Alla Milano Design Week 2026 l’intelligenza artificiale entra nel design come co-autore

Dal camerino di Keta Bart al caleidoscopio di MAD Architects, le installazioni de Fuorisalone 2026 mettono in scena il dialogo tra uomo e AI senza scegliere da che parte stare.

Foto di Alessandra Vigna

Alessandra Vigna

Esperta in architettura

Ora al Politecnico di Milano per la magistrale in Architettura, porta nei suoi pezzi la curiosità di chi guarda gli spazi non solo per come sono, ma per come potrebbero essere.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

È un’installazione immersiva in tre stanze, realizzata in via Lazzaro Palazzi, zona Porta Venezia. La reinterpretazione di un camerino di prova, firmata dall’artista digitale viennese Keta Bart, utilizza gli algoritmi per esplorare l’identità personale e superare i confini tra fisico e digitale, trasformando il rito della moda in un’esperienza artistica. Yoox Camerino è tra le interpretazioni più riuscite di una delle protagoniste assolute del Fuorisalone 2026: l’intelligenza artificiale.

Non poteva essere altrimenti. Il tema centrale della Milano Design Week, “Essere Progetto”, contiene in sé l’essere umano come soggetto attivo del cambiamento, ma significa anche abitare la relazione con le macchine che apprendono, con gli algoritmi che co-creano, con sistemi che sfidano le nostre categorie di pensiero. In altre parole, l’AI assume il ruolo di co-autore, trasformando in profondità le metodologie creative: progettare non è più solo fare, ma entrare in relazione con ciò che elabora diversamente da noi.

Quando il corpo resta il fulcro

Interno dell'installazione Y.O.U. Your Own Universe con colonne, pavimento a griglia arancione, sfera luminosa centrale e scritte al neon "The Future Is Somewhere"
glo
Y.O.U. Your Own Universe, glo x Numero Cromatico. Palazzo Moscova, Milano Design Week 2026.

Esempio perfetto di questo equilibrio è Y.O.U. Your Own Universe, a Palazzo Moscova in via Moscova 18, sempre a Milano. Il brand glo, insieme al collettivo artistico Numero Cromatico, trasforma il pubblico in parte attiva dell’opera, immergendolo in un universo multisensoriale dove luci e suoni affiancano la tecnologia più avanzata nell’interagire con l’uomo. La macchina genera poesie d’amore ed epitaffi, ma senza puntare sull’autorialità della macchina né sulla sostituzione dell’uomo. Il corpo resta il fulcro di tutta l’esperienza come luogo di percezione.

Umanizzare la tecnologia

Poesia, musica generativa e sensori mettono in dialogo essere umano e intelligenza artificiale anche nel Cortile della Farmacia dell’Università Statale, in via Festa del Perdono 7. Infinity-Design della mente è l’opera immersiva dell’artista Marco Nereo Rotelli, realizzata con Domyn e Veolia, che celebra l’umanizzazione della tecnologia partendo da un principio semplice: senza umanità nessuna intelligenza artificiale potrebbe esistere.

Rendering notturno dell'installazione Infinity-Design della mente nel cortile dell'Università Statale con struttura luminosa blu, pannelli con scritte calligrafiche e parole proiettate sul suolo
Infinity-Design
Infinity-Design della mente, Marco Nereo Rotelli con Domyn e Veolia. Università Statale, Milano Design Week 2026

Lo spazio si presenta come un sistema interattivo. Punto di partenza sono alcuni versi del poeta Valerio Magrelli, trascritti su sette libri enormi in acciaio specchiante. A questi si collegano luci e una musica generativa del compositore Alessio Bertallot, intitolata Codice d’Acqua, con un messaggio ai visitatori: riflettere sulla gestione delle risorse essenziali come l’acqua e l’energia.

Il caleidoscopio di MAD Architects

Sempre alla “Statale”, nella hall dell’Aula Magna, Kaleido è una delle installazioni di spicco della mostra-evento Interni Materiae. Progettata da MAD Architects, Ma Yansong e Andrea D’Antrassi per Canva, è un ambiente immersivo che indaga il rapporto tra intelligenza artificiale, luce e colore attraverso quattro momenti: Reconsider, Act, Realize, Share.

Rendering dell'installazione Kaleido di MAD Architects per Canva con cubi traslucidi sovrapposti illuminati in blu e viola nella hall dell'Aula Magna dell'Università Statale
MAD
Kaleido, MAD Architects per Canva. Università Statale, Milano Design Week 2026

La struttura, una composizione di cubi traslucidi sovrapposti a tre altezze, si ispira alle forme visibili all’interno di un caleidoscopio: un campo di luce dove frammenti e riflessi si moltiplicano, dando vita a uno spazio in continua trasformazione. Come spiegano i progettisti: “Frammenti, riflessi e intelligenza artificiale rimodellano l’immaginazione in possibilità in continua evoluzione.”

Il Fuorisalone 2026 non risponde alla domanda sull’AI: fino a che punto una macchina può co-creare senza togliere spazio all’uomo. La mette in scena, e lascia che siano i visitatori a portarsi a casa una risposta. Ciascuno la sua.