Si parla anche di Fedez in uno dei passaggi più forti dell’intervista rilasciata da Shiva a Belve, il programma di Francesca Fagnani che da anni porta in prima serata confessioni senza filtri e dichiarazioni destinate a far discutere. Il rapper milanese, primo nella classifica Fimi con il suo ultimo album, ha affrontato senza reticenze il capitolo più controverso della sua carriera, tra guai giudiziari, carcere e rapporti tesi con il mondo del rap italiano.
Shiva a Belve contro Fedez
A Belve Shiva ha accusato Fedez di non aver preso posizione a suo favore durante il periodo più delicato della sua vicenda giudiziaria. Il riferimento è al movimento #FreeShiva, nato qualche anno fa per sostenere il rapper durante la detenzione e al quale, secondo lui, molti colleghi avrebbero aderito, tranne l’ex marito di Chiara Ferragni.
“Aveva portato delle rime che lui reputava misogine in una puntata di Muschio Selvaggio; il Gip che mi ha interrogato era donna, m’ha messo in condizioni difficili”, ha ricordato il rapper il cui vero nome è Andrea Arrigoni.
Francesca Fagnani ha provato a ridimensionare la questione: “Però non è mica colpa di Fedez che le ha lette, nel caso di chi le ha scritte”. Ma Shiva è rimasto fermo sulla sua posizione, lasciando emergere un risentimento che sembra ancora molto presente: “Fedez non si è mai esposto su di me e l’unica volta che lo ha fatto è stato nel momento più critico della mia carriera… Mi ha danneggiato”.
La sparatoria, il carcere e quella pistola mai ritrovata
A Belve si è dunque parlato con Shiva del periodo più turbolento della sua vita: la sparatoria del 2023, l’arresto e la successiva condanna per tentato omicidio. Un caso ancora molto discusso, sorto dopo quello che il cantante ha definito un’aggressione subita da parte di due ragazzi.
Secondo la ricostruzione, Shiva avrebbe reagito impugnando una pistola e sparando, ferendo entrambi alle gambe. Dopo il patteggiamento, gli è stata concessa una riduzione della pena e ora si trova in libertà con obbligo di firma.
Francesca Fagnani ha affrontato il tema in modo diretto, com’è nel suo stile, soffermandosi su un dettaglio rimasto senza risposta: l’arma. “La pistola non è mai stata trovata, che fine ha fatto?”, ha chiesto la giornalista. Shiva ha sorriso appena per poi rispondere con una frase secca: “Non ne ho idea”.
Un passaggio breve, ma sufficiente a lasciare aperti interrogativi su una faccenda che continua a dividere opinione pubblica e fan. Shiva, però, ha deciso di evitare ulteriori approfondimenti preferendo spostare l’intervista su un piano più personale.
La nascita del figlio e il dolore di crescere senza un padre
Il momento più intenso dell’intervista è così arrivato quando Shiva ha parlato della nascita del suo primo figlio, avvenuta mentre si trovava in carcere. Un ricordo che lo ha commosso visibilmente e che mostra un volto molto diverso da quello del “bad boy” spesso raccontato dai media.
“Non mi hanno accettato il permesso. Di solito si accettano anche in casi di reati più gravi”, ha confidato con amarezza. A segnargli quel momento così importante sono stati dei fuochi d’artificio, esplosi fuori dal carcere per annunciargli la nascita del bambino. “Quando ho sentito i fuochi ho pianto tantissimo”, ha confessato.
Da lì il discorso si è allargato alla sua storia familiare e all’assenza del padre: una mancanza che ha inciso profondamente sulla sua crescita. “Nella vita cosa era giusto o sbagliato l’ho dovuto capire da solo. E per capirlo ho dovuto sbagliare”.
Parole che evidenziano un percorso fatto di cadute, errori e tentativi di riscatto. Oggi Shiva si trova in cima alle classifiche ma il successo non cancella certe ferite.