Carlo III torna nei Paesi caraibici del Commonwealth

Un'altra prova per Re Carlo III: il viaggio ai Caraibi tra richieste di scuse per la schiavitù e l'assenza di Camilla, che lo raggiungerà ad Antigua e Barbuda

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

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Il viaggio di Re Carlo III ai Caraibi è partito dalle Bahamas, l’affascinante arcipelago nel quale, durante la Seconda guerra mondiale, venne mandato come Governatore il prozio Edoardo VIII, che nel 1936 aveva abdicato al trono britannico per sposare Wallis Simpson. Il Duca di Windsor, accompagnato dalla moglie, rimase nell’arcipelago dal 1940 al 1945, in un esilio dorato voluto dal governo di Winston Churchill, preoccupato per le sue simpatie filotedesche.

Il legame di Carlo III con le Bahamas è di lunga data. Nel luglio 1973, a soli 24 anni, arrivò ai Caraibi per rappresentare la madre Elisabetta II alle celebrazioni dell’indipendenza delle Bahamas dal Regno Unito. A Clifford Park, nella capitale Nassau, assistette all’innalzamento della nuova bandiera nazionale, mentre le Bahamas diventavano uno Stato indipendente, mantenendo la Regina britannica come Capo di Stato.

Da colonia a Stato indipendente

A guidare il Paese era Lynden Pindling, il primo Premier delle Bahamas indipendenti, mentre Sir John Warburton Paul, ultimo Governatore coloniale, assunse la carica di Governatore generale.

Cinquantatré anni dopo, Carlo è tornato proprio a Clifford Park, questa volta da Re, ricordando con una certa nostalgia quella visita. Durante il suo discorso ha raccontato di aver partecipato, nel 1973, a ben tre balli per l’indipendenza in una sola notte e di aver danzato con Dame Marguerite Pindling, moglie del Primo Ministro.

“Non riesco quasi a credere che siano passati cinquantatré anni da quando mi trovavo qui e vidi issare per la prima volta la bandiera delle Bahamas”, ha raccontato il sovrano, aggiungendo che avrebbe desiderato tornare molto prima.

Carlo III alle Bahamas

La prima tappa del viaggio, iniziato il 27 ottobre, ha visto Carlo III impegnato in tre giorni di appuntamenti ufficiali. Ad accoglierlo a Nassau sono stati il Governatore generale Dame Cynthia Pratt e il Primo Ministro Philip Davis.

Il Re ha incontrato i giovani delle Bahamas, visitato la base della Royal Bahamas Defence Force a Coral Harbour e reso omaggio ai quattro militari uccisi nel 1980 durante l’attacco alla motovedetta HMBS Flamingo.

Durante l’incontro con i giovani a Clifford Park, Carlo III ha sorpreso il pubblico aprendo il suo discorso con un’espressione del dialetto locale: “I reach. Amen”, traducibile come “Sono arrivato. Amen”. Come racconta il quotidiano bahamense The Tribune, il saluto ha suscitato il divertimento dei presenti.

Il Re balla al ritmo del Junkanoo

Non sono mancati altri momenti simpatici, come la partecipazione a un Junkanoo, la tradizionale festa bahamense caratterizzata da musica, danze e costumi colorati. Carlo III, con in mano i cowbells, i caratteristici campanacci metallici utilizzati durante le celebrazioni, ha danzato sulle note di “Naughty Johnny”, circondato da musicisti e figuranti con coloratissimi costumi di piume.

Re Carlo III balla al ritmo del Junkanoo
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Re Carlo III balla al ritmo del Junkanoo

Le richieste di scuse per il passato coloniale

Ma il viaggio ha riportato al centro dell’attenzione anche il passato coloniale britannico. Durante il suo discorso a Clifford Park, il Re ha riconosciuto le sofferenze e le ingiustizie della schiavitù, ricordando che i rappresentanti dei Paesi del Commonwealth ne discuteranno durante il prossimo vertice ad Antigua e Barbuda.

Le sue parole non hanno però soddisfatto tutti. Alcuni gruppi locali, tra cui il Bahamas National Reparations Committee, chiedono alla Corona e al governo britannico scuse formali e riparazioni economiche per il ruolo avuto nella tratta degli schiavi.

Carlo III ha già compiuto alcuni passi per fare luce sul passato della monarchia britannica. Nel 2023 ha sostenuto una ricerca sui legami storici della Corona con la tratta degli schiavi, autorizzando l’accesso agli archivi reali agli studiosi coinvolti nel progetto.

Carlo III dal Presidente della Guyana 

Buckingham Palace ha definito quella alle Bahamas una Royal Visit, mentre la tappa in Guyana è una State Visit. La distinzione dipende dal diverso rapporto dei due Paesi con la Corona britannica: Carlo III è Re delle Bahamas, mentre la Guyana, diventata una repubblica nel 1970, ha un proprio Capo di Stato, pur continuando a far parte del Commonwealth.

Ed è stato proprio il Presidente Mohamed Irfaan Ali ad accogliere Carlo III all’aeroporto internazionale Cheddi Jagan.

Anche in questo caso si tratta di un ritorno, ma più recente. Il Re aveva visitato il Paese nel febbraio 2000, quando era ancora Principe del Galles. La visita di Stato, non a caso, coincide con il sessantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche fra Guyana e Regno Unito.

Il rum per il Re

Dopo l’incontro con il Presidente a State House, Carlo ha partecipato a un ricevimento culturale durante il quale gli è stato offerto un rum prodotto appositamente per lui dalla società guyanese Banks DIH. Il distillato, invecchiato oltre vent’anni, è stato battezzato “Royal Welcome”. Il Re lo ha prima annusato e poi assaggiato, commentando con una risata: “Very good”.

Re Carlo III assaggia il rum in Guyana
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Re Carlo III assaggia il rum in Guyana

L’ambiente è sempre presente nell’agenda di Carlo III

La giornata del 30 ottobre prevede invece un omaggio ai caduti, incontri con i rappresentanti delle comunità indigene e una tappa ambientalista che non poteva mancare: la partecipazione alla conferenza della Global Biodiversity Alliance, dedicata alla protezione della biodiversità.

Quando era Principe del Galles aveva già sostenuto iniziative per la conservazione delle foreste tropicali della Guyana, uno dei patrimoni naturali del Paese.

Un tour non facile per Carlo III

Anche qui, tuttavia, la visita riapre la questione della schiavitù. Nel 1823 nella colonia britannica della Demerara ci fu una grande rivolta di persone ridotte in schiavitù, repressa dalle autorità coloniali. Il Presidente Ali ha chiesto al Regno Unito di compiere un ulteriore passo, presentando scuse ufficiali per il proprio passato. Più che una visita diplomatica sembra essere per Re Carlo il viaggio delle scuse richieste, un royal tour non facile.

Perché la Regina Camilla non accompagna Carlo III

A differenza di quanto accade abitualmente durante i viaggi reali, Carlo III ha affrontato da solo le prime due tappe del tour. La Regina Camilla lo raggiungerà ad Antigua e Barbuda, dove entrambi parteciperanno al vertice dei capi di governo del Commonwealth.

Quando la decisione è stata comunicata da Buckingham Palace ad agosto, la stampa britannica ha ipotizzato che la scelta possa essere legata alla nota paura di volare della Regina. Secondo il Daily Express, la decisione di raggiungere Carlo III soltanto ad Antigua e Barbuda potrebbe essere stata presa per ridurre il numero dei voli, soprattutto quelli su aerei più piccoli necessari per gli spostamenti tra i Paesi caraibici. Una spiegazione che Buckingham Palace non ha confermato.

Carlo e Camilla alle Barbados nel 2019
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Carlo e Camilla alle Barbados nel 2019

Carlo III e Camilla ad Antigua e Barbuda 

L’ultima tappa del viaggio sarà Antigua e Barbuda, dove Carlo e Camilla prenderanno parte alle celebrazioni dell’indipendenza, ottenuta il 1° novembre 1981, e al Commonwealth Heads of Government Meeting, in programma dal 1° al 4 novembre.

Il vertice del Commonwealth

Il Re parteciperà all’apertura del vertice nella sua veste di Capo del Commonwealth, organizzazione che riunisce 56 Paesi, molti dei quali legati alla storia dell’Impero britannico. Soltanto 15 riconoscono ancora Carlo III come Capo di Stato.

La prima visita di Camilla ad Antigua e Barbuda

Per Camilla sarà la prima visita ufficiale ad Antigua e Barbuda. Il programma della Regina comprende appuntamenti dedicati all’istruzione e alle donne, oltre agli impegni condivisi con il marito.

L’ammiraglio Nelson ai Caraibi

Carlo visiterà anche Nelson’s Dockyard, l’antico porto militare britannico che porta il nome dell’ammiraglio Horatio Nelson, vincitore della battaglia di Trafalgar del 1805, che prestò servizio ad Antigua negli anni Ottanta del Settecento.

Il 4 novembre, a dieci giorni dal suo 78° compleanno, il Re concluderà il viaggio dopo aver visitato tre Paesi del Commonwealth, due dei quali lo riconoscono ancora come Capo di Stato.