Colette, ribelle e anticonformista

Scrive di donne libere, disinibite, lesbiche e scandalose, e poi le interpreta. Nuda e ingioiellata. Perché Colette è così, come tutte le sue donne

Colette scandalosa, Colette anticonformista. Ancora Colette, amante insofferente e autrice di meravigliose pagine di letteratura erotica. Una donna libera dalle convenzioni e dagli stereotipi, una scrittrice straordinaria, la seconda nella storia della Repubblica francese a cui sono stati tributati i funerali di Stato, un’icona nell’immaginario libertario femminista. Ecco chi era Colette, una delle menti più creative e indipendenti del XX secolo.

Sidonie-Gabrielle Colette

Nata all’anagrafe Sidonie-Gabrielle Colette, è stata una scrittrice e attrice teatrale francese, considerata tra le maggiori figure della prima metà del XX secolo. È stata insignita delle più importanti onorificenze accademiche e riconosciuta come vero e proprio mito nazionale.

È stata scrittrice e attrice, giornalista e caporedattrice, critica cinematografica e persino commerciante di cosmetici. Una donna brillante e geniale che per tutto il corso della sua vita ha sempre fatto parlare di sé. Dalle sue esibizioni, spesso accompagnate da nudità, agli amanti e i tre mariti, fu più volte al centro di scandali nazionali per le sue disinibite relazioni sentimentali.

La scrittrice francese libera e anticonformista

Ma chi era la scrittrice francese che ha osato sfidare la società perbenista e patriarcale? Sidonie-Gabrielle Colette nasce il 28 gennaio del 1873 a Saint-Sauveur-en-Puisaye. Ultimogenita di un capitano degli zuavi in congedo, Colette cresce in Borgogna circondata dall’affetto della famiglia e dalla natura.

Fin da bambina impara ad amare l’arte. Ascolta musica, scrive e legge libri, a sei anni conosce già Honoré de Balzac, Alphonse Daudet, Prosper Mérimée e William Shakespeare. È sua madre, di mentalità moderna, atea dichiarata e anticonformista, che la educa e le insegna la libertà.

Iscritta alla scuola pubblica di Saint-Sauveur-en-Puisaye, nel 1889 Colette supera brillantemente gli esami ottenendo la licenza per l’insegnamento primario. In quegli anni conosce Henri Gauthier-Villars, amico di famiglia e suo futuro marito.

Nel 1893 Colette convola a nozze con Henri, di 14 anni più grande di lei, conosciuto da tutti come Willy. Insieme i due si trasferiranno a Parigi, la città nella quale Colette troverà la sua casa, e il suo successo. Sarà Willy, scrittore, editore, giornalista e critico spietato, a portare sua moglie all’interno dell’ambiente artistico, letterario e mondano della belle époque parigina.

Ma Willy è anche l’uomo che ha la fama di essere un donnaiolo, un provocatore e un amante degli scandali. Non ci vuole poi molto affinché i primi tradimenti ai danni di Colette vengono alla luce, e neanche troppo discretamente. Colette soffrirà molto di questo, al punto tale da cadere in una forte depressione, anche se di breve durata.

Perché Colette è una donna tenace, e non si lascia abbattere dai tradimenti del marito. Inizia così a scrivere e a collaborare con lui fino a decidere di dedicarsi al suo primo romanzo, un’autobiografia sulle sue avventure da bambina: Claudine a scuola.

Colette, lo scandalo della Belle Époque

Il primo manoscritto di Colette è però destinato al buio e alla solitudine di un cassetto di casa, almeno per i primi quattro anni. Suo marito, infatti, dopo averlo letto lo accantona perché lo considera inutile. Eppure è proprio quel romanzo che nel 1900 diventa uno dei maggiori best seller francesi.

Nonostante infatti i primi impedimenti da parte di Willy, Colette pubblica Claudine a scuola, ed è un successo. La donna, allora, decide di ricavare da quella pubblicazione una serie di libri con la medesima protagonista, una teenagers divertente e ironica che conquista tutta l’attenzione del pubblico. Non ci vorrà poi molto affinché quei libri si trasformino anche in opere teatrali.

E mentre il matrimonio con Willy si complica giorno dopo giorno, Colette brilla davanti al pubblico francese. Scrive di donne libere, disinibite, lesbiche e scandalose. Le interpreta, anche. Nuda e ingioiellata. I suoi seni bianchi e graziosi diventano popolari in tutta la Francia. E poi conosce un Henry de Jouvenel, suo amante prima e suo marito dopo.

Rimarrà incinta a 40 anni per errore, ma nonostante la gravidanza continuerà a esibirsi e a dedicarsi alla scrittura, acclamata e critica, ricevendo riconoscimenti e giudizi per il suo aver osato tanto. Ma sarà anche una giornalista impegnata durante gli anni della prima guerra mondiale.

E sarà così fino al resto dei suoi giorni, fino a quando nel 1954 a causa di una malattia muore a Parigi. E anche la sua morte, come tutta la sua vita, scatena delle controversie. La Chiesa, infatti, rifiuterà i funerali religiosi a causa dei troppi scandali, ma sarà lo Stato a occuparsene svolgendo la cerimonia funebre nella corte d’onore del Palais-Royal.

Una donna, mille vite interpretate

Colette è stata una donna unica, la sola in grado di interpretare mille vite che, forse, erano le sue stesse sfaccettature. È Colette la moglie di Willy, quella che scrive con lui e per lui. Diventa Colette la sfacciata, quando si esibisce nuda in teatro in un momento storico in cui le donne non potevano neanche indossare i pantaloni in strada. È Colette la scandalosa, che va a letto con un sedicenne, con uomini e donne, provando con tutti lo stesso piacere. Ma è anche la giornalista impegnata, quella dei reportage di guerra che però non passano la censura. Ed è una scrittrice poliedrica e unica, così libera e così pericolosa per tutta la società del tempo.

Colette, l’eroina più contemporanea che mai

Eppure Colette, così indimenticabile, è stata a lungo ignorata dagli storici moderni e contemporanei. Il perché resta sconosciuto. Ripercorrendo la sua storia, infatti, ci rendiamo conto che incarna alla perfezione un’icona moderna, indipendente professionalmente e sentimentalmente, anticonformista e libera. Si è impegnata in mille carriere, si è reinventata, ha lavorato senza mai chiedere permesso ai mariti, ha decantato la sua bisessualità con un’apertura mentale appena paragonabile a quella dei giorni nostri e ha pure divorziato più volte.

I suoi romanzi e la sua vita hanno ispirato numerosi film, da Gigi di Vincente Minnelli a Chéri di Stephen Frears, passando per la serie Colette, une femme libre di Nadine Trintignant. Nel 2018 è stato presentato al cinema il film biografico Colette, interpretato da Keira Knightley. È stata proprio questa pellicola che ha fatto conoscere la storia della scrittrice francese al grande pubblico e che ha fatto innamorare chi lei la conosceva già.

Perché la sua storia, così come la sua scrittura sono state uniche. Perché ha combattuto una battaglia femminista e liberale quando nessuna lo aveva ancora fatto. Perché è stata un’avanguardista nella sua scrittura, utilizzando il femminile o il maschile scegliendo solo il sesso che sentiva suo in barba alle male lingue e ai ben pensanti.

Perché ha lavorato ai suoi libri e ai suoi personaggi senza regole, perché ha vissuto sempre secondo le sue. Ecco perché Colette, il mito francese, è una vera e propria ispirazione per tutte noi.

Sidonie Gabrielle Colette

Sidonie Gabrielle Colette

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Colette, ribelle e anticonformista