Come ho salvato il matrimonio grazie al mio amante

Non è vero che i tradimenti rappresentano la fine di una relazione. La mia storia conferma che questo, per me, ha rappresentato un nuovo ed entusiasmante inizio

Non dico sempre… ma spesso i matrimoni di lunga data sono andati avanti grazie all’aiuto di qualche amante intervenuto/a in un momento di noia o di difficoltà. (Daniela, una lettrice di DiLei)

Troppo annoiati, troppo abitudinari, troppo scontati: ecco cosa eravamo diventati io e mio marito, ecco cosa era diventato orma il nostro matrimonio. Lo spettro di un grande e appassionato amore che aveva condiviso con le altre relazioni quel destino che sembra accomunare per forza di cose tutte le coppie di lunga data. Un destino al quale non sono mai stata pronta ad arrendermi.
Noioso, petulante e svogliato lui, perennemente insoddisfatta io. Pochi aggettivi che bastano a raccontare chi eravamo diventati l’uno al fianco dell’altro. Ma lasciarsi no, non era un’alternativa da prendere in considerazione. E non solo per il bene dei figli o per evitare di distruggere tutto ciò che insieme avevamo costruito in tanti anni, ma perché alla base di questo, nonostante tutto, c’era ancora l’amore.

Lo sapevo io, che non riuscivo proprio a farmene una ragione, non riuscivo ad accettare il fatto che ci fossimo trasformati nelle versioni peggiori di noi stesse senza neanche accorgercene, e lo sapeva anche lui che, nonostante i miei continui lamenti, restava sempre lì, a occupare quel posto di marito comprensivo e padre amorevole che per nulla al mondo avrebbe mai lasciato.

Terapia di coppia, viaggi di famiglia e weekend senza i bambini: ci abbiamo provato davvero a far funzionare le cose, ma evidentemente nessuno di quei tradizionali strumenti sembrava essere risolutivo per la crisi nella quale eravamo sprofondati. Ma se l‘unica alternativa era quella di lasciarci era evidente che nessuno dei due avrebbe mai compiuto il primo passo in nome dell’amore che ci legava.

Così ci abbiamo provato ancora a darci un’opportunità. Lo abbiamo fatto, questa volta, prendendoci del tempo per noi, smettendo di fare le cose insieme. Le uscite con gli amici, la palestra e i viaggi nel fine settimana, uno andava e l’altro restava con i bambini e viceversa. Chissà se facendo così qualcosa sarebbe cambiato.

Io mi sentivo ancora insoddisfatta, però, perché la voglia di stare insieme al mio compagno di vita sembrava più forte di prima, ma dall’altra parte continuavo a vedere il solito brontolone che a stento mal sopportavo. Neanche quella libertà concessa sembrava avergli ridato quella vitalità che gli era sempre appartenuta.

Così sono andata oltre, sperimentando quella che io chiamo una vera e propria terapia d’urto. Non l’ho fatto per punirlo o per ferirlo, intendiamoci. L’incontro con quello che da lì a poco sarebbe diventato il mio amante è stato del tutto casuale. Imprevedibile e inaspettato, sicuramente.

Io che non avevo mai avuto occhi per altri uomini all’infuori di mio marito alla fine ho ceduto alle lusinghe da parte di questo sconosciuto. E non mi sono limitata ad accettare il corteggiamento, ma ho intrapreso con lui una relazione extraconiugale. Questo non mi ha dato la spinta per lasciare mio marito, anzi, ha aumentato ancora di più in me il desiderio di sistemare la situazione.

Forse era troppo tardi ormai, forse non mi avrebbe mai perdonata, eppure sentivo di dover spiegare a mio marito quello che avevo fatto, le motivazioni che mi avevano spinto tra le braccia di un altro uomo e come mi sentivo. Dovevo dirgli che nonostante avessi un amante, l’unico uomo che desideravo al mio fianco era lui.

Così l’ho fatto, gliel’ho confessato tutto d’un fiato. L’ho ferito e probabilmente l’ho deluso. Quelli a seguire sono stati giorni difficili per entrambi eppure, in lui era cambiato qualcosa. Si era riaccesa la miccia della passione che sembrava mai assopita. Con un po’ di fatica mi ha compresa e mi ha perdonata e così, grazie al tradimento, ho salvato il mio matrimonio.