Andrea Mastrovito è uno dei più interessanti e versatili artisti visivi contemporanei italiani. Vive e lavora da molti anni a cavallo tra la sua città natale e New York. Il suo nome è tornato al centro dei riflettori internazionali per un incarico di enorme prestigio: la realizzazione dell’opera sacra che completa la Torre di Gesù Cristo alla Sagrada Familia di Barcellona, la guglia più alta dell’intero capolavoro modernista di Antoni Gaudí.
Andrea Mastrovito, gli esordi e il trasferimento a New York
Nato a Bergamo nel 1978, Andrea Mastrovito si diploma all’Accademia di Belle Arti Carrara di Bergamo nel 2001. Fin da subito, pur avendo una formazione da pittore, decide di scardinare il mezzo pittorico tradizionale. Sostituisce i pennelli e i colori con strumenti da disegno più grafici e, soprattutto, con il taglierino.
Inizia a farsi notare a livello nazionale partecipando a mostre collettive e vincendo i primi riconoscimenti. Nel 2007 vince il prestigioso Premio Cairo, che lo consacra come uno dei giovani talenti più promettenti della sua generazione in Italia. L’anno successivo Mastrovito si stabilisce a New York (pur mantenendo sempre un piede e lo studio a Bergamo). Questo spostamento cambia la scala dei suoi progetti, che diventano monumentali e ambientali.
In questo periodo realizza installazioni site-specific che invadono interi spazi museali. Utilizza migliaia di libri di botanica, enciclopedie o silhouette di carta ritagliate a mano e posizionate nello spazio tramite spilli. Tra queste spiccano progetti come La Tempesta (2009) o Le Grand Ciel (2014) a Ginevra. La sua firma visiva, poetica e complessa, lo porta a esporre in istituzioni importantissime. Solo per citarne alcune, il MAXXI e la Galleria Nazionale di Roma, il Museo del Novecento a Milano, il BACC di Bangkok e il New Museum di New York.
Parallelamente al circuito dei musei d’arte contemporanea, Andrea Mastrovito sviluppa una carriera parallela di altissimo profilo legata alle committenze pubbliche e sacre. La sua capacità di unire una manualità quasi “artigianale” e antica a concetti totalmente moderni lo rende il candidato ideale per rinnovare l’iconografia religiosa. Oltre alle vetrate e alle installazioni per la grande Chiesa dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, realizza progetti permanenti in Europa e vince l’Italian Council (il prestigioso bando del Ministero della Cultura italiano).
Il progetto per la Sagrada Familia: l’Agnus Dei
L’annuncio del completamento della Torre di Gesù Cristo a Barcellona rappresenta il picco istituzionale della sua carriera, posizionandolo non più solo come artista visivo da galleria, ma come un autore capace di segnare la storia dell’architettura e dell’arte sacra globale.

Il dieci giugno, a cento anni esatti dalla morte di Antoni Gaudì, verrà inaugurata l’ultima torre della Sagrada Familia. Il maestro catalano aveva lasciato indicazioni precise: in cima, subito sotto la croce, verrà posta, a 172 metri di altezza, una statua dell’Agnello di Dio. La scultura dovrà essere realizzata da un artista del futuro, proprio Mastrovito.
Per finalizzare la monumentale Torre di Gesù Cristo, ha concepito un’opera dal profondo valore teologico e visivo: l’opera unisce perfettamente il disegno tridimensionale, la scultura e l’architettura. Sfruttando la luce naturale e i riflessi dorati, la scultura si trasforma in una vera e propria sorgente luminosa.

L’idea rispecchia la visione di Gaudí del XXI secolo: la luce che attraversa l’opera proietta e diffonde la figura di Cristo che illumina il mondo, regalando un’esperienza immersiva a chiunque visiti il culmine della basilica. Mastrovito stesso ha dichiarato la sua felicità nel sapere che la sua arte “parlerà a chiunque”, uscendo dai confini tradizionali dei musei per diventare universale.