Personaggio pubblico sì, ma estremamente riservato riguardo alla propria vita privata, Colin Farrell è appena apparso in una rara immagine insieme al figlio James, di 23 anni, che convive con la Sindrome di Angelman. Il nome, che rievoca l’immagine di un uomo-angelo ma in realtà deriva dallo scienziato che la scoprì per la prima volta, fa riferimento a una rara malattia neurologica, che ha cause genetiche. Ma la foto con il figlio non solo ha suscitato interesse nei confronti della patologia, ma è stata l’occasione per mostrare un lato più “intimo” dell’attore, da sempre molto sensibile ai temi della salute. Non è un caso, infatti, che abbia realizzato un documentario sull’amica Emma Fogarty, affetta da un’altra patologia poco diffusa.
Colin Farrell e la malattia del figlio
“Non ho mai permesso a una troupe televisiva di avvicinarsi a casa mia”, ha raccontato Farrell in occasione della pubblicazione del trailer di The Slightest Touch, un documentario che ha al centro il racconto del legame da l’attore 50enne ed Emma Fogarty, sua amica di lunga data. Il filmato è stato reso pubblico il 28 ottobre, ma mostra anche un’immagine del figlio James, avuto dalla ex compagna Kim Bordenave. Si vede Farrell che lo abbraccia e ride con lui, offrendo dunque un lato più intimo della vita della star hollywoodiana.
Cos’ha James Farrell
A James Farrell è stata infatti diagnosticata una rara patologia neurologica: si tratta della Sindrome di Angelman, che comporta ritardi nello sviluppo e difficoltà nel linguaggio. Non è la prima volta che Farrell che affronta il tema, anche se non è mai entrato nei dettagli della malattia. In una intervista rilasciata alla rivista People nel 2024, infatti, si era limitato ad affermare che il suo più grande desiderio era che il mondo riservasse al ragazzo lo stesso rispetto e la stessa gentilezza che merita chiunque. L’attore aveva anche spiegato che il suo modo di rivolgersi al figlio è identico a quello che userebbe con una persona che abbia una perfetta padronanza della lingua inglese e capacità cognitive adeguate alla sua età, anche se questa non è la condizione di James. Si tratta, però, di un modo per riconoscere al giovane la propria personalità, senza farsi condizionare dalla malattia e senza che questa possa influenzare il loro rapporto.
L’orgoglio di un padre, nonostante la malattia
Per Farrell, dunque, la patologia non deve interferire in alcun modo nella relazione col figlio, di cui ha affermato “Sono orgoglioso di lui ogni giorno”. Nel corso dell’intervista aveva anche aggiunto che il motivo del suo rapporto speciale con James sta nel fatto che di pensare che “semplicemente lui sia magico”. Parole così accorate le aveva pronunciate anche nel 2007, in occasione di un’altra intervista, in quel caso all’Irish Independent, quando aveva ripercorso le tappe della diagnosi della patologia: “Fin dal primo giorno ho sentito che lui è esattamente come dovrebbe essere. Non ho mai pensato a mio figlio come a una persona con una disabilità”.
Cos’è la Sindrome di Angelman
Quanto alla Sindrome di Angelman, come chiarisce l’Osservatorio Malattie Rare, “è una sindrome genetica, descritta la prima volta nel 1965 dal pediatra inglese Harry Angelman, causata dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (porzione contrassegnata come 15q11-q13). La malattia si osserva solo nelle persone in cui la mancanza riguarda il cromosoma 15 di origine materna. A causa di un complesso meccanismo biologico chiamato imprinting, infatti, i geni contenuti in questa porzione del cromosoma 15 sono funzionanti solo nel cromosoma materno, e sono “spenti “in quello paterno”.
Quali sono i sintomi della patologia
La patologia si manifesta con problemi di crescita e sviluppo, insieme a difficoltà anche nel linguaggio. “La Sindrome di Angelman è caratterizzata da ritardo grave dello sviluppo psicomotorio, linguaggio gravemente compromesso o assente, deficit dell’equilibrio dinamico e movimenti scoordinati (atassia) con tremori agli arti, comportamento tipico caratterizzato da contegno generalmente felice e facilità nella relazione, iperattività motoria, ipereccitabilità con ridotto span attentivo, rari accessi di riso immotivato. Queste caratteristiche sono comuni a tutte le persone affette. Altri tratti frequenti, presenti nell’80% dei casi, sono la microcefalia, che si rende evidente dopo i 2 anni di vita e le crisi epilettiche che insorgono generalmente entro i 3 anni di vita”, chiarisce l’Osservatorio.
I campanelli d’allarme
I primi segnali possono essere molto precoci, anche se la diagnosi a volte subentra in un secondo momento: “I bambini alla nascita possono presentare con frequenza problemi di alimentazione con difficoltà di suzione o rigurgito, alcuni di essi soffrono di infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie. La scoliosi e l’obesità possono rappresentare un problema nell’età adulta. Il ritardo dello sviluppo psicomotorio è già evidente intorno ai 6 mesi di vita, ma le caratteristiche peculiari della Sindrome di Angelman non si manifestano prima del primo anno di vita e possono trascorrere parecchi anni prima che una corretta diagnosi clinica possa essere definita”, spiegano gli esperti dell’Osservatorio Malattie Rare.
Farrell e l’impegno anche per la malattia della “pelle di farfalla”
Se Farrell è molto riservato sulla propria vita privata, ora ha deciso di impegnarsi per l’amica Emma Fogarty, oggi 42enne, la persona più longeva in Irlanda tra quelle affette da epidermolisi bollosa, una rara malattia conosciuta anche come “pelle di farfalla”: il tratto caratteristico, infatti, è una particolare fragilità cutanea nei pazienti, che può unirsi alla presenza di vesciche anche molto dolorose. Si tratta anche della stessa malattia con cui convive il figlio di Sergio Muniz. Per sostenere l’amica Farrell, che ora ha presentato il documentario The Slightest Touch, aveva già spinto Fogarty con la sua sedia a rotelle durante la maratona di Dublino del 2024.