Tumore del pancreas, perché è importante agire presto

La prevenzione è fondamentale nella lotta contro il tumore al pancreas: fumo, alcol, obesità, familiarità sono i principali fattori di rischio

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Prevenzione, diagnosi precoce più scienza fanno rima con cure migliori e più efficaci. È il messaggio che accompagna la lotta ai tumori, ma che diventa ancor più pressante per alcune forme di cancro che se riconosciute per tempo e trattate al meglio possono essere combattute meglio.

Un esempio di questa strategia “tempo-dipendente” è rappresentato dal tumore del pancreas. Per cui la diagnosi precoce  rappresenta l’unica arma nella lotta a una patologia che solo in Italia fa registrare oltre 14.000 nuovi pazienti ogni anno.

Il trattamento è “personalizzato”

Prima si arriva a riconoscere il tumore e meglio si può affrontare, sapendo che l’intervento chirurgico in questi casi è da mettere in conto, pur nell’ambito di un trattamento sempre più su misura in base alle caratteristiche della persona e del tumore. Ciò che conta è riferirsi prima possibile ai centri “ad alto volume” che seguono un numero sufficientemente alto di pazienti, e giungere sul tavolo operatorio prima possibile.

L’operazione chirurgica  ha un ruolo primario nella lotta al tumore al pancreas: la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi può infatti passare dall’8% al 20-30% se il paziente è operabile.

“Ad aumentare le possibilità di superare uno dei tumori più aggressivi è l’intervento chirurgico – spiega Sergio Alfieri, Direttore Centro Chirurgico del Pancreas Gemelli. L’emergenza sanitaria in corso, causata dal nuovo Sars-Cov-2, ha travolto e stravolto il nostro Servizio Sanitario Nazionale con un notevolissimo impatto sui malati oncologici, soprattutto sui pazienti con tumore al pancreas che richiedono un approccio integrato in Centri specializzati”.

Se da un lato l’intervento chirurgico rappresenta la carta vincente, dall’altro non può prescindere da terapie mirate e personalizzate. Numerosi sono i passi avanti compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi anni. Le neoplasie del pancreas costituiscono circa il 4% di tutti i tumori di nuova diagnosi.

“Oggi stiamo cominciando a comprendere meglio l’identikit molecolare di questo tumore e ciò ci spalanca le porte verso sfide future – segnala Giampaolo Tortora, Direttore UOC Oncologia Medica e del Comprehensive Cancer Center romano. Sono stati recentemente identificati diversi sottogruppi di tumore del pancreas che sembrano avere sensibilità diverse alle terapie disponibili e ai nuovi farmaci in sviluppo”.

“Scoperte recenti ci consentono di somministrare un nuovo farmaco biologico specifico, dopo la chemioterapia, a chi ha una particolare alterazione genetica, la mutazione di BRCA (8% dei casi). Esperti del nostro team hanno avuto un ruolo importante in queste studi e sono coinvolti nel Consorzio internazionale del Genoma del Cancro che sta sequenziando, tra gli altri, anche il DNA dei tumori del pancreas. Siamo impegnati in diversi progetti che mirano a modificare il microambiente tumorale del pancreas, alleato del tumore, tra cui l’iniezione a livello locale di farmaci biologici per cercare di rendere il tumore sensibile all’immunoterapia, attualmente inefficace in questo tumore”.

Attenzione ai fattori di rischio

Giocare d’anticipo, con le buone abitudini, è possibile. A ricordarlo, segnalando i comportamenti virtuosi da osservare è l’iniziativa  “Il tumore al pancreas può essere preso in tempo” campagna che il Centro Chirurgico del Pancreas del Gemelli di Roma e il Centro di Ricerche Malattie del Pancreas della Università Cattolica del Sacro Cuore lanciano per sottolineare come il riconoscimento di alcuni campanelli di allarme e dei fattori di rischio siano fondamentali per diagnosticare tempestivamente questa patologia e renderla operabile.

Fumo, alcol, obesità, diabete e familiarità sono i principali fattori che possono contribuire all’insorgenza del cancro al pancreas: a causare il 25-30 per cento dei casi è il tabacco, mentre il consumo di bevande alcoliche può far aumentare la probabilità di sviluppare una pancreatite cronica (in 7 casi su 10) che predispone all’adenocarcinoma pancreatico. A essere nel mirino anche una dieta ricca di grassi animali e zuccheri raffinati (il 12 per cento dei tumori è correlato all’obesità) e la presenza di diabete. Insomma: puntiamo sulla prevenzione, ma soprattutto ricordiamoci che la diagnosi deve arrivare presto.

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Tumore del pancreas, perché è importante agire presto