Frasi sul tramonto: poesie, canzoni e citazioni famose

Le frasi sul tramonto per riflettere e raccontare la bellezza di un istante: canzoni, poesie e citazioni celebri

Fra gli spettacoli che la natura è in grado di offrirci, il tramonto è senza ombra di dubbio il più spettacolare. Un momento in cui ci fermiamo ad osservare il sole che scompare e ci ritroviamo a riflettere sul senso dell’esistenza, sentendoci immensamente piccoli. Un attimo romantico e unico che ha ispirato poeti, scrittori, ma anche cantanti che hanno provato a cogliere l’essenza più profonda di questo fenomeno.

DiLei ha trovato gli aforismi, le citazioni e le frasi sul tramonto più belle ed emozionanti.

Frasi sul tramonto al mare

Non c’è nulla di più romantico ed emozionante del sole che sparisce fra le acque del mare, colorando la superficie con sfumature rosate. In quei momenti è impossibile non restare immobili ad ammirare lo spettacolo, rapiti da tanta bellezza. Le frasi sul tramonto al mare raccontano attimi di meraviglia e stupore da catturare e custodire per sempre.

  • Il sole stava per abbandonare la Perla dell’Oceano per altri mari, altre terre. (Joseph Conrad)
  • Il cielo si ruppe come un uovo nel pieno del tramonto e l’acqua prese fuoco. (Pamela Hansford Johnson)
  • Ognuno, guardando il mare tranquillo agli splendori del tramonto, o in limpido mattino, o in burrasca, è commosso; ma queste emozioni, l’arcana malinconia, la gioconda festa, la selvaggia sublime voluttà, i poeti hanno, naturalmente, senza paragone più degli altri uomini, sentito e dipinto, e i colori son stati varii, secondo l’indole speciale e la tempra del loro animo e del loro ingegno, il tempo in cui hanno vissuto, il tratto della loro vita in cui hanno scritto.(Michele Lessona)
  • Il sole deve essere innamorato dell’oceano per affievolirsi su esso. (Guelai Inesse)
  • Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole. (Giovanni Verga)
  • Quando ammiro la meraviglia di un tramonto o la bellezza della luna, la mia anima si espande in adorazione del Creatore. (Mahatma Gandhi)
  • Il tramonto è così meraviglioso che perfino il sole stesso lo osserva ogni giorno nei riflessi degli infiniti oceani! (Mehmet Murat Ildan)
  • Sai… quando si è molto tristi si amano i tramonti… (Antoine de Saint-Exupéry)

Frasi sul tramonto dalle canzoni: Vasco, Ligabue e gli altri

Il tramonto è così magico che tantissimi cantanti hanno deciso di dedicare a questo fenomeno parole e musica. Da Vasco Rossi a Ligabue, sino a Luca Carboni: le frasi sul tramonto dalle canzoni sono davvero meravigliose. Da leggere canticchiando e da appuntare per cogliere il senso profondo di un evento unico e straordinario.

  • Traguardi che sono partenze ed un tramonto che è come un mattino (La linea sottile – Ligabue )
  • Cosa c’entra quel tramonto inutile? Non ha l’aria di finire più. E ci tiene a dare il suo spettacolo, mentre qui, manchi tu (Il mio pensiero – Ligabue)
  • È nell’aria ancora il tuo profumo dolce, caldo, morbido come questa sera mentre tu, mentre tu non ci sei più. (Canzone – Vasco Rossi)Una vecchia barca legata alla sua cima ondeggia un po’ e le pietre sotto ai miei piedi non si muovono.
  • Vorrei stare così immobile degli anni e non fermarmi mai, in faccia gli ultimi raggi del sole che fra un po’ tramonterà. (Pensieri al tramonto – Luca Carboni)
  • Te l’ho mai detto che… Che come un tramonto è, e porta via ogni chissà, se tutto quel che non va potesse mai finire qua, tu immagina. (Come un tramonto – Gianluca Grignani)
  • Il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle. Voglio vederti ballare senza tabù. (Il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle – Zucchero)
  • Io, io ti racconterei di un re che per un giorno attese il tuo ritorno. Pianse quanto il mare il suo tramonto. (Il mare nel tramonto – Ron)
  • Dolce tramonto d’autunno t’accende di mille colori, di mille pensieri d’amore che sfiorano il viso come raggi di sole (Dolce tramonto – Luca Barbarossa)
  • Sembrava tutto perfetto, ma cosa abbiam fatto per distruggerci adesso in questa stanza senza di te dopo anche l’ultima notte fa giorno alba e tramonto, sì la vita è un giorno alba e tramonto. (Alba e Tramonto – Syria)
  • Al tramonto te ne andrai per la tua strada a due passi da casa, il telefono rimane spento, neanche opra al web e mentre io ti cerco int è canzoni poi me perd. (Al tramonto – Clementino)
  • Tramonto che togli il respiro al giorno, che ricami il cielo alle stelle, portami con te dove il sole ancora splende. (Tramonto – Roberto Angelini)

Poesie sul tramonto

Le poesie sul tramonto cercano di imprimere per sempre le sensazioni provate di fronte a uno spettacolo della natura eccezionale. Da Ungaretti a Emily Dickinson, tanti autori hanno cercato di lasciare il segno nella letteratura, riportando a parole l’atmosfera straordinaria e le emozioni intense regalate dal sole che scompare per lasciare spazio alla sera.

Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d’amore.
(Tramonto – Giuseppe Ungaretti)

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perché pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza… Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole…
Che cerchi, poeta, nel tramonto?
(Che cerchi, poeta, nel tramonto? – Antonio Machado)

Oggi alla fine del giorno
il tramonto posò le sue perle
sui fini e nerì capelli della sera
ed io le ho nascoste
come una collana senza filo
dentro il cuore.
Nel silenzio il cigno dorme.
sulla riva destra del fiume
e questo tramonto
attraverso il cielo luminoso di stelle
è venuto a toccare
la mia umile fronte:
sopra queste acque tacite e calme
ha iniziato la traversata tra astri e stelle:
ha steso
il suo manto d’oro
sulla soglia della notte
che dorme tranquilla:
e infine lungo le vie dell’arsa,
sopra il carro di un nero destriero
s’allontanerà facendo scintille:
ha lasciato soltanto un tocco
sulla fronte di un poeta.
Nel tuo infinito mai s’era visto
un tramonto così,
né più ritornerà.
(Tramonto – Rabindranath Tagore)

Tristezza dolce della campagna,
va calando la sera.
Giunge dai campi mietuti
un lieve odore di fieno.
Le piante si sono addormentate.
Sulla collina il cielo
è viola. Teneramente.
Svegliato canta un usignolo.
(Tramonto – Juan Ramòn Jiménez)

Sfiorata dalle ombre dei morti
Sull’erba dove muore il giorno
L’arlecchina s’è spogliata
E specchia il suo corpo nello stagno
Un ciarlatano crepuscolare
Vanta i prossimi giri
Il cielo incolore è costellato
Di astri pallidi come il latte
Sul palco il pallido arlecchino
Saluta subito gli spettatori
Stregoni venuti di Boemia
Qualche fata e gli incantatori
Staccata una stella
la maneggia con le braccia tese
Mentre coi piedi un impiccato
Suona i piatti cadenzando
La cieca culla un bel bambino
Passa la cerva con i suoi cerbiatti
Il nano guarda con un’aria triste
Ingigantire l’arlecchino trismegisto
(Crepuscolo – Guillaume Apollinaire)

Se non avessi visto il sole
avrei potuto sopportare l’ombra,
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio.
(Se non avessi visto il sole – Emily Dickinson)

Pronto, su ‘l mar natale
cui nasconde la luna,
ride il sole autunnale,
dolce come la luna.
S’ode il mare pe ‘l lido
gemere, lento e grave.
S’ode talora il grido
fievole d’una nave
che faticosa in vano
lotta co ‘l vento avverso,
o il richiamo lontano
d’un uccello disperso,
o l’improvviso tuono
d’un’onda più gagliarda.
Ride il sole, già prono,
e dolcemente guarda.
(Tramonto d’Autunno – Gabriele D’Annunzio)

Com’è bello il sole quando freschissimo sorge
e come un’esplosione ci lancia il suo buongiorno!
– Fortunato colui che potrà con amore
salutarne il tramonto più fastoso d’un sogno!
Ricordo… Ho visto tutto, fiore, solco, sorgente
come un cuore in deliquio fremere sotto il suo sguardo…
– Corriamo, è tardi, corriamo verso l’orizzonte,
per afferrarne almeno qualche obliquo raggio!
Ma io inseguo invano il Dio che si nasconde;
la Notte inarrestabile stabilisce il suo regno,
nera e piena di brividi, umida, funesta;
galleggia nelle tenebre un odore di tomba
e il mio piede pauroso sull’orlo dello stagno
urta rospi imprevisti, fredde lumache calpesta.
(Il tramonto del sole romantico – Charles Baudelaire)

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere
così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo mi sono preso qualche momento di allegria.
ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Che, se non lo sapete, di questo
è fatta la vita,
di momenti: non perdere l’adesso.
Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all’inizio
della primavera
e resterei scalzo sino alla fine dell’autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.
(Istanti – Don Herold)

Sulla pallida spiaggia giacevo,
solitario dai tristi pensieri.
Declinava al tramonto nel mare
il sole, gettando sull’acqua
vivi sprazzi di porpora ardente;
ed i candidi flutti lontani,
sospinti dall’alta marea,
venivan spumando frusciando
più presso, più presso…
Uno strano gridare, un brusìo
e sibili e murmuri e risa,
un sospirare, un ronzare:
e, frammezzo, un sommesso cantare
di cune dondoleggiate.
Riudir mi parea le obliate
leggende, le fiabe soavi
di tempi remoti, che bimbo
mi seppi dai bimbi d’accanto,
allor che nei vesperi estivi
ci acquattavam sui gradini
dinanzi alla porta di casa
per cinguettarci sommessi
le storie, coi piccoli cuori
protesi in ascolto, con gli occhi
astuti di curiosità,
mentre le bimbe più grandi,
dalle finestre di fronte,
tra vasi olezzanti di fiori
sporgevano i volti di rosa
ridenti alla luce lunare.
(Crepuscolo – Heinrich Heine)

Perché la gente fa tanto caso ai miracoli?
Per quanto mi riguarda io non conosco altro che miracoli,
sia che passeggi per le vie di Manhattan,
o levi il mio sguardo sopra i tetti, verso il cielo,
o sguazzi coi piedi nudi lungo la spiaggia, proprio sul filo dell’acqua,
o mi fermi sotto gli alberi, nei boschi,
o parli, di giorno, con chi amo, o dorma, di notte, accanto a chi amo,
o sieda a pranzare a un tavolo insieme ad altri,
o getti uno sguardo agli estranei che viaggiano in tram di fronte a me,
o spii le api che nei pomeriggi d’estate si affaccendano intorno all’alveare,
o gli animali al pascolo nei campi,
o gli uccelli, o gli straordinari insetti dell’aria,
la meraviglia del tramonto, le stelle che brillano placide e luminose,
o la delicata sottile curva della luna nuova in aprile;
queste cose, e le altre, una e tutte, sono miracoli per me,
a tutto si riferiscono anche se ognuna è distinta dalle altre,
e al suo posto.
È un miracolo per me ogni ora di luce e di buio,
è un miracolo ogni centimetro cubo di spazio,
ogni metro della superficie terrestre è impregnato di miracolo,
formicola di miracoli ogni centimetro del sottosuolo.
Il mare è per me un miracolo senza fine,
i pesci che nuotano – gli scogli – il moto delle onde –
le navi che portano gli uomini,
quali i miracoli più strani di questi?
(Miracoli – Walt Whitman)

Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.
A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l’anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.
Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perché mi arriva tutto l’amore d’un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?
Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.
(Ancora abbiamo perso questo tramonto – Pablo Neruda)

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.
(Tramontata è la luna – Saffo)

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là ‘ve zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l’ombre lontane
Infra l’onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell’infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l’ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L’estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via;
Tal si dilegua, e tale
Lascia l’età mortale
La giovinezza. In fuga
Van l’ombre e le sembianze
Dei dilettosi inganni; e vengon meno
Le lontane speranze,
Ove s’appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
Cerca il confuso viatore invano
Del cammin lungo che avanzar si sente
Meta o ragione; e vede
Che a sé l’umana sede,
Esso a lei veramente è fatto estrano.
Troppo felice e lieta
Nostra misera sorte
Parve lassù, se il giovanile stato,
Dove ogni ben di mille pene è frutto,
Durasse tutto della vita il corso.
Troppo mite decreto
Quel che sentenzia ogni animale a morte,
S’anco mezza la via
Lor non si desse in pria
Della terribil morte assai più dura.
D’intelletti immortali
Degno trovato, estremo
Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
La vecchiezza, ove fosse
Incolume il desio, la speme estinta,
Secche le fonti del piacer, le pene
Maggiori sempre, e non più dato il bene.
Voi, collinette e piagge,
Caduto lo splendor che all’occidente
Inargentava della notte il velo,
Orfane ancor gran tempo
Non resterete; che dall’altra parte
Tosto vedrete il cielo
Imbiancar novamente, e sorger l’alba:
Alla qual poscia seguitando il sole,
E folgorando intorno
Con sue fiamme possenti,
Di lucidi torrenti
Inonderà con voi gli eterei campi.
Ma la vita mortal, poi che la bella
Giovinezza sparì, non si colora
D’altra luce giammai, né d’altra aurora.
Vedova è insino al fine; ed alla notte
Che l’altre etadi oscura,
Segno poser gli Dei la sepoltura.
(Il tramonto della luna – Giacomo Leopardi)

Frasi brevi sul tramonto

Non servono troppe parole per raccontare l’immenso miracolo del sole che scompare, colorando il cielo con mille sfumature e ricordandoci quanto la vita sia meravigliosa. Le frasi brevi sul tramonto sanno svelare la magia immensa che viviamo con semplicità e immediatezza.

  • Non c’è niente di più musicale che un tramonto. (Claude Debussy)
  • Tutto è imperfetto, non c’è tramonto così bello da non poterlo essere di più. (Fernando Pessoa)
  • Non c’è modo per un uomo di guadagnare una stella o meritare un tramonto. (Gilbert Keith Chesterton)
  • L’anima dei giusti effonde ancor più bellezza verso il tramonto. (Emilio Roncati)
  • Ai raggi del tramonto una farfalla vola sulla città. (Takarai Kikaku)
  • Accada quel che accada, anche il sole del giorno peggiore tramonta. (Proverbio cinese)
  • Il sole tramonta comunque. Sia sul giorno migliore, sia sul giorno peggiore. (Jeffery Deaver)
  • Ogni volta che vuoi vedermi, guarda sempre il tramonto; sarò lì. (Grace Ogot)
  • I tramonti sono così belli che sembra quasi come se stessimo guardando attraverso le porte del Paradiso. (John Lubbock)
  • È praticamente impossibile guardare un tramonto e non sognare. (Bernard Williams)
  • Guardare il tramonto ti fa sentire più forte. (Anamika Mishra)
  • L’eternità è il mare mischiato col sole. (Arthur Rimbaud)