Body shaming, cos’è e perché va contrastato

Pratica purtroppo molto diffusa, il body shaming può essere combattuto da tutti e ogni giorno

Body shaming (letteralmente: far vergognare qualcuno del proprio corpo): un neologismo entrato nella nostra vita ormai da diversi anni e una finestra spalancata su uno scenario per nulla positivo.

Quando si utilizza questa espressione si inquadra infatti la tendenza, fortemente acuita dall’utilizzo dei social network, a giudicare, offendere o deridere una persona per una sua peculiarità fisica (p.e. le forme morbide, ma anche l’eccessiva magrezza o il fatto di avere la cellulite).

Di questo problema si parla sempre di più negli ultimi tempi anche perché colpisce pure i VIP. Tra i casi più eclatanti è possibile ricordare quello di Vanessa Incontrada, al centro di feroci critiche per il suo peso da più di dieci anni, ma anche quello recentissimo della neo ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova. Come non parlare poi del body shaming che ha preso di mira le sorelle e le amiche di Chiara Ferragni durante l’addio al nubilato dell’influencer a Ibiza la scorsa estate?

Queste situazioni, grazie alla loro visibilità, forniscono un’occasione per sottolineare l’importanza di combattere in prima persona la pratica del body shaming. Il motivo è molto semplice e riguarda il fatto che il corpo di ogni persona è un libro che racconta una storia a volte complessa.

Dietro i chili presi in pochi mesi può per esempio nascondersi un momento emotivamente difficile, se non addirittura una diagnosi di depressione (lo stesso discorso si può fare in caso di eccessiva magrezza). Quando si commenta l’aspetto fisico di una persona con la quale non si ha una forte confidenza, si possono toccare tasti molto delicati e provocare danni gravi.

Il corpo, pur essendo sotto gli occhi di tutti, è legato a una dimensione profondamente privata, che merita un grandissimo rispetto. Per questo motivo è fondamentale fare molta attenzione a come si parla dell’aspetto fisico delle persone, evitando anche di esordire con il classico “Lo dico per la tua salute” (se non si è medici e se non si hanno sotto gli occhi gli esami del proprio interlocutore si tratta di una frase a dir poco inutile).

Importante è ricordare che il body shaming può essere combattuto anche da chi lo subisce. In che modo? Semplicemente evitando di cambiare la propria persona e le proprie abitudini per adeguarsi agli standard. Ovviamente se alla base c’è un problema di salute è il caso di intervenire, ma questa decisione spetta solo a chi vive la circostanza in prima persona.

Cosa si può dire invece alla persona che il body shaming lo sta praticando? In questo caso dipende tutto dai rapporti che ci sono. Se si tratta di qualcuno che si conosce, può essere opportuno fare presente il dolore che può provocare un commento inopportuno sul fisico.

Molto spesso, complici anche le numerose barriere che la comunicazione social ha abbattuto facendo perdere di vista la differenza tra sincerità e mancanza di delicatezza, il body shaming viene infatti messo in atto involontariamente, con la convinzione (errata) di dare un consiglio utile.

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