disturbi collegati (come asma e allergie) che possono contribuire allo sviluppo di un’infiammazione cronica dei seni nasali. Oggi, per la poliposi nasali, si tende comunque a preferire cure conservative anziché i metodi invasivi che un tempo venivano impiegati.

Il primo approccio che si tenta è quello farmacologico, mediante l’impiego di spray cortisonici che riducano lo stato di infiammazione e la dimensione dei polipi: gli effetti collaterali, rari, sono individuabili in mal di gola, sanguinamento nasale e irritazioni della mucosa. Se poi questi non dovessero bastare, lo specialista può prescrivere un breve ciclo di trattamento con cortisone per bocca. Quando l’approccio farmacologico non produce gli effetti desiderati, ecco che si può procedere ad un intervento per i polipi nasali, la cui tipologia viene decisa sulla base della dimensione, del numero e della posizione degli stessi.

Spesso si usa il laser per i polipi nasali oppure il microdebrider, che permettono entrambi la contemporanea dissezione e l’aspirazione delle formazioni: l’intervento di polipectomia viene effettuato a livello ambulatoriale, sotto anestesia locale, in quanto i polipi sono poco vascolarizzati e non presentano terminazioni nervose dolorifiche.

Se invece fosse richiesto un intervento chirurgico più complesso, si parla di un’operazione da effettuarsi in regime di sedazione totale. La durata è compresa tra i 45 e i 60 minuti, e l’intervento avviene mediante l’inserimento nelle narici di un endoscopio, un tubicino con lente di ingrandimento o fotocamera che permette di rimuovere i polipi e gli altri piccoli ostacoli che ostruiscono il flusso di liquido nei seni. Si tratta dunque di un’operazione tutto sommato semplice, che non lascia cicatrici né altri segni visibili sul viso.

Le complicanze dell’intervento ai polipi nasali sono rare, e possono consistere nella formazione di croste laddove c’erano le escrescenze, nella perdita di sangue e – nei casi più gravi – in un’infezione. La convalescenza prevede invece un breve periodo di riposo, e un trattamento periodico con lavaggi nasali con soluzione fisiologica per favorire la guarigione. Che ci si sottoponga al laser oppure ad un’operazione più impegnativa, i sintomi spariscono rapidamente, ma nell’arco di qualche anno è possibile che i polipi ricompaiano.

Come prevenire i polipi nasali

Esiste un modo per prevenire l’insorgenza dei polipi nasali? Non esattamente, visto che le reali cause per cui si formano sono ad oggi sconosciute. Tuttavia, è possibile adottare qualche accorgimento per ridurre lo stato di infiammazione che potrebbe poi portare alla loro insorgenza.

Ecco dunque che è molto utile umidificare l’aria di casa per aiutare il flusso di muco dai seni nasali, fare frequenti lavaggi con una soluzione fisiologica, mantenere uno stile di vita sano e attivo che possa rafforzare le difese immunitarie e prevenire le infiammazioni alle vie respiratorie, non trascurare asma, sinusite, allergie, non esporsi a fattori irritanti come il fumo, l’inquinamento o i diversi tipi di allergeni.

Trattare immediatamente i disturbi che causano infiammazione è fondamentale. Anche se, per prevenire i polipi o perlomeno per ritardare la loro comparsa, la soluzione più efficace è rappresentata dagli spray cortisonici (da utilizzare su prescrizione medica).

Polipi nasali e tumori

I polipi nasali sono fastidiosi, ma non pericolosi: si tratta infatti di formazioni benigne, non collegate al rischio di cancro. L’unica eccezione è rappresentata dal papilloma invertito (o papilloma scheneideriano), che produce lesioni simili ai normali polipi. Ad un esame istologico, però, questi mostreranno un’aggressività locale maggiore, la tendenza ad attaccarsi alle strutture ossee e la possibilità di degenerare trasformandosi in cancro.

In tutti gli altri casi, quando si è in presenza di uno o più polipi nasali non è necessario preoccuparsi. È però fondamentale lavorare sulle condizioni che a quelle formazioni hanno portato, prima ancora di trattarle con farmaci o con la chirurgia, concentrandosi sull’individuazione di eventuali allergie, sulla cura dell’asma, sulla limitazione dell’esposizione al fumo (attivo o passivo), a sostanze inquinanti e a fattori che possono causare allergia. Solamente così si può evitare l’insorgenza di nuove infezioni che potrebbero portare con sé la formazione di nuovi polipi.

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