Lime: proprietà, come si mangia e differenze con il limone

Ricco di vitamina C e antiossidanti, è un alimento utile anche nelle diete dimagranti e per combattere il colesterolo

Luana Trumino Editor specializzata in Salute&Benessere

Come indicato dalla “x” nella nomenclatura binomiale, il lime (o limetta in italiano) è un frutto ibrido appartenente alla famiglia degli agrumi ottenuto dall’incrocio tra il Citrus micrantha e il cedro (Citrus medica).

Proprietà 

Il componente più noto è sicuramente la vitamina C (100 g di lime forniscono circa il 35% del valore giornaliero consigliato), costituendo un valido alleato per la funzionalità del sistema immunitario. È infatti dotato di un effetto antisettico e battericida naturale tra i più potenti.

Tra le sue azioni, c’è anche quella di combattere il colesterolo grazie alla presenza di esperidina, in grado di abbassare il livello dei trigliceridi.

Notevole è anche la percentuale di acqua e di acido citrico a fronte di un ridotto contenuto di zuccheri, che lo rendono – oltre che uno dei frutti capaci di idratare l’organismo – anche un alimento tra i meno calorici, tanto da poter essere proposto utilizzato nel trattamento del diabete. Le sue calorie sono fornite soprattutto da zuccheri semplici, seguiti marginalmente da proteine a basso valore biologico e da grassi insaturi. Questi sono privi di colesterolo e apportano una discreta quantità di fibre solubili.

Polpa e buccia di lime contengono poi varie sostanze fitochimiche attive e utili per l’organismo, tra cui soprattutto i polifenoli e i terpeni. Si tratta di molecole bioattive con funzione antiossidante capaci di contrastare i dannosi radicali liberi dell’ossigeno, responsabili di degenerazione e invecchiamento.

Grazie alla sua acidità, il lime si rivela efficace nella nausea da ipo o da iperacidità, ma solo se assunto in gocce o sotto forma di fettina spolverata di zucchero. 

Infine, è considerato dalla comunità scientifica uno dei migliori cibi per il benessere sessuale maschile, poiché possiede un effetto vitalizzante che può essere sfruttato nei casi di oligoastenospermia.

Come si mangia

Si tratta di un ingrediente molto comune nei piatti messicani, vietnamiti e tailandesi. Viene infatti utilizzato per condire il ceviche (piatto dell’America Latina a base di pesce crudo) o in alcune ricette di guacamole di avocado.

In Italia rappresenta un ingrediente ideale per la formulazione dei cocktail (come gin tonic e margarita, ma anche mojito, caipiroska e caipirinha) o per la realizzazione di limonate. Le sue qualità, unite ad aroma e gusto decisi e particolari, rendono il lime adatto alla realizzazione di molte ricette, dalle frittelle di pesce, che sfruttano le foglie di questo frutto, quasi altrettanto profumate, alle capesante, dai gamberoni agli involtini primavera.

Si può trovare anche conservato in barattolo (lime pickle) o in forma secca usato come spezia. 

ll sapore è acidulo ed emette un profumo fresco e piacevole.

Differenze con il limone

A differenza del limone, tipico dei Paesi mediterranei, il lime dalle nostre parti è poco diffuso perché il clima mediterraneo non costituisce l’habitat ideale per questo frutto, che preferisce il clima tropicale.

La polpa non presenta i semi, mentre la buccia è particolarmente sottile. Si coglie tra giugno e settembre, quando la scorza è ancora verde, per godere appieno del suo profumo.

Controindicazioni

Il lime si presta a qualunque regime alimentare. Tuttavia, in caso di gastrite gastroduodenale in fase acuta, è sconsigliabile mangiarlo o berne il succo a stomaco vuoto. Non è adatto nemmeno nelle dissenterie che non siano di origine microbica o virale. È controindicato nell’insonnia e nell’ipereccitabilità neurologica.

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