Peyote: cos’è e che effetti provoca

Il peyote è un cactus dall’azione allucinogena usato dalle comunità indigene nelle cerimonie religiose e di purificazione e a scopo terapeutico

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

Il peyote, noto anche come mescal, è una piccola pianta della famiglia delle Cactaceae che cresce nelle aree desertiche di Texas e Messico del Nord. Il nome botanico è Lophophora williamsii e si tratta di una specie con fusto carnoso privo di spine, dalla forma globosa e di dimensioni di dieci centimetri di diametro al massimo e poco più di dieci in altezza. Il fusto del peyote è diviso in costole sporgenti suddivise in tubercoli dal cui apice si sviluppa un fiore solitario che può essere bianco, rosa o giallo. La droga del peyote viene chiamata “bottoni di mescal” ed è rappresentata dal fusto.

La raccolta avviene a mano dalle popolazioni locali, dopodiché i fusti vengono tagliato in fette sottili che vengono essiccate e assunte durante le cerimonie religiose. Il peyote contiene infatti numerosi alcaloidi dall’azione allucinogena e vengono adoperate durante i rituali. I bottoni di mescal possono essere consumati così come sono oppure usati per preparare tisane psicoattive o, ancora, ridotti in polvere fine e fumati con tabacco o marijuana. I principi attivi del peyote possono anche essere estratti o sintetizzati in laboratorio e impiegati per realizzare pillole e preparazioni liquide, venduti chiaramente in modo illegale.

Effetti

I fusti del peyote o bottoni di mescal contengono numerosi alcaloidi tra cui mescalina, tiramina e loro derivati. Tra gli alcaloidi presenti nel peyote, la mescalina è la più abbondante e gli effetti di questa droga sono attribuiti proprio a questa sostanza. L’assunzione di peyote o di prodotti a base di mescalina provoca effetti simili a quelli dell’LSD e di altri allucinogeni, tra cui troviamo una bevanda consumata in Perù e Bolivia ottenuta da un altro cactus, l’Echinopsis pachanoi.

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