Charlotte Casiraghi ha appena pubblicato il suo libro La Fêlure. In Francia è uscito il 29 gennaio ed è già un caso letterario. C’è chi lo trova profondo e di grande interesse e chi invece è scettico nel credere che la figlia di Carolina di Monaco possa davvero parlare di “fratture e ferite”, come citate nel titolo.
Charlotte Casiraghi segnata dalla morte del padre
Dopo aver visto Charlotte Casiraghi incantare Parigi alla Settimana dell’Alta Moda, adesso la figlia di Carolina di Monaco è intenta a promuovere il suo libro, La Fêlure. Nel testo emergono molti ricordi e momenti della sua vita ma come ci tiene a sottolineare il suo editore non si tratta di una autobiografia.
Ma Charlotte non si sottrae alle domande di chi vuole conosce le fratture che lei ha vissuto in prima persona per poterne riflettere nel suo volume. Sicuramente, una ferita che l’ha segnata profondamente è quella che riguarda la morte di suo padre Stefano Casiraghi, quando lei aveva appena 4 anni e lui solo 30.
Charlotte ne parla con l’amica scrittrice e psicologa, Sarah Chiche, e racconta che il suo libro non è stato ispirato da un episodio particolare della sua infanzia: “L’infanzia è, per sua stessa natura, intensa: ci poniamo domande metafisiche molto presto, temiamo di perdere i nostri genitori, pensiamo alla morte. Non è necessariamente tristezza; è imparare cosa significa esistere. […]
La morte di mio padre quando avevo quattro anni, ha scosso il mio mondo infantile. Credo di essere stata spinta molto presto da questo desiderio di cogliere il significato dell’esistenza, con un senso di ingiustizia, di incomprensione. La letteratura e la filosofia sono diventate luoghi in cui potevo approfondire senza crollare“.
Charlotte Casiraghi, troppo privilegiate per parlare di fratture?
Una delle obiezioni che sono state fatte al suo libro e a Charlotte Casiraghi come scrittrice è che lei ha vissuto e vive in una realtà privilegiata e per questo non può sapere che cosa significhi essere colpita da eventi che ti crepano, che creano in te delle fratture.
Ma la Casiraghi, nella stessa intervista a Chiche, spiega che da sempre, fin da piccola, ha dovuto convivere e combattere contro l’immagine che le avevano cucito addosso. Spesso le è capitato di essere etichettata prima ancora di conoscerla. Ed è su questo che ha voluto riflettere, dato che viviamo in un mondo dove l’immagine sembra contare più di ogni altra cosa.
“C’è un fascino per “la donna passionale”, ma spesso a scapito della sua intelligenza e del suo lavoro. Ho sofferto di questa riduzione. La mia vita amorosa è stata spesso discussa più di impegni che per me sono profondamente importanti. Come se la passione romantica, in una donna, dovesse essere motivo di scandalo, di ossessione. Trovo questo deplorevole, e a volte estenuante, perché porta a una sorta di etichettamento: si è confinati a un’immagine, e tutto il resto diventa decorativo, secondario, quasi sospetto”, ha raccontato Charlotte.
Per quanto riguarda la sua famiglia importante, ha detto: “Sono orgogliosa della mia famiglia ; fa parte della mia identità . Ma tengo molto alla mia libertà. Filosofia, letteratura, scrittura e cura degli altri costituiscono la quotidianità di una donna adulta. Eppure, a volte sembra che questi ambiti non siano “credibili” agli occhi di alcuni, come se non potessero coesistere con l’immagine che è stata creata di te”.