Mia cognata è una vipera. Ma ho imparato a sopravvivere

E credetemi quando vi dico che chiamarla invidiosa e cattiva è un eufemismo, perché lei è molto di più. È velenosa, ma ho imparato a gestirla

C’era una volta l’entusiasmo, la gioia e l’illusione di far parte di una nuova famiglia, quella di mio marito. Erano i tempi in cui, nonostante tutti gli avvertimenti da parte delle amiche che ci erano già passate, ero davvero convinta di potermi integrare in questa nuova famiglia e magari, trovare in mia cognata, la sorella che non ho mai avuto.

E vi confesso che, in un primo momento, tutto questo mi sembrava davvero possibile. Ho sfatato il mito della suocera terribile, perché ho trovato una donna molto discreta, disponibile e gentile. La vera rivelazione, in negativo s’intende, è stata proprio la sorella di mio marito che non mi ha mai reso la vita facile.

E attenzione perché non l’ha fatto in maniera plateale, no. Lei mi ha illusa, giorno dopo giorno, di avermi accettata come parte della famiglia, salvo poi agire subdolamente alle mie spalle. Credetemi quando vi dico che chiamarla invidiosa e cattiva è un eufemismo. Per lei ho scelto il termine vipera, e mai parola fu più azzeccata di questa.

Perché mia cognata è velenosa, e lo è nella misura in cui non si limita a non sopportarmi o ignorarmi, che forse sarebbe la soluzione migliore per il quieto vivere di tutti, no. Lei vuole avvelenare a tutti i costi il rapporto con mio marito. Vuole strapparlo dalle mie grinfie perché sì, mi descrive agli occhi di tutti come una megera incantatrice.

Perché secondo lei sono stata io a portarle via gli affetti del suo amato fratellino, quando io volevo solo un lieto fine che includesse anche la mia nuova famiglia. Così dopo i primi falsi complimenti, corredati da abbracci e regali, è iniziata una vera e propria guerriglia. E lo ammetto, in un primo momento sono caduta nelle sue provocazioni rispondendo alle sue battute e ripagandola con la stessa moneta.

Ma ho capito che fare il suo stesso gioco danneggiava me, mio marito e la famiglia intera. Era una questione di sopravvivenza e avrebbe vinto il più forte, e io lo ero. E non perché giocando a braccio di ferro l’avrei sconfitta, ma perché ero, e sono migliore delle gelosie, delle invidie e delle insicurezza che la lacerano.

Così, dotata di pazienza e tanta forza di volontà, ho iniziato a rispondere alle sue provocazioni con i sorrisi, alle sue parole dure e crude con la gentilezza, alla sua invidia con la compassione. Volete sapere se è cambiato qualcosa? La strada è ancora lunga, ma a combattere da sola, sono certa che prima o poi si stancherà. E se è vuole continuare la guerra, quello che è certo, è che da parte mia non troverà terreno fertile.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Mia cognata è una vipera. Ma ho imparato a sopravvivere