Il meglio del Fuorisalone 2026, le installazioni che ci hanno colpito

Da Louis Vuitton a Mario Cucinella, dall'organo che ha ripreso a suonare alla Casta Diva post-umana di MCM: le sette tappe della Milano Design Week 2026 che non dimenticheremo.

Foto di Christian Conovalu

Christian Conovalu

Esperto in Interior Design

Appassionato di interior design, ne ha fatto tema di studio spinto da sempre dalla creatività e dalla condivisione di pillole sull'abitare.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

Sette giorni, sedici distretti, oltre milleseicento eventi. Il Fuorisalone 2026 ha riconfermato e rilanciato una verità che chi frequenta da anni la Milano Design Week conosce bene: la città non ospita semplicemente il design, la citta diventa il design, in tutte le sue declinazioni.

Abbiamo attraversato i distretti, senza avere la speranza di vedere tutto, e selezionato sette tappe che, per ragioni diverse, ci hanno colpito più di altre.

Installazione Louis Vuitton Objets Nomades a Palazzo Serbelloni, Milano Design Week 2026
IPA
Louis Vuitton Objets Nomades. Palazzo Serbelloni, Milano Design Week 2026.

Louis Vuitton Objets Nomades – Palazzo Serbelloni, Brera

Louis Vuitton è tornato al Fuorisalone con la consueta eleganza e con una direzione curatoriale particolarmente riuscita. La collezione Objets Nomades 2026 è stata un omaggio a Pierre Legrain, artista dell’Art Déco e storico collaboratore di Gaston-Louis Vuitton: nel percorso espositivo di Palazzo Serbelloni, la sua toeletta in ebano laccato del 1921 (primo arredo mai firmato dalla Maison) dialogava con nuove produzioni di studi come Estudio Campana e Raw-Edges.

Ma è stato nel cortile che l’installazione ha raggiunto il suo apice. Un disegno d’archivio di Legrain diventato struttura tridimensionale, abitabile, capace di restituire la scala umana a un segno che sembrava destinato a restare su carta. L’ingresso era gratuito, e senza prenotazione: una rarità in tempi di esclusività ostentata.

Interno con pareti rivestite di carta da parati rosa e rossa, soffitto affrescato, archi e arredi contemporanei.
Elle Decor
Interno dell’Appartamento Spagnolo a Palazzo Castiglioni, Milano Design Week 2026

Appartamento Spagnolo – Palazzo Castiglioni, Corso Venezia

Alla sua terza edizione, il progetto di Elle Decor Italia e Interiors From Spain ha trovato la sua maturità. La regia creativa di StudioPepe ha trasformato Palazzo Castiglioni in un appartamento abitato da un ipotetico residente colto e curioso, che avrebbe potuto vivere tanto a Madrid quanto a Milano. Sei ambienti più giardino, arredati interamente con design spagnolo (da La Mamba Studio a Kar Durán & Miguel López) senza la minima deriva da vetrina commerciale.

Quello che ha colpito è la coerenza atmosferica: ogni stanza aveva una sua identità precisa, ma l’insieme respirava come un vero appartamento.

Un’installazione del Fuorisalone, ma anche una casa in cui ti saresti fermato volentieri a vivere.

Installazione Città delle Idee di Mario Cucinella Architects a Solferino 28, Milano Design Week 2026
Alessandra Vigna
Città delle Idee, Mario Cucinella Architects. Solferino 28, Milano Design Week 2026.

Città delle Idee – Solferino 28, Brera

Mario Cucinella Architects ha scelto il cortile del Corriere della Sera, nel distretto di Brera, per costruire qualcosa di fisico e filosofico insieme. Città delle Idee era una struttura composta da circa mille moduli in cemento e plastica stampati in 3D, che si smaterializzava in un gioco di pieni e vuoti fino a formare uno spazio collettivo, un’agorà aperta. Il progetto era il terzo capitolo di una ricerca sul futuro dell’ambiente urbano (dopo Città Miniera e Città Paradiso) realizzato per il 150° anniversario del Corriere.

Ha colpito il modello urbano che l’installazione proponeva: una “città delle idee” opposta a quelle della realtà in cui viviamo, meno concentrata e soffocante, con spazi pensati per il confronto e lo scambio.

I blocchi erano incastrati tra loro e non incollati, una scelta tecnica che rendeva l’intera struttura smontabile e più sostenibile. La loro disposizione era bellissima: i volumi si frammentavano gradualmente, creando una vera agorà.

Una proposta di grande interesse perché non si limitava a criticare il mondo di oggi, ma offriva un’alternativa concreta e sostenibile soprattutto, ma non solo, attraverso i materiali scelti.

Serotonin – Pinacoteca di Brera

Il chiostro della Pinacoteca di Brera è diventato negli anni uno degli indirizzi fissi del Fuorisalone. Quest’anno ha ospitato il progetto di Sara Ricciardi, con Serotonin – The Chemistry of Happiness per American Express. Enormi volumi gonfiabili si sono mossi lentamente nello spazio, traducendo il concetto scientifico dell’ormone della felicità in un’esperienza visiva e tattile. Quello che ha funzionato è stato il contrasto: la rigidità rinascimentale del chiostro contro la morbidezza organica delle forme gonfiabili.

Ricciardi è tra le designer italiane più interessanti del momento, e questo progetto lo ha confermato: non era decorazione, era ragionamento sul corpo e sullo spazio.

Installazione Disco on Mars di MCM e Atelier Biagetti alla Rotonda del Pellegrini, Milano Design Week 2026
Atelier Biagetti
Disco on Mars, MCM x Atelier Biagetti. Rotonda del Pellegrini, Milano Design Week 2026.

Disco on Mars – Rotonda del Pellegrini, Porta Venezia

Una delle chicche più radicali di questa edizione. MCM ha affidato ad Atelier Biagetti uno degli spazi meno frequentati del Fuorisalone, la Rotonda del Pellegrini, con il suo ultimo piano praticamente inedito, per costruire un’installazione che era fantascienza analogica, critica culturale e puro divertimento insieme, nata per celebrare i 50 anni del brand.

Il percorso si sviluppava come un videogioco: laboratorio orbitale con oggetti ibridi, pista di pattinaggio con dj robot, fino alla Diva Dome (la cupola al livello superiore, accessibile solo su invito) dove il soprano Laura Baldassari interpretava la Casta Diva dalla Norma di Bellini, rielaborata dal compositore Michele Tadini fino a suonare quasi post-umana.

È stato uno dei pochi progetti del Fuorisalone capace di essere contemporaneamente assurdo e rigoroso. E la location, che in pochi conoscevano, valeva il viaggio da sola.

Installazione Metamorphosis in Motion di Lina Ghotmeh a Palazzo Litta, Milano Design Week 2026
IPA
Metamorphosis in Motion, Lina Ghotmeh. Palazzo Litta, Milano Design Week 2026.

Metamorphosis in Motion – Palazzo Litta

Lina Ghotmeh, tra le voci più interessanti dell’architettura contemporanea, ha trasformato Palazzo Litta in un labirinto giocoso che ha attivato lo spazio storico senza alterarne la struttura. L’installazione ha introdotto un livello contemporaneo leggero e curioso, capace di offrire una pausa silenziosa, rigenerante, nell’intensità della Design Week.

Ha colpito la delicatezza dell’intervento: Ghotmeh non si è messa in competizione con il barocco lombardo del palazzo, lo ha attraversato. Un approccio raro, in un Fuorisalone dove spesso si tende a sovrastare la location invece di ascoltarla.

Installazione Anima Mundi di Dotdotdot e Geely all'Istituto dei Ciechi, Milano Design Week 2026
Dot Dot Dot
Anima Mundi, Dotdotdot x Geely. Istituto dei Ciechi, Milano Design Week 2026.

Anima Mundi – Istituto dei Ciechi, Porta Venezia

Forse l’installazione più insolita ed emozionante della settimana. Dotdotdot per Geely Auto ha restaurato un organo distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e lo ha fatto tornare a suonare dopo quasi ottant’anni.

Non con un concerto tradizionale: sensori raccoglievano temperatura, umidità e presenza dei visitatori nella Sala dell’Organo, traducendoli in una partitura dinamica che attivava lo strumento in tempo reale. È stato ciascuno di noi, entrando nella sala affrescata immersa nel buio, a produrre la musica.

Uno dei rari casi in cui tecnologia e storia si sono toccate senza che nessuna delle due soverchiasse l’altra. Un progetto che rimarrà.