Frasi sulla Sicilia, per sognare una terra dai mille colori e profumi

Spiagge magnifiche, incredibili città d'arte e una natura meravigliosa: scopriamo la Sicilia attraverso le più celebri citazioni d'autore

La Sicilia è una terra meravigliosa, tutta da scoprire: i suoi colori mozzafiato spaziano dal turchese del mare al verde della rigogliosa vegetazione punteggiata da fiori profumatissimi, che arricchiscono anche le terre più brulle alle pendici dell’Etna. E i suoi piccoli borghi sembrano uscire da una cartolina, luoghi incantevoli dove la gente è calorosa e ospitale e si possono assaporare bontà uniche al mondo. Insomma, come non innamorarsi? Tantissimi filosofi, scrittori e poeti ne sono rimasti affascinati. Su DiLei abbiamo raccolto le loro citazioni più famose, che ci porteranno direttamente su un’isola da sogno.

Frasi famose sulla Sicilia

Leggere queste parole così appassionate ti regalerà un’emozione unica: che tu abbia lasciato la tua amata Sicilia e ne senta la nostalgia o che non abbia ancora avuto l’opportunità di visitare questa terra pazzesca, sarà un po’ come esserci immediatamente catapultato.

  • Non invidio a Dio il Paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia. (Federico II di Svevia)
  • Anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia. (Renato Guttuso)
  • La più bella regione d’Italia: un’orgia inaudita di colori, di profumi, di luci, una grande goduria. (Sigmund Freud)
  • Allora incontro ti verran le belle spiagge della Trinacria isola, dove pasce il gregge del sol, pasce l’armento. (Omero)
  • Comincia a gennaio la primavera siciliana, e via via che le piante fioriscono diventa il giardino di una maga: germoglia la menta sulle rive dei ruscelli, gli alberi morti si inghirlandano di rose canine, persino il brutale cactus mette teneri fiori. Quindi non mi fa paura l’arrivo dell’inverno: quale migliore prospettiva che quella di sedere davanti al fuoco ad aspettare la primavera? (Truman Capote)
  • I siciliani, dato che sono perfetti e perciò non devono cambiare, sanno vivere con la complicità della loro storia e di una tradizione estremamente complessa e variegata. Questo modo di vivere trasforma il brutto in un qualcosa che diventa bello, e tutto in qualcosa di pulsante, reale. Il caos sublime è una qualità che ha questo popolo e che possiede quest’isola, dove non si riesce a trovare la chiave dell’algoritmo, che è quello che regola il caos e che nessuno ha mai trovato, ma che esiste. È l’aspetto del sublime, il lato poetico dell’essere umano. (Massimiliano Fuksas)
  • Nel bene e nel male, la Sicilia è l’Italia al superlativo. (Edmonde Charles Roux)
  • La nobiltà dell’anima, l’eleganza dei gesti di ogni giorno, la perfezione di un unico fiore bianco. Questa è l’immagine della Sicilia che porto dentro di me. (Domenico Dolce)
  • Cefalù: così all’improvviso appari, destando stupore. Così rimani, indelebile nel cuore e nella mente, curioso ed amabile capriccio di madre natura. (Nino Testa)
  • O divina Sicilia! Quanti italiani, che hanno corso il mondo per diletto, morirono o moriranno senza averti veduta! (Edmondo De Amicis)
  • Prendete un problema di qualunque natura (politico, sociale, culturale, tecnico o altro) e datelo da risolvere a due italiani: uno milanese e l’altro siciliano. Dopo un giorno, il siciliano avrà dieci idee per risolvere questo problema, il milanese nemmeno una. Dopo due giorni, il siciliano avrà cento idee per risolvere questo problema, il milanese nessuna. Dopo tre giorni, il siciliano avrà mille idee per risolvere questo problema, e il milanese lo avrà già risolto. (Giuseppe Tomasi di Lampedusa)
  • Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all’interno, sostare in città e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta d’addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca. (Vincenzo Consolo)
  • Diggià la Sicilia sorgeva come una nuvola in fondo all’orizzonte. Poi l’Etna si accese tutt’a un tratto d’oro e di rubini, e la costa bianchiccia si squarciò qua e là in seni e promontori oscuri. (Giovanni Verga)
  • Il clima è temperato, l’aria dolcissima, l’isola fertile, il tempio assai più bello di quanto se ne dica. (William Shakespeare)
  • Nessuna isola erge sull’orizzonte della nostra civiltà una fronte più radiosa della Sicilia. Essa punta verso tre continenti e ne sintetizza le caratteristiche. Tre volte, nel corso dei secoli, fu il più fulgido centro del mondo mediterraneo. (Roger Peyrefitte)
  • Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla. (Dominique Vivand Denon)
  • Il sesto giorno Dio compì la sua opera, lieto di averla creata tanto bella prese la terra tra le mani e la baciò. Là dove pose le sue labbra è la Sicilia. (Renzo Barbera)
  • La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato. (Carmen Consoli)
  • L’influsso spagnolo è l’ultimo: il primo è greco, il secondo e il terzo sono il saraceno e il normanno; il rinascimento qui ha colpito solo di striscio. Mescolate questi vari elementi culturali con un sole abbacinante, una terra africana, una quantità di polvere e una vegetazione meravigliosa, e avrete la Sicilia. (Karel Čapek)
  • La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo… Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo è il fatto che da un’estremità all’altra essa si può definire uno strano e divino museo di architettura. (Guy de Maupassant)
  • È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana. (Francine Prose)

Frasi di autori siciliani

Da Andrea Camilleri, “papà” del celebre commissario Montalbano, a Luigi Pirandello, passando per Leonardo Sciascia: la sicilianità si esprime nel suo lato più autentico nelle opere di questi grandi scrittori, con citazioni bellissime che abbiamo raccolto per te.

Frasi sulla Sicilia di Camilleri

  • Cosa ti manca della Sicilia? U scrusciu du mari.
  • Quella era l’amicizia siciliana, la vera, che si basa sul non detto, sull’intuìto: uno a un amico non ha bisogno di domandare, è l’altro che autonomamente capisce e agisce di conseguenza.
  • Il bello della Sicilia è la scoperta quotidiana di siciliani sempre diversi.
  • L’esempio assoluto del meglio della donna siciliana: riservata, tenace, determinata, convinta delle proprie idee e pronta a battagliare per esse, e nello stesso tempo dolcissima, generosa, comprensiva, sensibilissima.
  • La sicilitudine è il lamento che il siciliano fa di sé.
  • Montalbano dice di amare quel che resta della Sicilia ancora selvaggia: avara di verde, con le casuzze a dado poste su sbalanchi in equilibrio improbabile, e questo piace anche a me ma credo che sia piuttosto un gioco della memoria.
  • Penso al paradiso: il paesaggio rasenterebbe la sicilianità visiva, che pace! Montalbano me lo immagino disoccupato, circondato da un placido volteggiare di anatre. E una tazzina di caffè fumante.

Frasi sulla Sicilia di Pirandello

  • Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natia circondata dal mare immenso e geloso.
  • Sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgenti, dove nacqui.
  • Naturalmente anche tu andrai via dalla Sicilia, ma non dimenticare il profumo.
  • E qual rovinio era sopravvenuto in Sicilia di tutte le illusioni, di tutta la fervida fede, con cui s’era accesa alla rivolta! Povera isola, trattata come terra di conquista! Poveri isolani, trattati come barbari che bisognava incivilire! Ed erano calati i Continentali a incivilirli… e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo; e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch’essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia…

Frasi sulla Sicilia di Sciascia

  • L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?
  • La famiglia è lo Stato del siciliano.
  • I siciliani sono stati del tutto impermeabili alle dominazioni straniere, un’autentica identità sicula è riuscita a conservarsi attraverso i secoli.
  • Sai cos’è la nostra vita? La tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse stiamo ancora lì e stiamo sognando.
  • Incredibile è l’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia.
  • Scrittori e artisti, poeti e pittori, attraverso la particolarità e le particolarità della Sicilia, hanno raggiunto l’universalità.
  • Non c’è turista che viaggiando per la Sicilia – minimo che sia il suo interesse alle cose dell’arte – tra Palermo e Messina non si senta obbligato o desideroso di fermarsi a Cefalù.
  • “Perché” disse Nievo “io credo nei siciliani che parlano poco, nei siciliani che non si agitano, nei siciliani che si rodono dentro e soffrono: i poveri che ci salutano con un gesto stanco, come da una lontananza di secoli; e il colonnello Carini sempre così silenzioso e lontano, impastato di malinconia e di noia ma ad ogni momento pronto all’azione: un uomo che pare non abbia molte speranze, eppure è il cuore stesso della speranza, la silenziosa fragile speranza dei siciliani migliori… una speranza, vorrei dire, che teme se stessa, che ha paura delle parole ed ha invece vicina e famigliare la morte… Questo popolo ha bisogno di essere conosciuto ed amato in ciò che tace, nelle parole che nutre nel cuore e non dice”.
  • “In Sicilia le nevicate sono rare” pensò: e che forse il carattere delle civiltà era dato dalla neve o dal sole, secondo che neve o sole prevalessero. Si sentiva un po’ confuso. Ma prima di arrivare a casa sapeva, lucidamente, di amare la Sicilia: e che ci sarebbe tornato.

Frasi sulla Sicilia e il mare

Le sue spiagge bellissime sono meta di tanti turisti provenienti da ogni angolo del mondo, che vi lasciano il cuore: ecco le frasi più romantiche sulla Sicilia e il suo mare da favola.

  • L’Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visto una sola, volta, li possederà per tutta la vita. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • Quegli odori di alga seccata al sole e di capperi e di fichi maturi non li ritroverà mai da nessuna parte; quelle coste arse e profumate, quei marosi ribollenti, quei gelsomini che si sfaldano al sole. (Dacia Maraini)
  • La Sicilia ha il richiamo del mare, il fascino dei miti antichi, il profumo dei sogni, le forme dell’accoglienza, la bellezza delle persone. (Fabrizio Caramagna)
  • La prua della barca taglia in due il mare
    Ma il mare si riunisce e rimane sempre uguale
    E tra un greco, un normanno, un bizantino
    Io son rimasto comunque siciliano.
    (Lucio Dalla)
  • Isole che ho abitato verdi su mari immobili. D’alghe arse, di fossili marini le spiagge ove corrono in amore cavalli di luna e di vulcani. (Salvatore Quasimodo)
  • La Sicilia reca in sé una magia particolare difficile da esprimere. Bisogna viverci per capire: l’odore di mandorle amare che evoca la Macondo di Garcia Marquez, l’Etna, l’acqua del mare, l’odore di arance. (Carmen Consoli)
  • La mia terra è sui fiumi stretta al mare, non altro luogo ha voce così lenta, dove i miei piedi vagano, tra giunchi pesanti di lumache. (Salvatore Quasimodo)
  • Se volete sapere quel ch’è passato su questi flutti azzurri venite a Palermo. È una città deliziosa, una città dolce, una città profumata. Le sue piazze, le sue vie, i suoi giardini, i suoi monumenti sono magnifici. Ecco la Sicilia: capolavoro della natura, centro d’un mondo, terra illustre, si commovente e si nobile nel suo misterioso destino. (Gabriel Hanotaux)

Poesie sulla Sicilia

Romantiche, sognanti, profondamente vere: le poesie sulla Sicilia raccontano un lato meraviglioso di questa isola. Ecco i versi più affascinanti che siano mai stati scritti.

  • Sai tu isola bella, a le cui rive
    Manda Jonio i fragranti ultimi baci,
    Nel cui sereno mar Galatea vive
    E su’ monti Aci?
    (Giosuè Carducci)
  • Di fronte m’eri, o Sicilia, o nuvola di rosa
    Sorta dal mare! E nell’azzurro un monte:
    L’Etna nevosa.
    Salve, o Sicilia! Ogni aura che qui muove,
    Pulsa una cetra od empie una zampogna,
    E canta e passa… Io ero giunto dove
    Giunge chi sogna.
    (Giovanni Pascoli)
  • Peregrino del mare, se da lungi tra i flutti
    Vedi brillare il fuoco dell’Etna, i lini tutti
    Spalanca al vento, e corri! Quivi è l’eterno riso:
    Approda a queste piagge, è questo il Paradiso!
    (Ettore Romagnoli)
  • Di te amore m’attrista,
    Mia terra, se oscuri profumi
    Perde la sera d’aranci,
    O d’oleandri, sereno
    Cammina con rose il torrente
    Che quasi n’è tocca la foce.
    Ma se torno a tue rive
    E dolce voce al canto
    Chiama da strada timorosa
    Non so se infanzia o amore,
    Ansia d’altri cieli mi volse,
    E mi nascondo nelle perdute cose.
    (Salvatore Quasimodo)
  • Come Chagall, vorrei cogliere questa terra
    Dentro l’immobile occhio del bue.
    Non un lento carosello di immagini,
    Una raggiera di nostalgie: soltanto
    Queste nuvole accagliate,
    I corvi che discendono lenti;
    E le stoppie bruciate, i radi alberi,
    Che s’incidono come filigrane.
    Un miope specchio di pena, un greve destino
    Di piogge: tanto lontana è l’estate
    Che qui distese la sua calda nudità
    Squamosa di luce – e tanto diverso
    L’annuncio dell’autunno,
    Senza le voci della vendemmia.
    Il silenzio è vorace sulle cose.
    S’incrina, se il flauto di canna
    Tenta vena di suono: e una fonda paura dirama.
    Gli antichi a questa luce non risero,
    Strozzata dalle nuvole, che geme
    Sui prati stenti, sui greti aspri,
    Nell’occhio melmoso delle fonti;
    Le ninfe inseguite
    Qui non si nascosero agli dèi; gli alberi
    Non nutrirono frutti agli eroi.
    Qui la Sicilia ascolta la sua vita.
    (Leonardo Sciascia)
  • Sulla via di Taormina
    Tra uliveti e azzurro pelago
    Il cammin serpeggia al lito;
    Scosta Aurora al nevi-candido
    Etna il vel col roseo dito.
    Su la via, protende il mandorlo
    Entro al cocchio i rami in fiore,
    Scherza al par di lieta driade
    Da l’amabile rossore.
    Sovra il ritmo de l’Oceano
    I suoi miti Grecia invia;
    Urla immensa, al lido classico
    Versa il mar la melodia,
    E sussurra in lingua ionica
    Fra il tremor de l’aura etnea,
    Ondi-fresche, eterno-giovani
    Rapsodie de l’Odissea.
    (Carl Snoilsky)

Frasi sulla Sicilia in dialetto

Vuoi cimentarti con quella splendida lingua che è il dialetto siciliano? Ecco alcune poesie bellissime tutte da imparare.

  • Catania, li so’ chiazzi, li so’ strati,
    L’occhi di li so’ donni non tinciuti…
    E la villa billini ‘ntra la stati
    Ccu lu passiggiu di tutti li ziti,
    Cu tristi, cu fistanti, e cu ‘ncagnati,
    Cu ‘ncunnatizzi, e cu tutti puliti.
    (Nino Martoglio)
  • Comu ti chianciu ora ca ti persi
    Sicilia sfurtunata, ca veniri nun pozzu
    A vidiri la genti di la me’ terra;
    E li centu paisi, e li milli jardini,
    E l’occhi lustri di la picciuttanza;
    E li facci scavati e nivuri di lu suli
    Di li vecchi jurnateri, e l’occhi funni,
    E li capiddi scioti di lacrimanti matri
    Sutta nivuri scialli all’antu di li porti
    C’aspettanu li figghi.
    Comu ti chianciu terra mia luntana:
    Sbarracu l’occhi e nun ti vidu mai;
    Strinciu li vrazza e nun si cu mia;
    Chiamu, ti chiamu, e mi rispunni sulu
    L’affannu amaru di ‘stu cori ruttu.
    Canzuni di picciotti e carrittera pi li stratuna;
    Càudu e pruvulazzu a li sipali e ficudinnia
    Cu lu giummu ‘ntesta; occhi arrubbati
    Di picciotti schetti tra pampini e ramagghi,
    E cannistri d’aranci e panara di racina
    E quartaruna ‘ncoddu cu la guccia fridda,
    E vuci di luntanu… “A ttia cu l’acqua!”
    E ciuri a li capiddi e vampi nni lu celu
    E Sicilia, Sicilia p’ogni banna.
    Comu ti chianciu terra mia luntana.
    (Ignazio Buttitta)
  • Pensu a sta terra ca mi sta luntana,
    Sta terra prufumata sutta ‘u suli,
    Ca iu lassai pi ghiri a travagliari,
    Cu gran duluri e granni dispiaciri.
    Pensu a la me casuzza chi lassai,
    A li biddizzi di sta terra mia,
    Iu ccà li viu
    ‘Nta ‘u sonnu e m’adduluru,
    E pensu notti e jornu di turnari.
    È ‘na ‘nfilicità luntanu stari,
    Luntanu di sta terra di Sicilia,
    Lassai la mamma
    E tutti li me cari,
    Lassai l’oduri di la primavera.
    Lu cantu pi putirimi scurdari,
    Ca sugnu fora di la casa mia,
    Cu stu distinu ccà nun c’è chi fari,
    E pensu notti e jornu di turnari.
    Lassatimi un raggiu di lu suli,
    ‘Na guccitedda di l’azzurru mari,
    Lassati di la zagara l’oduri,
    Ca quannu tornu la vogliu truvari.
    È ‘na ‘nfilicità luntanu stari,
    Luntanu di sta terra di Sicilia,
    Lassai l’amuri e tutti li me cari,
    Lassai l’oduri di la primavera.
    (Giuseppe Nicola Ciliberto)