Lungi dall’essere un castello che lascia il segno per la sua austerità, con quello di Dunrobin ci troviamo di fronte al classico castello delle favole, con le sue guglie coniche che svettano contro il cielo della Scozia settentrionale, sulla costa del Moray Firth. È la dimora più settentrionale tra le grandi case storiche scozzesi, ha 189 stanze e una storia che attraversa otto secoli senza interruzioni.
La storia di Dunrobin
A vivere a Dunrobin è stata una delle famiglie più influenti nella storia britannica: i Sutherland. Una casata che per secoli ha intrecciato alleanze, matrimoni strategici e proprietà su buona parte del territorio britannico, e che proprio qui ha messo radici già a partire dal Duecento. La contea di Sutherland nasce ufficialmente nel 1235, e fin da quegli anni in questo punto preciso sorge sempre qualche tipo di fortificazione. Si parla persino di un forte altomedievale precedente, le cui tracce però si sono perse nei secoli.

Anche il nome del castello ha una sua storia. “Dun Robin”, in gaelico, vuol dire “collina di Robin” oppure “forte di Robin”. L’ipotesi più condivisa fa risalire l’origine a Robert, sesto conte di Sutherland, morto nel 1427.
La costruzione originaria, quella delle prime fasi, era un mastio quadrato, fortificato, con muri di quasi due metri di spessore, volta a crociera e una posizione strategica direttamente sulla cima di una scogliera. Per circa duecento anni rimane isolata, poi cominciano gli ampliamenti: una scala, una casa sopraelevata, e nei secoli successivi una serie di interventi che trasformano gradualmente il mastio. Nel 1785 arriva un’estensione importante. Eppure il mastio originale è ancora oggi visibile all’interno del complesso, inglobato dalle aggiunte successive ma riconoscibile. Per questo Dunrobin viene ricordato come una delle abitazioni più antiche e ancora abitate dell’intera Scozia.
Il 1845 segna uno spartiacque. I Sutherland chiamano Sir Charles Barry, già autore del Parlamento di Londra, e gli affidano un compito ambizioso: ripensare il castello da capo. È il momento giusto, perché in quegli anni l’aristocrazia britannica è ossessionata dallo stile baronale scozzese: la Regina Vittoria ha appena commissionato Balmoral, e tutti vogliono qualcosa di simile per sé. Barry arriva e cambia tutto. La vecchia fortezza diventa residenza, le guglie coniche di gusto francese vengono aggiunte una dopo l’altra, e nei giardini sottostanti si comincia a vedere un’impronta che ricorda Versailles.
Settant’anni dopo, nel 1915, un incendio porta via buona parte di quel lavoro. Gli interni di Barry vengono distrutti, e il compito di ricostruirli passa a Sir Robert Lorimer, scozzese, che sceglie un approccio diverso: reinterpreta gli ambienti nello stile del Rinascimento scozzese. Negli anni della Prima guerra mondiale il castello cambia funzione e diventa ospedale navale; più tardi, tra il 1965 e il 1972, viene addirittura usato come collegio maschile. Conclusa quella parentesi, torna a essere quello che è sempre stato: una residenza privata, ancora abitata oggi.
Lo stile di Dunrobin
Decine di guglie si rincorrono lungo il profilo dell’edificio creando uno skyline che sembra ricorda il celebre castello di Cenerentola. È lo stile baronale scozzese filtrato attraverso la sensibilità francese di Barry, e l’effetto è davvero unico: nessun altro castello scozzese assomiglia così tanto a un palazzo della Loira.
L’arenaria chiara con cui è costruito amplifica questo effetto fiabesco, soprattutto nelle giornate di sole, quando le pareti sembrano quasi luminose. Le terrazze e gli ampi spazi aperti che lo circondano completano la scenografia.
Gli interni – ricostruiti da Lorimer dopo l’incendio – ci mostrano un susseguirsi di dorature, boiseries, soffitti decorati, mobili d’epoca che attraversano secoli di gusti diversi. Le 189 stanze contengono praticamente tutto: arazzi, ritratti dei conti e duchi che si sono succeduti, oggetti raccolti durante i viaggi della famiglia, una collezione di reperti che vale da sola la visita.
Il museo si trova nel parco del castello, all’interno di quello che originariamente era una residenza estiva del conte di Sutherland, ampliata poi dal terzo Duca. Dentro sono presenti diversi oggetti da collezione, come trofei di safari ottocenteschi, oggetti etnografici provenienti soprattutto dall’Africa, e una raccolta di pietre e croci pittoriche con simboli incisi millecinquecento anni fa.
I giardini del castello di Dunrobin
Se il castello è ispirato alla Francia, i giardini lo sono ancora di più. Anche qui la firma è quella di Charles Barry, che li progetta nel 1850 prendendo come modello dichiarato Versailles: due parterre simmetrici disposti attorno a vasche circolari con fontane, scalinate monumentali che scendono dal castello al verde sottostante, prospettive geometriche che incorniciano il mare sullo sfondo. In centocinquanta anni la struttura non è praticamente cambiata.

Nonostante la latitudine – siamo a nord, molto a nord – Dunrobin gode di un microclima privilegiato grazie alla Corrente del Golfo, che porta acque calde fino su queste coste e crea condizioni quasi subtropicali in alcuni angoli protetti. Ai piedi della scalinata principale cresce un cespuglio enorme di Gunnera manicata, una specie di rabarbaro gigante originario del Brasile e della Colombia, con foglie che possono superare i due metri e mezzo.
Le fucsie sono un altro vanto del giardino. I capi giardinieri storici di Dunrobin hanno selezionato nel tempo varietà proprie, e la Fuchsia ‘Dunrobin Bedder’ è ancora coltivata nelle aiuole. Le tre grandi aiuole di bosso che attraversano il giardino raccontano la stagione settimana dopo settimana: tulipani ad aprile, gerani e gigli in estate, una fioritura finale di dalie a fine agosto.
Negli anni recenti sono state introdotte alcune novità interessanti: viali di alloro toscano e sorbo bianco, piramidi di legno per le piante rampicanti, un’area in stile orto francese ottocentesco con venti grandi piramidi che sostengono le coltivazioni. Tutto rispettando lo spirito originale di Barry ma aggiungendo qualcosa di nuovo, perché Dunrobin è un giardino vivo.
Il castello di Dunrobin si può visitare?
Sì, a differenza di molte altre dimore storiche ancora di proprietà privata, Dunrobin apre regolarmente le sue porte ai visitatori. Il periodo di apertura va dal primo aprile al trentuno ottobre, sostanzialmente tutta la bella stagione delle Highlands, da quando il clima comincia a essere clemente fino ai primi freddi autunnali. La visita comprende il castello, i giardini e il museo nel parco.