Fichi, proprietà, calorie ed effetti sull’intestino

Zuccherini ma non troppo calorici, i fichi possono creare fastidi in caso di sindrome del colon irritabile

Frutti degli alberi della famiglia Ficus Carica, i fichi sono caratterizzati da diverse proprietà benefiche che è bene conoscere.

Prima di entrare nel vivo di questo aspetto, è bene specificare che in natura esistono diverse varietà di fichi. Tra queste è possibile ricordare i fichi primaticci, che raggiungono la massima maturazione sul finire della primavera, ma anche i cosiddetti fichi forniti, che maturano invece in estate.

Caratterizzati da un sapore molto dolce, i fichi hanno il pregio di contenere zuccheri facilmente assimilabili. Contraddistinti da un apporto energetico pari a 50 calorie per singolo etto a fresco (per i fichi secchi si parla invece di più di 200 calorie ogni 100 grammi), i fichi contengono anche diversi minerali importanti per la nostra salute, come per esempio calcio, potassio e ferro. Da non trascurare è inoltre la presenza di vitamine dei gruppi A e B e quella della vitamina C.

Ottimi alleati della digestione grazie al contenuto di enzimi che favoriscono il processo in questione, i fichi sono noti pure per i loro benefici antinfiammatori. Vengono infatti utilizzati per la preparazione di impacchi contro ascessi, ma anche in caso di episodi di gonfiore.

Molto interessante è senza dubbio la loro influenza sulla funzionalità intestinale. A tal proposito, si parla spesso di un’importante efficacia lassativa dovuta alla presenza dei semi e delle sostanze zuccherine, il cui ruolo è considerato decisivo contro la stipsi.

Negli ultimi anni, grazie alle numerose ricerche sulla centralità del benessere intestinale, si parla sempre di più di alimenti FODMAP, ossia di cibi caratterizzati dalla presenza di oligo-mono-disaccaridi fermentabili e polioli. Come ricordato dagli esperti della Fondazione Veronesi, queste sostanze accentuano i sintomi della sindrome del colon irritabile (crampi addominali, meteorismo, diarrea o stitichezza, muco delle feci).

Tra i cibi che le contengono, è possibile ricordare anche i fichi. Se si soffre della succitata sindrome, per evitare problemi è opportuno chiedere consiglio sia al medico curante sia al gastroenterologo di riferimento prima di iniziare ad assumere questi frutti. La medesima cautela andrebbe adottata anche in caso di sensibilità al glutine (condizione diversa dalla celiachia).

Come ricordato dal Dottor Umberto Volta, accademico presso l’Università di Bologna e personalità scientifica di spicco dell’Associazione Italiana Celiachia, una dieta contraddistinta da un basso contenuto di FODMAP è in grado di attenuare la sintomatologia della NCGS (Non Celiac Gluten Sensitivity), che comprende anche problematiche relative alla funzionalità intestinale. Sottolineiamo infine che tra le controindicazioni dei fichi sono presenti pure l’obesità e il diabete mellito.

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