Katharina Miroslawa è fra gli ospiti più attesi della nuova edizione di Belve Crime. Ex ballerina di origine polacca, è stata protagonista – suo malgrado – negli anni Novanta di un caso di cronaca nera.
Il cosiddetto giallo di Parma fu infatti uno dei casi di omicidio più discussi dell’epoca, capace di accendere la fantasia dei giornali che soprannominarono Katharina, “la mantide”. Una donna considerata bellissima e pericolosa, accusata di aver fatto uccidere il proprio amante, Carlo Mazza, per intascare il premio di un miliardo di lire della polizza vita.
L’omicidio di Carlo Mazza
Come spiegato in precedenza l’omicidio di Carlo Mazza attirò da subito l’attenzione dei media e dall’opinione pubblica. Sia per via dei suoi elementi chiave che per i protagonisti della vicenda fra passione, soldi e vite lussuose.
Al centro di tutto il legame fra Mazza, ricchissimo imprenditore, e Katharina Miroslawa, giovane ballerina in un night club, di trent’anni più giovane. L’erede della fonderia, conosciutissimo in città anche per la sua frequentazione di locali notturni e per lo stile di vita agiato, si era infatti follemente innamorato di Katharina, tanto da stipolare in suo favore una polizza sulla vita pari ad un milione di lire.
È il 10 febbraio del 1986 quando Carlo Mazza viene ritrovato senza vita nella sua auto. Inizialmente si pensa ad un possibile malore, ma ben presto la verità viene a galla: si tratta di omicidio. L’autopsia infatti rivela la presenza di due colpi di pistola. Gli investigatori si mettono subito al lavoro, indagando nella vita privata dell’imprenditore e ben presto scoprono il legame con Katharina Miroslawa, ballerina polacca che all’epoca aveva 23 anni.
I primi sospetti cadono su Witold Kielbasinski, il marito della donna, che avrebbe agito per gelosia, ma durante il processo arriva l’assoluzione per insufficienza di prove. Nel 1991 la Corte d’Appello, in un secondo processo, riscrive una nuova verità: l’omicidio sarebbe stato commesso da Witold, ma su istigazione di Katharina e con la complicità di suo fratello.
La Cassazione però annullerà quella sentenza, rinviando in appello gli atti. Nel 1992 una nuova sentenza condanna Katharina Miroslawa e il fratello a 21 anni e mezzo di carcere, mentre il marito Witold a 24 anni. L’ex ballerina fugge all’estero e nasconde la sua vera identità per ben sette anni. Nel 2000 però viene arrestata in Austria ed estradata in Italia.
Nel 2007 il marito confessa di aver commesso l’omicidio e afferma di aver agito da solo, spinto dalla gelosia. La sua versione però non viene considerata credibile e Katharina Miroslawa sconta 12 anni di galera e un anno in affidamento ai servizi sociali, continuando a dichiararsi innocente.
La nuova vita di Katharina Miroslawa
Dall’omicidio di Carlo Mazza sono trascorsi 40 anni e Katharina Miroslawa si è costruita una nuova vita a Vienna. Nella città austriaca lavora nel settore del vino, occupandosi di vendita e importazione di prodotti italiani. Ha anche ritrovato l’amore, legandosi a Karl Gustav, un informatico svedese. Il figlio nato dal primo matrimonio con Witold è invece cresciuto e l’ha resa nonna.
Nel corso dell’intervista rilasciata a Francesca Fagnani, la donna ha ribadito la sua innocenza. “Ero la colpevole perfetta – ha detto -. Quella donna senza scrupoli che uccide per denaro. Se fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora sono una poco di buono no?”.