Vivere da celiaco senza esserlo fa male

Vivere da celiaco senza esserlo può fare molto male: ecco i rischi della dieta gluten free

Vivere da celiaco senza esserlo può fare molto male. A svelarlo alcune ricerche scientifiche secondo cui la dieta senza glutine potrebbe rivelarsi dannosa se seguita da chi non è celiaco. Negli ultimi anni la dieta gluten-free è diventata una vera e propria moda. In tanti infatti sono convinti che questo regime alimentare sia ottimo per perdere peso e stare in salute. In realtà la verità non è proprio questa, eliminare il glutine dalla propria dieta infatti potrebbe essere molto dannoso.

Il problema è legato soprattutto all’ampia diffusione di alimenti confezionati gluten-free. Parliamo di biscotti e merendine, ma anche cracker, grissini e barrette senza glutine che si trovano in tutti i supermercati e negli store online. Tutti questi prodotti sono privi di glutine, ma sono anche ricchi di grassi saturi, conservanti e additivi dannosi per la salute. Su questo tema il dottor Jason Wu del George Institute for Global Health ha realizzato in Australia uno studio in cui ha analizzato 3200 prodotti alimentari. La ricerca ha evidenziato come i cibi confezionati e senza glutine non solo siano più cari, ma abbiano anche un profilo nutrizionale peggiore rispetto ai prodotti consumati da chi non è celiaco. Fra i cibi esaminati ci sono stati pane, pasta, biscotti e prodotti da forno. Questi contenevano un livello inferiore di proteine, ma moltissimo sale e zucchero.

“Pur non potendo fare generalizzazioni, se non c’è motivo per consumare alimenti senza glutine si peggiora inutilmente la dieta – ha spiegato Andrea Ghiselli di Alimenti e Nutrizione, uno dei Centri di ricerca Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria) -. Non è un grosso peggioramento, si perde qualche proteina, qualche vitamina, usando i cereali tipicamente senza glutine, ma nulla di importante […] Il problema invece si verifica per il consumo di prodotti da forno senza glutine. In questi prodotti, per una corretta consistenza si deve ricorrere a presidi tecnologici, come il ricorso ad additivi, a grassi, a volte a zucchero. Un ulteriore problema – ha aggiunto – è l’indice glicemico. Un alimento che non contiene glutine, ha generalmente un indice glicemico maggiore. Si tratta di un elemento almeno teoricamente peggiore. Insomma per qualsiasi cosa, anche in nutrizione, si deve tenere conto del rapporto rischio/beneficio. Se il beneficio non c’è rimangono solo i rischi”.

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