Sugar face e acne: quando troppi zuccheri fanno male alla pelle

Invecchiamento cutaneo, acne, borse sotto gli occhi: zuccheri e carboidrati contenuti nei cibi raffinati possono dare origine a una condizione chiamata Sugar Face

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Luana Trumino

Editor specializzata in Salute&Benessere

Non solo sovrappeso, diabete e malattie cardiovascolari. Una dieta con troppi zuccheri fa male anche alla pelle del viso, facendolo sembrare più vecchio. È il fenomeno che gli inglesi chiamano Sugar face, cioè faccia di zucchero. Il risultato? Pelle asfittica e grassa, spesso con acne, borse e occhiaie sotto gli occhi, comparsa di rughe. 

Una dieta squilibrata ricca di alimenti ad alto indice glicemico è la più grande responsabile di questa condizione che inevitabilmente invecchia la pelle. Cosa evitare, dunque, e cosa portare in tavola per prevenire la degenerazione? Ne parliamo con la prof.ssa Pucci Romano, dermatologa e presidente Skineco e autrice dei libri “Beauty food. La dieta della bellezza” (Sperling & Kupfer) e “Un’amica per la pelle” (Giunti) in cui dedica un approfondimento proprio a questo argomento.

Il ruolo di zuccheri e carboidrati

Sotto la lente degli scienziati, nella comparsa della Sugar face, ci sono i cibi ricchi di zuccheri e carboidrati come i dolci preconfezionati o precotti. “Si è scoperto – spiega l’esperta – che tra le proteine del derma, collagene ed elastina, e i carboidrati semplici si formano legami chimici che danneggiano le proteine in questione, ‘strozzandole’ e impedendo quindi i processi rigenerativi del derma, tanto importanti per il mantenimento della salute cutanea. Questo evento negativo è chiamato glicazione ed è causa di invecchiamento cutaneo”. 

“Bisogna però chiarire che la glicazione è anche un processo fisiologico che, quando avviene naturalmente e quindi sotto il controllo dell’organismo, non produce danni. In condizioni particolari, invece, per esempio in presenza di un’elevata concentrazione di zuccheri, la glicazione può verificarsi in maniera incontrollata provocando danni a carico del derma; questo secondo tipo di glicazione (che possiamo definire negativo) dipende direttamente dall’alimentazione”. 

Cosa evitare

Primo suggerimento, fare attenzione all’indice glicemico degli alimenti. I primi studi relativi a questo argomento, effettuati in America già nella prima metà degli anni cinquanta, erano proprio rivolti a monitorare quanto la dieta iperglucidica tipica degli americani condizionasse l’equilibrio biochimico e metabolico di una persona. 

“Nel 1945 – racconta la prof.ssa Pucci Romano – gli endocrinologi americani Urban e Lentz dimostrarono che un abbassamento dell’assunzione di zuccheri ne riduceva sensibilmente la presenza nella pelle. Gli zuccheri, a livello del derma, risultavano essere legati a proteine, dando vita ai cosiddetti Ages (Advanced Glycation End-products), ovvero prodotti derivati dal processo di legame glico-proteico”. 

“Attenzione, dunque, ai cibi troppo raffinati e ai prodotti dolciari preconfezionati. Limitare le fritture (farle solo a casa), evitare le bevande gasate e zuccherate, ridurre o dimezzare la quantità di zucchero indicata nelle ricette, ridurre il consumo di miele, dolci, gelati, torte, paste, prodotti da forno, confetture. In generale, bisogna preferire alimenti a basso indice glicemico”, prosegue la dermatologa. 

Cosa mangiare

“Frutta e verdura crude innanzitutto. Poi preferire il pane integrale a quello di farina bianca e abbondare con le spezie. Contro la glicazione si sono rivelate utilissime la cannella, la curcuma, l’origano e lo zenzero”, suggerisce la prof.ssa Romano. 

“Inoltre, per cautelarsi da questi temibili acceleratori del processo di invecchiamento è utile sapere che la formazione degli Ages non avviene solo quando c’è un aumento di zuccheri ma deriva anche dal cambiamento di conformazione delle proteine determinato dalle alte temperature (oltre i 120 °C): la cottura in forno, sulla griglia o la frittura aumentano sensibilmente la presenza di questi prodotti nei cibi che consumiamo. Per fare un esempio pratico, la crosta abbrustolita del pane ha un contenuto di Ages notevolmente superiore a quello della mollica”. 

Zuccheri e acne

Studi recenti hanno evidenziato come l’aumentata produzione di insulina, in una dieta ricca di alimenti ad alto indice glicemico, favorisca o comunque peggiori l’acne. 

“Ciò avviene perché l’insulina in eccesso si comporta da stimolatore degli ormoni androgeni, responsabili dell’irritazione delle ghiandole sebacee e del loro squilibrio metabolico”, chiarisce l’esperta. “Non a caso, se focalizziamo l’attenzione sulla dieta abituale degli adolescenti, salta subito all’occhio quanti carboidrati assumano: pizza, focaccia, panini ed enormi quantità di pasta sono tra i cibi maggiormente consumati. Al contrario, è stata segnalata l’assenza di malattie a carico delle ghiandole sebacee come acne, dermatite seborroica, alopecia androgenetica in alcune tribù primitive della Papua Nuova Guinea e del Paraguay, che seguono un’alimentazione perlopiù vegetariana e assumono carboidrati da frutta e verdura”.

“Dal momento che i processi di glicazione si innescano già alla fine del primo ventennio di vita, e che risulta quasi impossibile riparare successivamente – conclude la professoressa Pucci Romano – l’arma più efficace per arginare il problema e diminuirne sensibilmente gli effetti è la prevenzione”.