Come dimenticare una persona che hai amato

Quando l’amore non finisce ma devi comunque chiudere la situazione, quando dimenticare sembra l’unica opzione. Vediamo come comportarsi

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Ragioni per dimenticare

Quali sono le ragioni per dimenticare qualcuno che hai amato? Quelle plausibili, quelle motivate, consistenti. Di fatto, non ce ne sono mai. I ricordi sono qualcosa di bellissimo e non vanno rimossi. In questo senso un film molto attinente e magnifico che consigliamo: Eternal Sunshine of the Spotless Mind, regia di Michel Gondry, uscito nel 2004, con la splendida recitazione sia di Jim Carrey che di Kate Winslet. In sintesi, Clemetine, stanca del rapporto tanto intenso quanto incompatibile con Joel, si fa asportare dalla mente la parte relativa alla loro storia. Quando lui lo scopre, fa lo stesso, ma durante il procedimento non rimane sicuro e convinto di voler andare avanti ed eliminare. Un film bellissimo, surreale ma che fa riflettere e tanto. Non ci sono ragioni sufficienti per voler dimenticare qualcuno, in sintesi, ma possiamo scegliere cosa fare con quel ricordo.

Differente il caso in cui non riusciamo a chiudere con qualcuno che abbiamo amato e quel qualcuno ha avuto comportamenti scorretti da un certo punto in poi e magari continua a ripeterli, perpetrarli di nuovo, consciamente o no. Allora subentra il bisogno di chiudere e dimenticare, accantonare i ricordi. La persona che abbiamo amato cambia, di fatto e cambiano anche i sentimenti. A volte occorre far prevalere il proprio bene, il bene verso se stessi/e, se non ci si sente al sicuro, se i ricordi diventano un’arma a doppio taglio che non ci permette di concludere, dire di no a prescindere.

Il cuore, la mente e i ricordi

Dobbiamo immaginare i ricordi come ponti. Possiamo decidere di percorrerli o meno ma possiamo anche decidere di farli saltare in aria, eliminarli, farli fuori. Il bisogno di dimenticare nasce laddove ci accorgiamo che molto di quell’amore che abbiamo messo ce lo abbiamo messo noi e basta. Allora ci siamo appesi o appese qualcosa che ha tutti i toni di un’illusione, di un teatrino finto. Non scegliamo di innamorarci ma possiamo scegliere di modularci, di agire sui fattori che ci legano a quella persona se quella data persona ha verso di noi un atteggiamento ambiguo, prepotente e se usa soprattutto la storia in modo manipolativo, se usa il fatto che vi conosce a suo favore e per farvi perdere forza e potere.

Il cuore non scegliamo dove orientarlo e come direzionarlo, il cuore ha un suo campo che investe quel che amiamo e chi amiamo, si allarga e viene influenzato, che si estende ben oltre il corpo fisico. Si tratta di una vibrazione specifica e di un potere grande di guarigione per se stessi/e e per gli altri. Il campo del cuore fa miracoli, si dice. Se abbiamo vissuto una storia con tutto il cuore e per qualche ragione ci siamo accorti/e che questa corrispondenza era vana o lo sta diventando, dobbiamo prendere provvedimenti. Ma soprattutto se ci accorgiamo che la persona non ricambia, gioca, tira via la maschera, ci manca di rispetto. Allora i ricordi diventano qualcosa che fa male in quanto non ci capacitiamo, non colleghiamo come quella stessa persona ha scelto di stare con noi in passato. Se vediamo che la persona ci rinfaccia dei favori, ci ricatta, ci manipola, vuole entrarci troppo nei pensieri e nelle intenzioni, dobbiamo mantenere distanza. Arriva allora il turno della mente, la nostra spada, la nostra forza dei pensieri. Possiamo scegliere come veicolarli e possiamo usarla come una vera e propria lama affilata. A volte la spada taglia e mette da parte e in questo modo riusciamo ad andare avanti e nutrire i nostri progetti nonostante tutto. Dimenticare qualcuno per cui abbiamo provato amore significa ascoltarsi, cercare delle vie per far prevalere la voglia di amare se stessi. Spesso si mischiano tante emozioni come per esempio la rabbia.

Chiediamoci internamente cosa vogliamo dal nostro presente e lasciamo diluire sentimenti bassi, prima di impegnarci per metterci a dimenticare qualcuno e impiegare le forze in questo. Accantoniamo, dando tutta l’energia a diventare la migliore versione di noi stessi/e, questo ha un senso, questo produce risultati. Si deve ammettere il “lutto”, la perdita, la fine, la si deve comprendere nel profondo. Si deve cercare di condividere con persone di cui ci si fida e ricordare che a volte la guarigione non si attiva se non nella distanza da quella determinata persona. Aiuta moltissimo non trattenere le proprie emozioni, ma piangere, sfogarle, farle uscire e non accelerare i tempi. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di dimenticare ma di ritrovare se stessi/e, oltre le ferite. Perdonarsi, iniziare qualcosa di nuovo, dare energia a chi vogliamo essere, creare la versione migliore di se stessi/e, questo ci riempie, questo ci fa andare avanti, questo ci porta dove non sappiamo e dove possiamo solo scoprire, con gioia, senza rancori. Magari in futuro emergeranno ricordi e a quel punto se ne potrebbe sorridere, quando le emozioni s’affievoliranno. I ricordi sono minacciosi quando sono vivi dentro di noi; si tratta di lasciar leggermente morire quelli che fanno davvero male, per un periodo, non guardarli, non dare attenzione.