Morta a 23 anni Sofia Sacchitelli, era il simbolo della lotta contro le malattie rare

Addio a Sofia Sacchitelli, la giovane malata di un raro tumore che ha deciso di lottare per gli altri

Foto di DiLei

DiLei

Redazione

DiLei è il magazine femminile di Italiaonline lanciato a febbraio 2013, che parla a tutte le donne con occhi al 100% femminili.

Morta Sofia Sacchitelli, 23enne di Genova che era diventata un’attivista nel campo della ricerca contro le malattie rare. Nella sua giovane vita ha dovuto fronteggiare l’angiosarcoma cardiaco, che ha ovviamente stravolto ogni sua prospettiva. Ciò l’ha spinta a fondare un’associazione che mira a raccogliere fondi per finanziare la cruciale ricerca su questo male.

Morta Sofia Sacchitelli: chi era

Una notizia che colpisce e fa male, quella della morte di Sofia Sacchitelli, che ha deciso di rendere pubblica la propria storia complessa, al fine di poter fare del bene. Il mondo della ricerca contro le malattie rare ha bisogno anche di simboli, oltre che ovviamente di finanziamenti, e lei ha accettato di farlo.

È morta a soli 23 anni, portata via dalla malattia rara che l’affliggeva, un tumore al cuore che non le ha lasciato scampo. In casi del genere si è soliti parlare dei malati come di combattenti ma questa è una visione spesso distorta. Si corre infatti il rischio di suddividere il mondo in lottatori che restano in vita e vittime che si sono arrese.

La realtà è che non si tenta altro che sopravvivere e, nel caso di Sofia Sacchitelli, trasformare il tempo rimasto in qualcosa di prezioso per sé e gli altri. Si è spenta una ragazza generosa e altruista, che aveva deciso di fondare Sofia nel cuore, associazione che mira a raccogliere fondi per la ricerca legata alla malattia rara che l’ha infine uccisa.

La giovane aveva parlato pubblicamente della propria condizione, spiegando d’aver ben chiaro il concetto di non avere speranze di vita, ma di voler aiutare gli altri, per quanto possibile. L’angiosarcoma cardiaco non aveva premuto il tasto pausa alla sua vita. Iscritta al quinto anno di Medicina, ha continuato a fare ciò che amava fino alla fine. Il suo esempio è però qualcosa che non può passare inosservato. Anche Genoa e Sampdoria, squadre di calcio della città di Genova, hanno contribuito alla raccolta fondi della sua onlus, impegnata nella ricerca per un tumore al cuore così raro da rivelarsi in appena 2 casi circa ogni milione di abitanti.

L’esempio e il ricordo di Sofia Sacchitelli

L’intera famiglia di Sofia Sacchitelli aveva abbracciato ovviamente la sua lotta sociale, attraverso la onlus creata per la ricerca contro i tumori e non solo. L’8 marzo scorso, Giornata Internazionale della Donna, sua sorella Ilaria aveva raccontato l’impegno della ragazza, svelandone alcuni dettagli cruciali.

L’Università di Genova aveva inoltre deciso di conferirle la medaglia d’oro al merito (ritirata da sua sorella, ndr), consentendole di prendere parte alla cerimonia in videochiamata con l’aula magna, dov’erano riuniti i suoi compagni di corso.

Ecco le parole di cordoglio del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “Ti ricorderemo con il sorriso sul viso e il coraggio di chi sa trasformare le difficoltà in solidarietà e speranza per gli altri. Addio Sofia”.

Un’eredità enorme, che è già stata raccolta dalle persone che l’hanno affiancata in vita. La sua onlus resta un faro in quest’ambito specifico e delicato, ma soprattutto un esempio di come sia sempre possibile rendere degna la propria vita, anche quando si ha la certezza che di tempo ve ne sia ormai poco.