4 propositi realistici per il tuo benessere mentale

La maggior parte dei buoni propositi fallisce perché è irrealistica. Questi quattro, basati sulla psicologia, aiutano davvero a stare meglio

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Donatella Ruggeri

Psicologa

Psicologa, fondatrice di “Settimana del Cervello”. È una nomade digitale: lavora da remoto e lo fa viaggiando.

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Ogni anno è la stessa storia: una lista di propositi ambiziosi a gennaio e un profondo senso di fallimento a marzo. Il problema non sei tu, è che l’80% dei buoni propositi fallisce perché sono troppo vaghi o irrealistici.

Quest’anno allora proviamo in modo diverso: facciamo 4 propositi concreti, mirati e basati sulla psicologia che affrontano le trappole mentali più comuni della nostra quotidianità.

PS: Questi propositi sono anche in linea con quello che raccomandano le istituzioni sanitarie. Il Piano Nazionale Salute Mentale Italia 2025-2030 e le linee guida OMS del 2025 puntano proprio su prevenzione, benessere quotidiano e resilienza accessibile a tutti!

Miti da sfatare sui buoni propositi

Prima di partire, togliamoci di torno tre credenze che sabotano i propositi ancor prima di iniziare.

“Devi farcela da sola”. Falso. L’isolamento è la trappola numero uno. L’80% dei propositi fallisce proprio perché le persone provano a fare tutto da sole. Condividere i tuoi obiettivi con qualcuno aumenta il successo del 65%, perché crea una responsabilità naturale!

“Grandi cambiamenti portano risultati immediati”. Anche questo è falso. Il cervello ama la gradualità. Micro-abitudini da 2-5 minuti al giorno creano connessioni neurali durature, mentre obiettivi epici ti portano dritto al burnout e ai sensi di colpa. Meglio 5 minuti ogni giorno che un’ora una volta al mese.

“Se salti un giorno, hai fallito tutto”. Assolutamente no. Costanza non significa perfezione. L’85% delle persone che mantengono i propositi salta dei giorni, ma la differenza è che ripartono senza farsi la guerra. Una catena interrotta si ripara, non si butta via.

Bene, ora che ci siamo liberate dei falsi miti, vediamo quali sono i 4 propositi da fare per il 2026.

Dal rimuginio sui rimpianti ai respiri profondi

Sai quella sensazione di riavvolgere continuamente il film degli errori passati? “Se solo avessi detto quella cosa”, “se avessi fatto diversamente”. È il rimuginio che colpisce quasi una persona su due. Il problema è che consuma un sacco di energia mentale, alza i livelli di stress e alla lunga può portare ansia e insonnia.

La soluzione non è “smettila di pensarci” (fosse facile!) ma trovare un’alternativa concreta, come i respiri profondi “4-7-8”. Ogni mattina, prima di fare qualsiasi altra cosa, siediti comoda. Inspira dal naso contando fino a 4, trattieni il respiro contando fino a 7, espira lentamente dalla bocca contando fino a 8.

Ripeti per 4 cicli, ci vogliono solo 5 minuti. Questa tecnica attiva il sistema nervoso parasimpatico, quello che dice al cervello “ok, allarme rientrato”.

Dal lavoro senza regole agli orari fissi (+ un hobby serale)

“Sempre connessa” sembra quasi un requisito lavorativo oggi. Email che arrivano alle 22, messaggi nel weekend, la sensazione che non puoi mai staccare davvero. Il burnout è dietro l’angolo per 3 persone su 4, le performance calano del 35%, siamo irritabili e abbiamo problemi nelle relazioni.

Il proposito qui è semplice ma, disclaimer, richiede disciplina: alle 19:00 (o all’orario che scegli tu) spegni le notifiche di lavoro. Tutte. Poi crea un piccolo rituale: preparati un tè, siediti con un libro, fai un puzzle, disegna qualcosa o semplicemente chiacchiera con qualcuno che ti sta a cuore. Venti, trenta minuti bastano. Il punto è segnalare al cervello “adesso il lavoro è finito”.

Dallo scroll infinito al detox serale

Controlliamo lo smartphone circa 150 volte al giorno. Ogni notifica è una piccola scarica di dopamina, ma il benessere generale cala del 28%. Il risultato è quella sensazione di FOMO (la paura di perdersi qualcosa), difficoltà a concentrarsi e notti passate a scrollare quando dovresti dormire.

Il proposito qui è questo: un’ora prima di dormire, metti il telefono in un’altra stanza in modalità aereo. Sì, in un’altra stanza proprio. Poi esci per 20 minuti. Una passeggiata al parco, in giardino, anche solo intorno all’isolato. Concentrati sui suoni, gli odori, la sensazione dei passi. Niente musica, niente podcast, solo tu e il mondo reale.

Questo piccolo gesto rompe il ciclo di dipendenza digitale e aiuta a produrre serotonina naturale. Dopo 21 giorni l’ansia può calare del 40%. Le prime sere senza telefono possono sembrare strane, ansiogene. Ma dopo una settimana, il mondo reale torna a sembrare vivido.

Dal perfezionismo paralizzante ai piccoli progressi

“Tutto o niente” è il motto del perfezionismo che ti dice che se non puoi fare le cose perfette è meglio non farle. Il risultato è la paralisi delle azioni, lo stress cronico e moltissimi fallimenti. Il perfezionismo, come se non bastasse, aumenta il rischio di depressione del 51% e porta a procrastinare all’infinito.

La soluzione a questo sono i micro-progressi SMART: obiettivi Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti e con un Tempo definito.

Il focus deve essere spostato dalla perfezione alla costanza, poiché la costanza genera motivazione, che genera fiducia.

Adatta questi 4 propositi alla tua vita

Questi propositi non sono regole rigide e funzionano meglio quando li personalizzi: ad esempio, se i respiri al mattino non funzionano, provali alla sera. Se 20 minuti sono troppi, fanne 10.

Ecco alcune idee su come adattarli.

Se sei genitore. Trasforma i respiri in un gioco (“Chi inspira più piano vince!”). Il detox digitale diventa tempo per te dopo la nanna: telefono in cucina, 20 minuti per leggere o chiacchierare con il partner. Il rituale delle 19:00 può essere il “baby ritual” della famiglia: bagno, puzzle insieme, poi ognuno nel suo spazio.

Se lavori da casa. Alle 18:00 fai “inbox zero” ed esci per una passeggiata: il movimento ti dice fisicamente che il lavoro è finito. Usa la tecnica Pomodoro (25 minuti di lavoro, pausa) invece di maratone estenuanti. La sera, telefono via: se lavori online tutto il giorno, gli schermi devono proprio sparire.

Se sei una studentessa. Fai i respiri 4-7-8 tra un capitolo e l’altro per dare al cervello tempo di consolidare. Invece di “studio tutto il pomeriggio”, fai tre sessioni “Pomodoro” da 20 minuti e segna ogni ✓ sul quaderno. Un’ora prima di dormire, telefono via: leggi o ascolta musica. Il sonno migliora e il giorno dopo rendi di più.

Il punto è che, come vedi, non serve rivoluzionare la vita, bastano piccoli aggiustamenti costanti ed il tuo contesto specifico batte sempre la regola generica.

I buoni propositi falliscono quando sono troppo ambiziosi o vaghi. Questi quattro sono diversi: concreti, realistici e basati sulla scienza del comportamento.

Perché non provi ad iniziare subito?