Che fine ha fatto Unabomber

Unabomber è stato un criminale che negli anni Novanta e Duemila ha commesso numerosi attentati esplosivi in Italia. Ripercorriamo insieme la vicenda

Unabomber è il nome utilizzato per identificare il criminale che dal 1993 al 2006 ha causato più di trenta attentati esplosivi nel nord-est italiano, soprattutto in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Non si sa che fine abbia fatto l’autore di questi numerosi ed efferati atti di violenza, dato che ad oggi la sua identità è ignota e il caso risulta ancora irrisolto. Negli anni sono stati tantissimi i sospettati, ma le accuse verso queste persone sono sempre decadute per mancanza di prove. Attualmente Unabomber è inattivo da ben dieci anni, infatti il suo ultimo attentato risale al 6 maggio 2006 a Porto Santa Margherita.

Le ipotesi di questo lungo silenzio sono tante: il bombarolo potrebbe essere morto, arrestato per un altro reato, aver perso interesse o essere momentaneamente in pausa e potrebbe tornare a colpire da un momento all’altro. Il primo attentato è datato 8 dicembre 1993, quando a Portovecchio esplode una cabina telefonica, fortunatamente senza provocare feriti, mentre quello più grave e drammatico è avvenuto il 25 aprile 2003 a Fagarè della Battaglia, quando rimane gravemente ferita ad una mano e ad un occhio una bambina di nove anni.

Nel corso degli anni le indagini non hanno portato a grandi sviluppi e l’inchiesta è stata ulteriormente danneggiata anche a causa di una serie di errori commessi dagli inquirenti e dalle forze dell’ordine. Vennero messe anche delle taglie sul capo di Unabomber, senza però essere d’aiuto. Nel 2000 il RIS di Parma riesce a risalire al DNA di Unabomber, attraverso un capello e della saliva rinvenuti all’interno di un uovo bomba rinvenuto all’interno di un supermercato di Portogruaro. Tuttavia, tutti i test di comparazione effettuati in quegli anni sui tantissimi sospettati diedero esito negativo.

Ancora oggi il caso di questo bombarolo seriale rimane una delle vicende di cronaca nera che più hanno colpito l’opinione pubblica italiana. La scelta del nome Unabomber è da attribuire alla stampa italiana, la quale ha ripreso l’appellativo da Theodore Kaczynski, terrorista americano che negli anni Ottanta e Novanta ha causato, con i suoi ordigni esplosivi, tre morti e oltre venti feriti. La speranza è che il capitolo Unabomber si sia chiuso per sempre e che fatti simili non si verifichino mai più.

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