Milano Design Week 2026 tre tappe tra radici storiche e rifugi sensoriali

Dal Soban coreano all'ADI Museum, da Hans J. Wegner a Brera fino all'installazione di Annabelle Schneider in Corso Venezia: tre visioni complementari per attraversare il Fuorisalone 2026

Foto di Chiara Guarino

Chiara Guarino

Service e product designer

Designer del prodotto con un occhio allenato a cogliere dettagli, finiture e armonie tra estetica e funzionalità. Crede che la bellezza stia nelle relazioni ben calibrate tra le cose.

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La Milano Design Week si riconferma ogni anno come il palcoscenico globale più influente per indagare le traiettorie dell’abitare contemporaneo. In un’epoca segnata da iperconnessione e da cambiamenti sociali radicali, l’edizione 2026 converge verso una riflessione profonda sul ruolo del corpo, della memoria collettiva e della percezione della materia.

Per orientarsi nel vasto arcipelago di eventi cittadini, una selezione di tre appuntamenti imperdibili: tre visioni distinte ma complementari che spaziano dalla rilettura tecnologica della tradizione orientale, all’omaggio intimo ai padri del design scandinavo, fino a un’installazione immersiva concepita come vero e proprio antidoto alla saturazione digitale.

Heritage Reimagined, Soban

Il dialogo tra patrimonio culturale e innovazione tecnologica trova la sua massima espressione all’ADI Design Museum, dove dal 20 aprile al 10 maggio 2026 va in scena “Heritage Reimagined, Soban”. Promossa dalla Seoul Metropolitan Government e dalla Seoul Design Foundation, questa mostra internazionale sceglie come protagonista assoluto il Soban, il tradizionale tavolino portatile coreano storicamente utilizzato per consumare i pasti.

In questo contesto espositivo, l’oggetto viene elevato a simbolo di una cultura abitativa capace di attraversare le epoche e di adattarsi con grazia alle trasformazioni sociali contemporanee.

Soban in lacca rossa bordeaux brillante con piano ottagonale e base a tronco conico allargato
Soban
DURUMAGI, Junggi Sung. Heritage Reimagined, Soban. ADI Design Museum, Milano Design Week 2026

L’esposizione offre una prospettiva inedita sul design coreano, fondendo tecniche artigianali secolari, come la raffinata laccatura, l’intarsio in madreperla e la lavorazione sapiente del legno, con strumenti di avanguardia digitale, tra cui la stampa 3D e l’intelligenza artificiale.

Soban con piano grigio scuro e base in intreccio di tubature smaltate petrolio e bordeaux su fondo bianco neutro
Soban
Taking My Snail for a Walk, Jinsik Kim. Heritage Reimagined, Soban. ADI Design Museum, Milano Design Week 2026

Il risultato è un vocabolario estetico che traduce lo stile di vita di Seoul in un linguaggio globale e orientato al domani. L’ambizioso progetto coinvolge 17 designer provenienti da Corea, Italia e Francia, mescolando figure affermate a studi multidisciplinari.

Soban reinterpretato con piano blu laccato e gambe in acrilico trasparente su fondo bianco neutro
Soban
Floating Heritage, Andy & Jong. Heritage Reimagined, Soban. ADI Design Museum, Milano Design Week 2026

Il percorso espositivo si modella sulle abitudini abitative della Seoul odierna, caratterizzate da modularità, flessibilità e nuclei familiari sempre più ridotti. I visitatori potranno esplorare l’installazione attraverso tre macro-aree: uno spazio immersivo dominato da una struttura di pyeongsang che incoraggia i presenti a sedersi e interagire con le opere, una galleria inondata di luce naturale concepita per esaltare i dettagli scultorei dei pezzi da molteplici angolazioni, e infine una grande parete multimediale dedicata alla narrazione visiva del contesto metropolitano.

Soban con piano ottagonale in laccatura beige chiaro e base a ventaglio di bastoncini neri torniti
Soban
Rewoven Soban, Ehwa Yoo. Heritage Reimagined, Soban. ADI Design Museum, Milano Design Week 2026

Carl Hansen & Søn a Brera

Spostandosi nel cuore del distretto di Brera, il design scandinavo riafferma la sua intramontabile attualità con una presenza raddoppiata e profondamente suggestiva. Per la Milano Design Week 2026, lo storico marchio Carl Hansen & Søn ha scelto di sdoppiare la propria narrazione spaziale, offrendo due approcci complementari alla celebrazione del proprio DNA e del genio di Hans J. Wegner, di cui l’azienda è storicamente il maggior produttore al mondo.

Living con divano modulare e poltrona in rovere oliato con tappezzeria bianca e marrone, tavolino in legno e scultura organica in legno su pavimento in parquet chiaro
Carl Hansen & Søn
Carl Hansen & Søn. Balanced Principles – Visions of Wegner. Milano Design Week 2026

Il fulcro emotivo di questa partecipazione è la mostra “Balanced Principles – Visions of Wegner”, allestita in un affascinante appartamento al terzo piano di Via Solferino. Rinunciando alle logiche asettiche del classico showroom, il marchio ha ricreato un ambiente domestico autentico, capace di restituire uno scorcio raro e intimista sulla vita privata del celebre maestro del design.

In questa cornice d’eccezione, le icone storiche e le novità di Wegner dialogano in modo fluido, offrendo un’esperienza sensoriale che dimostra quanto la sua visione continui a permeare con naturalezza gli interni contemporanei di tutto il mondo. Come ha sottolineato il CEO Knud Erik Hansen, questo spazio permette all’azienda di raccontare una storia molto più personale e coinvolgente sulle radici del brand.

Parallelamente, a pochi passi di distanza, il flagship store di Via Mercato accoglie l’ampiezza dell’intera collezione dell’azienda. In questa seconda sede, l’esplorazione si allarga per includere i grandi classici del design danese firmati da maestri come Mogens Koch, Kaare Klint e Ole Wanscher, affiancati dalle nuove proposte per gli spazi indoor e outdoor sviluppate in collaborazione con lo studio EOOS e Nanna & Jørgen Ditzel.

Renaissance of the Real

Rendering del giardino con struttura modulare USM in toni verde oliva e sfera tessile bianca sullo sfondo della facciata neoclassica della Fondazione Luigi Rovati
USM x Snøhetta
Renaissance of the Real, Annabelle Schneider x USM x Snøhetta. Fondazione Luigi Rovati, Milano Design Week 2026

Se le prime due tappe esplorano l’oggetto fisico e la sua evoluzione storica, il terzo appuntamento propone una radicale disconnessione dalla materialità frenetica del quotidiano. In Corso Venezia, presso i suggestivi spazi della Fondazione Luigi Rovati, debutta “Renaissance of the Real”: un’installazione viscerale concepita dall’artista ed experience designer svizzera Annabelle Schneider in stretta collaborazione con USM Modular Furniture e lo studio di architettura transdisciplinare Snøhetta.

Interno del bozzolo con moduli USM bianchi e forme organiche dorate e argentate sul pavimento, sullo sfondo la membrana tessile avvolgente
USM x Snøhetta
Renaissance of the Real, Annabelle Schneider x USM x Snøhetta. Fondazione Luigi Rovati, Milano Design Week 2026

Aperta al pubblico dal 21 al 26 aprile, l’opera si pone come un vero e proprio manifesto architettonico contro la saturazione digitale che domina la nostra epoca.

Partendo dal presupposto teorico che “la presenza non può essere scaricata”, la Schneider invita il pubblico a rallentare e a ritrovare l’intelligenza sensoriale del proprio corpo fisico. Il celebre sistema modulare USM Haller si spoglia della sua consueta funzione di arredo per trasformarsi in un puro scheletro architettonico. Questa rigorosa griglia in acciaio fa da struttura portante a una morbida membrana tessile simile a un bozzolo, la quale si espande e si contrae impercettibilmente emulando il respiro di un organismo vivente.

La direttrice per l’architettura d’interni di Snøhetta, Anne-Rachel Schiffmann, descrive l’opera come un confine permeabile, un luogo in cui esplorare la fertile tensione tra una struttura geometrica e la libertà del tessuto.