Dieta: pesce in gravidanza aumenta il rischio di obesità del bimbo

Uno studio comparato dell'Università di Creta ha dichiarato che il consumo di pesce in gravidanza è correlato ad un maggiore rischio di obesità nei bambini

Tutti i ginecologi consigliano una dieta varia durante la gravidanza, per garantire al bambino uno sviluppo corretto; da uno studio comparato dell’Università di Creta sembra però che un eccessivo consumo di pesce possa risultare nocivo per il bambino. Gli studiosi hanno controllato i dati che riguardavano più di 26000 donne durante la gravidanza, e lo sviluppo dei loro figli nei primi sei anni di vita. Il risultato è sorprendente, in quanto è risultato che nei casi in cui le madri consumavano più di tre porzioni di pesce a settimana, i figli mostravano un indice di massa corporea superiore a quello dei loro coetanei. Inoltre molti di questi bambini tendono a presentare maggiori rischi di sviluppo rapido, nel periodo che va dalla nascita ai 2 anni di età.

I figli delle madri che consumavano solo 1 o 2 pasti a base di pesce a settimana non mostravano problemi in questo senso, e hanno portato gli scienziati a valutare che sia proprio questo cibo a favorire uno sviluppo anomalo. Chiaramente lo studio non può indicare quali siano le cause del fenomeno, ma solo accertare la concomitanza degli eventi. In realtà le linee guida della Food and Drug Administration statunitense già dal 2014 consigliano alle madri incinte di non superare le tre porzioni di pesce settimana, per evitare la possibile esposizione dei bambini ad alcuni inquinanti presenti nei pesci e nei frutti di mare. L’aumento generalizzato dell’obesità infantile, che si sta notando da alcuni anni in tutto il pianeta, potrebbe quindi derivare proprio dall’inquinamento dei mari; in particolare i medici puntano l’indice contro l’inquinamento da mercurio, sostanza che tende ad accumularsi nelle carni di alcuni pesi di origine marina.

Questo studio comparato apre la strada ad altre ulteriori indagini che saranno messe in atto nei prossimi anni. Si deve comunque considerare che quando i dati mostrano la concomitanza di alcuni eventi, non si deve subito pensare necessariamente ad uno stretto legame causa-effetto. È certo che l’alimentazione delle donne incinte va ad incidere sullo sviluppo del nascituro, ma le variabili da considerare sono moltissime. Per comprendere effettivamente perché il consumo di più di 3 porzioni di pesce alla settimana sia correlato con un maggiore rischio per il bambino di avere una massa corporea elevata è necessario approfondire da vicino l’argomento.

Immagini: Depositphotos

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