Merendine per bambini e dieta equilibrata: parola all’esperta

Nella nostra intervista la Dottoressa Valeria del Balzo ci spiega l'importanza di un'alimentazione varia che comprende anche le merendine come snack fondamentale

Varietà e il giusto apporto di nutrienti sono due principi fondamentali per una dieta equilibrata dei bambini come degli adulti. Le merendine rappresentano un momento fondamentale nell’arco dell’alimentazione quotidiana, grazie al miglioramento nutrizionale portato avanti dall’industria dolciaria nell’ultimo decennio (riduzione del contenuto di zuccheri, grassi saturi e contenuto calorico).

La Dottoressa Valeria del Balzo, specialista in nutrizione, ci spiega l’importanza delle merendine, quali caratteristiche hanno, perché possono essere consumate anche dagli adulti e cosa concorre a rendere un regime alimentare equilibrato per i bambini. E ci dà anche qualche consiglio per stimolarli a mangiare frutta e verdura.

Come scegliere le merendine in base all’età dei bambini?
La merendina non si differenzia per fasce d’età, poiché nasce semplicemente come snack per i bambini. Mediamente hanno tutte gusto e composizione idonei per i bambini. È chiaro però che a seconda dell’età si può scegliere una merendina più o meno farcita. Il gusto del bambino infatti si evolve durante la crescita e inizia a stabilizzarsi intorno ai tre anni, quindi alcune merendine posso essere non gradite in tenerissima età perché hanno un sapore più forte. Inoltre sono rarissime quelle che contengono una bagna di alcol.
In genere si inizia a dare ai bambini le merendine più semplici, fatte di pan di Spagna o con la farcitura al latte. Poi si varia a seconda del gusto del piccolo. La merendina infatti è uno snack per bambini che oggi sostituisce la merenda casalinga. Quindi non nasce legata alla singola fascia d’età.

A merenda meglio il dolce o il salato?
Anche in questo caso è una questione di gusto. Ma dobbiamo tener presente che la nostra alimentazione deve essere il più possibile variata, quindi alternare a merenda il dolce al salato può essere un modo per variare e per abituare il bambino a sapori diversi. La varietà ci assicura un adeguato apporto di nutrienti e questo è importante per un’alimentazione equilibrata. Inoltre la varietà ci preserva da un apporto errato, come un eccesso di consumo di alimenti più grassi o più ricchi di proteine. La varietà ha un’importanza considerevole nell’alimentazione e va rispettata anche nella scelta delle merendine.

Quali nutrienti deve avere una merenda equilibrata?
Non esiste un alimento che può essere equilibrato, nel senso che da solo non può contenere tutti i nutrienti. Racconto questo episodio per far capire meglio cosa intendo. Tempo fa un sottosegretario del Ministero della Salute convocò un tavolo di esperti perché voleva creare la merendina italiana equilibrata e nutrizionalmente perfetta. Siamo tutti rimasti perplessi, perché, per quanto lo si possa equilibrare e migliorare, non ci sarà mai un solo prodotto in grado di dare il giusto apporto di tutti i nutrienti. Bisogna tra l’altro partire da un presupposto importante: l’uomo mangia per il gusto di mangiare, è l’aspetto edonistico che cerca. Quando mangia non pensa se ha assunto la giusta quantità di proteine, grassi ecc… È spinto sempre dal gusto, dai sensi.
Quindi creare a tavolino un alimento equilibrato sarebbe impossibile e non avrebbe senso. L’equilibrio dell’alimentazione lo dobbiamo trovare nell’arco della giornata. A questa considerazione ci ha portato il tavolo di lavoro di cui parlavo prima, ma anche ci ha permesso di migliorare alcuni componenti delle merendine. Sono stati eliminati gli acidi grassi trans, sono state ridotte le quantità di zucchero, le porzioni sono state riequilibrate. Sono state rese meno importanti dal punto di vista energetico, sopratutto di grassi e di zucchero, e quindi è stato creato un prodotto più gradito anche dal punto di vista nutrizionale e da inserire sempre nell’equilibrio di un’intera giornata.
Diciamo che non possiamo parlare di “una merendina equilibrata”, ma una merendina accompagnata da un frutto, che porta la giusta quantità di fibra che aiuta l’assorbimento dello zucchero contenuto nella merendina e quindi migliora la risposta della glicemia, può essere considerata una buona merende nell’arco di un’alimentazione giornaliera equilibrata.

È importante fare merenda per i bambini?
Certo, i bambini fanno in genere 4-5 pasti a giornata. È fondamentale che facciano una buona colazione, perché vengono dal lungo digiuno notturno e la mattina hanno bisogno di energia, soprattutto per il cervello. Quest’ultimo viene nutrito dallo zucchero, per questo la colazione deve essere ben strutturata. Per esempio per i bambini che fanno una buona colazione e consumano il pasto a scuola, quando sarà di nuovo possibile, potrebbe essere opportuno non fare la merenda a metà mattina, in particolare se pranzano molto presto, magari intorno a mezzogiorno, perché mangiare anche alla mattina potrebbe portarli a non mangiare abbastanza a pranzo. Mentre la merenda del pomeriggio è fondamentale, infatti le ore tra il pranzo e la cena sono tante. Naturalmente, poi dipende dagli orari a cui si è abituati e dall’età.

Consiglierebbe le merendine anche agli adulti, come snack tra un pasto e l’altro?
Sì, perché no. È nell’intera giornata che si compie un’alimentazione equilibrata. In fondo le merendine non hanno un grande apporto calorico. Perciò se servono a spezzare la fame, ben vengano. È meglio fare uno snack a metà pomeriggio, piuttosto che arrivare affamati a cena e mangiare di tutto e tantissimo. Il piccolo snack invece contribuisce a migliorare l’apporto di calorie durante la giornata.

Cosa devono mangiare i bambini in estate?
I bambini hanno una dispersione di calore maggiore rispetto agli adulti, quindi sudano di più. Per questo è importante bere acqua e mangiare frutta e verdura che purtroppo in genere i bambini non amano molto. Ma sono alimenti fondamentali perché ricchi di acqua, di vitamine e di minerali che si perdono proprio con la sudorazione. La frutta va intesa proprio come frutta, non come succo di frutta. La diversità infatti sta proprio nel contenuto di fibre che è presente nell’alimento fresco. E poi è importante perché il bambino impara a masticare che è fondamentale sotto diversi aspetti, anche per quello che riguarda il senso di sazietà. Frutta e verdura non possono mancare. Poi essendo in estate, si può introdurre come snack un gelato che ha un buon apporto di acqua.

Quale consiglio può dare ai genitori per stimolare i figli a mangiare la verdura?
Cercare di fare assaggiare più verdure possibili ai bambini. In estate ad esempio ci sono i piccoli pomodori, ciliegini, datterini, coi quali poter creare dei colori nel piatto, presentandoli quasi come un gioco. L’abitudine famigliare è determinante. Anche se all’inizio il bambino è restio a mangiare la verdura, alla fine cede se c’è la consuetudine in casa a portarla in tavola. Se non c’è l’abitudine al consumo, è più complicato far capire anche al genitore quanto sia importante mangiare questi alimenti. Però d’estate è più facile con pomodori, fagiolini, insalate, carote crude, perché di solito ai piccoli disturbano le verdure a foglia e i sapori molto forti. In questo modo, piano piano si possono avvicinare i bambini a consumare le verdure, senza però forzarli. Infatti se si forzano, di solito si ritraggono. Bisogna tentare e ritentare, con pazienza.

 

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