Compiti a casa, il ritorno del diario a scuola: cosa ha detto il Ministro Valditara

Il Ministro Valditara annuncia novità sul registro elettronico proprio nelle ore in cui riprende il calendario scolastico in tutte le Regioni d'Italia

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Martina Dessì

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Quante volte è successo? La cena è finita, lo zaino è già chiuso vicino alla porta, e alle otto di sera arriva la notifica del registro elettronico: c’è un nuovo compito da consegnare domani mattina. Chi ha figli che vanno a scuola sa bene come la casa cambi in un attimo, con i libri da riaprire e l’umore che cambia di colpo. È esattamente questo che il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara mira a evitare con le nuove disposizioni sul registro elettronico.

Il Ministro ha fatto sapere che arriverà una nuova circolare, più severa rispetto alle indicazioni già inviate agli istituti, per mettere un freno ai compiti a casa assegnati fuori orario. Una precisazione, però, è doverosa, perché cambia parecchio le cose: per ora si tratta di un annuncio. Il testo non è ancora stato emanato e quindi oggi non esiste nessun obbligo nuovo, né una regola già in vigore nelle scuole.

Compiti sul registro elettronico la sera: cosa vuole cambiare Valditara

L’esempio scelto dal Ministro è molto concreto e parla di un ipotetico insegnante che alle 20 carica sul registro elettronico un’attività da svolgere per il mattino dopo. Secondo Valditara questa strada non dovrebbe essere percorsa. Se un lavoro va fatto per il giorno successivo, va comunicato in classe, durante la lezione, e annotato dal ragazzo sul proprio diario.

La piattaforma, dunque, non può trasformarsi in un campanello da controllare a tutte le ore, anche quando ci si siede finalmente sul divano o si è già in pigiama. Le serate servono per riposare, per stare insieme, per respirare un po’. Attenzione però a non fraintendere la portata dell’intervento: nessuno vuole abolire i compiti e nessuno intende rinunciare al registro, che continuerà a svolgere tutte le sue funzioni. In discussione ci sono soltanto i tempi e i modi con cui le consegne arrivano agli studenti.

Diario cartaceo e verifiche: perché il Ministero chiede più coordinamento tra docenti

Il secondo punto riguarda il ritorno del diario cartaceo, soprattutto nel primo ciclo. Scrivere a mano ciò che c’è da fare per casa non è nostalgia fine a sé stessa ma è un modo per allenare i più piccoli all’organizzazione, alla memoria, alla responsabilità di ricordarsi le cose da soli invece di delegare tutto a un’app.

Arriva poi il capitolo verifiche. Già la circolare MIM n. 2443 del 28 aprile 2025, indirizzata ai dirigenti scolastici delle statali e ai coordinatori didattici delle paritarie, chiedeva agli insegnanti di programmare prove e lavoro domestico guardando anche a quanto avevano stabilito i colleghi, così da non far cadere tutto nella stessa giornata. Lo stesso Valditara ha citato il caso di più prove impegnative fissate insieme: in quelle condizioni diventa difficile studiare bene e presentarsi sereni al banco. L’annuncio di queste ore nasce proprio dalla constatazione che quelle raccomandazioni non sono state accolte ovunque allo stesso modo.

Siamo quindi davanti a un’intenzione dichiarata più che a una norma scritta. Ma il segnale che arriva alle scuole è abbastanza nitido: più programmazione, più dialogo nei consigli di classe e un pizzico di rispetto in più per il tempo delle famiglie. Nell’attesa del testo ufficiale, il consiglio resta quello di sempre: parlarne con gli insegnanti, senza aspettare che sia una circolare a farlo al posto nostro.