Cistite in spiaggia: regole e alimentazione per prevenirla

Tra caldo, costume bagnato e disidratazione aumenta il rischio di fastidi urinari. Ecco le strategie supportate dalla scienza per proteggere la salute delle vie urinarie durante l'estate.

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Biagio Flavietti

Farmacista e nutrizionista

Farmacista e nutrizionista, gestisce dal 2017 una pagina di divulgazione scientifica. Appassionato di scrittura ed editoria, lavora come Web Content Editor per alcune realtà del settore farmaceutico e nutrizionale.

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Se per molti l’estate è sinonimo di mare e giornata all’aria aperta, per molte altre persone può rappresentare la ricomparsa di uno dei disturbi più comuni e fastidiosi: la cistite. Viene stimato che circa il 50% delle donne vada incontro nel corso della sua vita almeno una volta a un episodio di cistite o un’infezione delle vie urinarie e di queste circa un quarto sviluppi delle recidive.

Durante i mesi estivi, comportamenti come restare a lungo con il costume bagnato, idratarsi poco o trattenere l’urina durante una giornata all’aria aperta possono favorire condizioni che aumentano il rischio di contrarre o riacutizzare l’infezione.

Per fortuna, nella maggior parte dei casi bastano piccole accortezze quotidiane per ridurre al minimo il rischio di contrarre l’infezione. Da una regolare idratazione fino a un’igiene intima corretta, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale per evitare questi fastidi estivi. In questo articolo del magazine di DiLei cercheremo di capire cosa dice la letteratura scientifica in merito e quali consigli alimentari seguire per trascorrere un’estate al riparo dalla cistite.

Perché in estate aumenta il rischio di cistite?

La cistite è un’infiammazione che colpisce la vescica e nella maggior parte degli episodi è causata da infezioni batteriche. Tra i principali responsabili c’è l’Escherichia coli, ovvero un batterio normalmente presente all’interno dell’intestino, che può raggiungere le vie urinarie e moltiplicarsi nella vescica, generando un processo infettivo.

Il caldo dell’estate non è la causa diretta della cistite, ma crea una serie di condizioni favorevoli alla comparsa di questa infezione. Infatti, l’aumento della sudorazione può portare a squilibri elettrolitici e disidratazione. Se non si beve a sufficienza, non si produrrà urina in quantità adeguata a creare il “naturale lavaggio” delle vie urinarie, che contribuisce anche all’allontanamento dei batteri patogeni.

Inoltre, in questo periodo può capitare di rimanere a lungo con il costume bagnato e quindi di creare un ambiente caldo-umido, che può favorire l’alterazione della flora batterica locale e predisporre a diversi tipi di infezione. Anche il fatto di trattenere l’urina per molte ore può garantire ai batteri il tempo sufficiente per aderire alle mucose vescicali, moltiplicarsi e instaurare un processo infettivo.

Le regole da seguire in spiaggia

Idratarsi con regolarità

L’idratazione rimane uno dei cardini principali della strategia per evitare cistite e altre infezioni urinarie. Infatti, secondo le linee guida dell’European Association of Urology, un apporto adeguato di liquidi durante il giorno può ridurre il rischio di numerose infezioni urinarie ricorrenti. Bere permette non solo di idratare bene i tessuti e renderli più resistenti all’attacco dei patogeni, ma svolge anche una vera e propria azione di lavaggio meccanico della vescica, che favorisce l’eliminazione dei batteri attraverso l’urina.

In estate è consigliabile distribuire bene l’assunzione dei liquidi nell’arco dell’intera giornata, senza mai aspettare di avvertire la sensazione di sete. Questa, infatti, è un campanello d’allarme che ci fa capire che il corpo è già in uno stato di disidratazione. Per avere una corretta distribuzione dell’acqua durante la giornata potrebbe essere utile immaginare di bere un bicchiere d’acqua ogni mezz’ora, aumentando ovviamente l’assunzione di liquidi in caso di caldo eccessivo e sudorazione.

Per approfondire la tematica, leggi lo speciale “Quanta acqua bevi davvero ogni giorno? Il metodo del nutrizionista per calcolare il tuo fabbisogno reale”.

Cambiare il costume appena possibile

Anche se può sembrare un consiglio scontato, indossare un costume bagnato o umido per diverse ore può alterare l’equilibrio della zona genitale, favorendo la comparsa di irritazioni e alterazioni del microbiota locale. Questo significa non solo la formazione di bollicine e arrossamenti, ma anche la predisposizione a infezioni urinarie, soprattutto nel sesso femminile. L’anatomia della donna, infatti, predispone più facilmente a infezioni di tipo vaginale o urinario. Inoltre, la vicinanza con la zona anale e il fatto che l’uretra sia molto più corta rispetto a quella degli uomini possono favorire una facile risalita di germi e batteri patogeni a livello vescicale.

Per questo motivo, dopo un bagno è bene lavarsi accuratamente e, se possibile, utilizzare anche un detergente delicato, che igienizzi senza aggredire la cute e senza alterarne il normale equilibrio di pH e microbiota. Dopodiché è necessario asciugarsi con cura e cambiare il costume con della biancheria pulita.

L’alimentazione estiva può aiutare a prevenire la cistite

L’alimentazione da sola non è in grado di prevenire la cistite o le infezioni urinarie; tuttavia, esistono degli alimenti che possono contribuire a creare condizioni sfavorevoli allo sviluppo di infezioni urinarie. Come già detto, l’acqua assunta nelle giuste quantità può favorire una riduzione del numero di episodi di cistite ricorrente nelle donne predisposte. L’obiettivo è quello di mantenere le urine chiare e abbastanza limpide e una minzione frequente, in modo da allontanare eventuali germi patogeni presenti a livello vescicale.

Non va trascurata l’assunzione di frutta e verdura ricche d’acqua, come anguria, melone, cetrioli, zucchine, pesche, albicocche e frutti di bosco. Tali alimenti, oltre a fornire un buon apporto d’acqua, sono importanti anche perché ricchi di vitamina C, polifenoli e altre molecole antiossidanti che aiutano a supportare il corretto funzionamento delle difese immunitarie e quindi riducono il rischio di insorgenza di infezioni, anche urinarie.

Il caso del mirtillo rosso

Una menzione particolare va al mirtillo rosso americano (cranberry), poiché è l’alimento più studiato per quanto riguarda la prevenzione della cistite. Il suo elevato contenuto di proantocianidine di tipo A sembra ridurre la capacità dell’Escherichia coli di aderire alle pareti della vescica, ostacolando così l’inizio dell’infezione.

Una recente revisione Cochrane ha confermato che i prodotti a base di cranberry possono ridurre il rischio di infezioni urinarie ricorrenti in alcune categorie di pazienti, soprattutto donne con episodi frequenti. È importante ricordare che il cranberry non sostituisce la terapia antibiotica quando l’infezione è già presente.

Alimenti da evitare

Pur non essendo definitive le evidenze scientifiche su questo argomento, molti specialisti concordano sulla limitazione temporanea di bevande alcoliche, caffè, peperoncino, spezie e bibite gassate zuccherate, che in grandi quantità possono irritare la mucosa vescicale in soggetti particolarmente predisposti e quindi peggiorare i sintomi della cistite.

Integratori e intervento del medico

In commercio sono disponibili moltissimi integratori per la prevenzione delle infezioni urinarie e della cistite, che contengono al loro interno estratti standardizzati di mirtillo rosso, probiotici e D-mannosio. Quest’ultimo zucchero semplice è capace di legarsi alle fimbrie dei batteri, impedendo loro di aderire all’epitelio vescicale e favorendone così l’eliminazione attraverso le urine. Non tutte le cistiti, però, possono essere gestite attraverso l’automedicazione o l’utilizzo di integratori alimentari. È infatti opportuno consultare il medico se compaiono sintomi come:

  • febbre;
  • dolore lombare;
  • sangue nelle urine;
  • sintomi molto intensi;
  • episodi ricorrenti;
  • mancato miglioramento entro 48 ore.

Una terapia antibiotica, quando necessaria, deve essere prescritta dal medico sulla base della valutazione clinica.

Fonti bibliografiche:

 

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.