Come aiutare il nostro bimbo a trovare la concentrazione a scuola

Il primo giorno di scuola costituisce un’esperienza che segna una profonda cesura per il nucleo familiare. Sia bambini sia genitori vengono chiamati a strutturarsi in ruoli diversi e il piccolo, preparato durante la scuola materna ad affrontare momenti organizzati ed ordinati nell’attività scolare, deve misurarsi con un ambiente nuovo e a concentrarsi.

Sarà un percorso entusiasmante in cui crescere, nella socialità e nello studio, che i bimbi impareranno ad interiorizzare gradualmente, in base a caratteristiche e tempi individuali e a dedicare gradualmente più tempo all’apprendimento rispetto al gioco.

A questo passaggio asilo-scuola si accompagnano spesso piccoli inconvenienti da monitorare e controllare in accordo con le insegnanti e le altre figure che vengono in contatto con vostro figlio attraverso le strutture scolastiche. Segnali come il ritardo nel linguaggio, nella lettura, la difficoltà a scrivere o la tendenza a invertire numeri e lettere vanno sempre tenuti sotto stretta osservazione per comprendere fino a che punto si tratti di un problema di natura ambientale e non altro.

Frequente, sopratutto in questa fase della crescita, è la difficoltà dei bimbi a concentrarsi cioè a chiudersi davanti agli stimoli esterni che tendono a distrarli per dedicarsi a una singola attività che richiede un impegno intellettuale.

Per supportare il vostro bambino, in accordo con le maestre che lo seguono durante le ore scolastiche, studiate un programma che lo alleni a mantenere l’attenzione. Ecco giusto qualche indicazione di cui dovrete sempre e comunque discutere con docenti e pediatra.

1) stabilite una tabella che detti tempi, spazi e modi per fare i compiti a casa provando a chiudere in un intervallo il sistema scuola e in un altro lo studio;

2) una prova difficile sarà quella di non lasciarsi tentare dal vostro piccolo dalle distrazioni: nella sua cameretta ci saranno giochi, libri, costruzioni e tutto quello che è stato lì per lui e le sue attività ludiche. Se avete un tavolino su cui disegnava, provate a sostituirlo con una piccola scrivania e a far convivere nel suo ambiente queste componenti differenti della sua nuova vita;

3) mostrate come le nozioni apprese a scuola possono conferirgli autonomia: leggere gli consentirà da solo, di godersi i fumetti che fino ad ora non erano cosa per lui o a calcolare il numero dei suoi peluche o di poter accedere ai giochi da ‘grande’, come la dama o gli scacchi;

4) se avete l’abitudine (sempre ottima) di leggere al vostro bambino una favola prima di andare a letto, progredite. Scegliete con lui, tra i testi indicati per la sua età, un libro da leggergli alla sera e da commentare assieme chiedendogli di sera in sera resoconto per educarlo a fissare le informazioni e a seguire una storia più articolata rispetto alla favola;

5) lo sport, compatibilmente con la scuola, agevola l’attitudine all’organizzazione imponendo al bambino una disciplina. Da preferire quelli di squadra che aiutanoil bimbo a essere meno individualista e a misurarsi con le regole del gruppo;

6) i bambini necessitano di tempo per recuperare dopo il dispendio di energie spese a scuola per adattarsi a questo nuovos sistema. Fondamentale quindi è dare loro le giuste regole per alimentarsi correttamente e riposare il dovuto. Sono bambini, non adulti e come tali devono essere trattati.

 

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