Joséphine Baker, la pantera nera che fu artista, attivista e spia antinazista

La più grande ballerina del XX secolo che ha combattuto per i diritti civili, per la libertà e per il suo Paese

“Sapete che ho sempre scelto la strada più difficile. Diventando vecchia, sicura di averne la forza e la capacità, ho preso quel sentiero difficile e ho cercato di renderlo un po’ più facile. Volevo renderlo più facile per voi. Voglio che abbiate l’opportunità di fare tutto quello che ho fatto io, senza che siate obbligati a scappare per ottenerlo.”

Joséphine Baker è stata una delle più grandi artiste del XX secolo nonché la “più bella pantera e affascinante delle donne”, come la definì Colette. Una donna forte, libera ed emancipata che ha fatto da apripista alle unghie laccate e ai brillantini tra i capelli.

Il suo estro stravagante, originale e unico, l’ha accompagnata per tutta la sua vita. Joséphine faceva parlare di sé per i suoi amori, per i suoi bizzarri animali domestici (uno scimpanzé, un maiale e un rettile), e ovviamente per la sua bellezza. Ma la Baker non era solo la pantera nera dalle gambe lunghe e dallo sguardo magnetico: è stata anche una spia antinazista e un’attivista.

Joséphine Baker, la sua storia

Joséphine Baker nasce a Saint Louis, nel Missouri, il 6 Giugno 1906. Cresce in un quartiere povero e segregato, tra i bambini meticci e afroamericani come lei. Ma è proprio in quegli anni che conosce e vive l’arte al ritmo di blues che caratterizza quell’ambiente, con la complicità di sua madre che è una ballerina.

Ma la vita, a quei tempi, non è generosa per quelli come Joséphine. Così conosce la fatica del lavoro e la violenza rivolta ai suoi simili ritrovandosi al centro di un incendio doloso ai danni del quartiere dove vive. Ma lei non si arrende e comincia a ballare, esibendosi nei locali tra piccoli spettacoli e sketch.

E poi viene notata. Lavora a New Orleans e poi a New York. A 16 anni conquista Broadway con il suo spettacolo Shuffle Along.

Gli anni a Parigi e la guerra

A venticinque anni Joséphine arriva a Parigi, una città in fermento che accoglie l’arte e tutte le sue sfumature. La capitale francese sarà la sua scuola, il Théâtre des Champs-Élysées la sua casa. Sono anni in cui il nome di Joséphine Baker risuona forte tra i cittadini d’Europa: tutti la amano, tutti la adorano.

Di sera soubrette, ballerina, performer e diva, di giorno, invece, supporto per gli anziani e per i deboli del quartiere. Perché lei è fatta così. Tra spettacoli in città e tournée europee il suo successo cresce, ma sono gli anni in cui scoppia la guerra. La grande libertà che tanto aveva affascinato la donna viene a mancare, e lo scenario cambia improvvisamente.

Non ci pensa due volte, Joséphine, e si mette a disposizione del suo Paese, per ricambiare tutto il bene e la generosità che la Francia le ha dato. Entra nei servizi segreti e diventa un’agente del controspionaggio durante la Seconda Guerra Mondiale per sostenere la Francia Libera.

L’attivista per i diritti civili

La guerra finisce ma la ripresa non è facile, Joséphine ce la fa: torna alla ribalta e conosce il suo futuro marito, Jo Bouillon, che sposerà nel 1946. Riuscirà con lui a costruire la famiglia universale adottando 12 bambini di lingua, razza e religioni diversi.

Sono gli stessi anni in cui vuole seppellire il razzismo e diventa un’attivista per i diritti civili, facendo leva sulla sua fama internazionale e quel carattere forte e tenace. Joséphine Baker è l’unica donna che tiene un discorso alla marcia su Washington, insieme a Martin Luther King, per il lavoro e la libertà.

Joséphine continuerà a ballare, a cantare, a sostenere le sue idee, a essere libera ed emancipata fino all’ultimo, con allegria instancabile, con sogni ancora grandi da realizzare e con una forza unica. Negli ultimi anni della sua vita, inizierà per lei un’amicizia speciale, quella con Grace Kelly, già principessa di Monaco. Le due, così diverse, condividono gli stessi ideali: sono due icone femminili che lottano per la patria, entrambe attiviste e in cerca della favola.

Joséphine morirà il 12 Aprile del 1975 in seguito a un’emorragia cerebrale, ma resterà per sempre nella memoria di tutti noi.

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Joséphine Baker

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