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Barefooting: tutti i benefici di camminare scalzi

Sei alla ricerca di un’esperienza sensoriale unica nel suo genere? Scopri i benefici del camminare a piedi nudi lungo percorsi situati ad esempio tra i boschi, come quelli nel Trentino.

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Esiste un’attività da fare all’aperto che possa offrire un’esperienza rigenerante? La risposta è sì e porta il nome di barefooting, ovvero “camminare scalzi”. Consiste nel percorrere a piedi nudi sentieri suggestivi che stimolano i sensi, ritrovando così il contatto con la natura. In questo modo, si riescono a percepire quelle vibrazioni e sfumature del terreno calpestato, che non è invece possibile avvertire con indosso le calzature. Il risultato? Una sensazione di benessere senza eguali.

La composizione del suolo su cui si poggiano i piedi, dipende molto dal posto e dal percorso scelto. E in Italia ci sono diversi luoghi dove è possibile farlo. Il Trentino, ad esempio, complici le bellezze naturali, gli scorzi mozzafiato e la natura che fa da padrona, ospita tanti percorsi ad hoc dove praticare barefooting.

Infatti, ai sentieri naturali e ben segnalati, si affiancano anche quelli organizzati da strutture specifiche: in entrambi i casi si tratta di percorsi battuti, per cui non ci si deve preoccupare di ostacoli o pericoli che potrebbero interrompere la magia dell’esperienza. D’altronde, l’idea di fondo è di non badare a ciò che si calpesta, piuttosto a sentire il proprio respiro e il proprio corpo.

cascata trentino

Cascata © Trentino Marketing – D. Molineris

C’è chi pratica il barefooting da tempo, chi invece ne ha sentito parlare e vorrebbe saperne di più. Con il supporto di Sara Zappini, direttrice delle Terme di Rabbi, in Val di Sole, andiamo alla scoperta dei segreti e dei benefici di questa semplice, ma suggestiva attività nel cuore del Trentino.

Perché camminare a piedi nudi?

«È vero che non camminiamo più a piedi nudi, ma tornare a farlo in un territorio pulito, protetto e di qualità, diventa un’esperienza fuori dal comune. Molto semplice per i bambini, per un adulto può diventare quasi una difficoltà. Il barefooting fa sì che camminando a piedi nudi, si vada a stimolare il tatto e a sollecitare il piede, producendo diversi benefici. Nello specifico, questa attività:

  • rafforza il sistema immunitario;
  • riattiva la circolazione;
  • esercita i muscoli del piede;
  • contrasta i dolori muscolari dopo l’attività fisica.

Inoltre, vengono respirati monoterpeni, ovvero sostanze che portano a respirare più lentamente, ma con una respirazione più ampia. Questo fa sì che entri più ossigeno e in generale “aria buona”, (considerata la zona in cui ci si trova), andando così a contrastare la produzione di sostanze causate dallo stress», spiega la direttrice.

Come praticare barefooting: consigli e tecnica

«Si inizia togliendosi le scarpe e sentendo cosa ci trasmette il contatto del piede con il suolo. I percorsi possono presentare diversi fondi (uno morbido, uno caldo, uno freddo, uno nell’acqua, uno sulla roccia), per cui la prima volta consigliamo di essere sciolti e di tenere anche dei bastoncini tra le mani se si è avanti con l’età. Questo perché si potrebbe avvertire una sensazione di perdita di equilibrio, cosa che non dovrebbe accadere perché così si crea uno stress alla colonna vertebrale. È bene quindi partire molto rilassati, respirare, fare passi molto lenti da abbinare al respiro.

Il modo in cui viene messo il peso sul piede incide molto. I movimenti sono due: o tallone punta, o punta tallone e si fanno entrambi. Nello specifico, si fa in modo che la pianta del piede venga a fare un movimento completo, così da comprendere anche quello delle dita (si tratta di uno di quei movimenti che di solito non facciamo indossando le scarpe).

Ad apportare molti vantaggi è lo sbalzo termico che si può ottenere camminando dapprima a piedi nudi in un torrente freddo e poi andando su pietre riscaldate dal sole. Si inizia così a fare una ginnastica vascolare che va a stimolare in modo naturale la circolazione del sangue e della linfa, dal basso verso l’alto, contrastando eventuali gonfiori. È ideale fare questo tipo di percorso a piedi nudi anche solo per 10 minuti, magari al termine di una bella passeggiata in montagna. Questo perché dà beneficio immediato alle gambe, rigenerandole», continua la direttrice delle Terme di Rabbi.

kneipp val di rabbi

Kneipp in Val di Rabbi © Trentino Marketing – PillowLab

Dove praticarlo

«Di questi percorsi ce ne sono diversi, ad esempio nel Trentino, e sono per lo più gratuiti e liberi. Sono quelle cose che si trovano mentre si cammina, oppure come nel caso di strutture ben organizzate, si fa un’attività guidata che è utile soprattutto per le primissime volte. L’esperienza alpina di tornare a lavorare sui sensi camminando scalzi, può essere poi riprodotta anche in un altro luogo come un parco cittadino».

In montagna

«Ci sono percorsi organizzati in modo tale da alternare i materiali e le temperature e questo fa sì che in un percorso di 500-700 metri, vengano concentrati una varietà di elementi e terreni. I percorsi di barefooting sono fatti di solito in piano, perché nella fase di avvicinamento, il movimento del piede deve essere sicuro. In alta montagna ce ne sono molto meno».

I monti dell’Alpe Cimbra, ad esempio, regalano emozioni uniche a coloro che amano la montagna e le rotte meno battute. Qui, si può sperimentare la camminata a piedi nudi in tutte le stagioni dell’anno, immergendo i piedi nei freschi torrenti e appoggiandoli sull’erba nelle stagioni più calde. Ma anche calpestando le foglie secche sul terreno in autunno e la neve in inverno.

«Nella stagione invernale poi, ci potrebbe essere qualche controindicazione per il freddo e il ghiaccio. Quindi, i percorsi di barefooting saranno molto più brevi e al freddo verrà alternato subito il calore», specifica la direttrice delle Terme di Rabbi.

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Alpe Cimbra © Apt Alpe Cimbra

Tra i boschi

Tra i percorsi sensoriali da provare senza le scarpe, c’è quello in Val di Flemme. Nel bosco di Bellamonte, tra caprioli, picchi e scoiattoli, ci si immerge tra i suoni e i profumi degli alberi, camminando su erba, sassi e cortecce. Si tratta di una passeggiata ben segnalata di 2.9 chilometri e con un dislivello di 225 metri.

In Val Nambrone invece, e a breve distanza da Madonna di Campiglio, si trova il percorso n.5 del Dolomiti Natural Wellness. Qui, è presente un’area dedicata e in cui praticare tra le altre cose, anche il barefooting e il Natural Kneipp.

Percorso Kneipp

Tra le montagne della Val di Rabbi, nel Parco Nazionale dello Stelvio, si trova invece il primo centro Kneipp all’aperto del Trentino.

«Qualche anno fa, in collaborazione con il Parco Nazionale dello Stelvio, abbiamo iniziato a ragionare sull’idea di far diventare il benessere delle terme un benessere naturale, quindi perfettamente legato al territorio. Il parco si è così lanciato nell’area della salute, le terme in quello della natura, andando così a scoprire i benefici che le attività nel bosco possono portare alle persone come complemento all’attività termale.

Da qui l’idea di accompagnare al bagno termale quello nella foresta, il tutto in un territorio che dal punto di vista della biodiversità, della qualità dell’area, dell’acqua e dei silenzi – che sono poi i tre elementi che entrano in gioco nell’attività – è notevole. Si tratta quindi di un’esperienza a tutto tondo che comprende quella nella natura e nelle terme e dove il barefooting rappresenta l’attività principale.

kneipp rabbi

Kneipp Rabbi © Trentino Marketing – PillowLab

Il principio alla base del percorso Kneipp è quello dello shock termico caldo-freddo utilizzando l’acqua. Messo all’interno di un percorso, si tratta di un lungo serpentone che si fa a piedi nudi e dove lo shock termico viene creato alternando l’acqua fredda all’acqua calda che arriva anche a metà coscia. In più, la presenza di fondi ciottolosi contribuisce a stimolare la pianta del piede. Facendo queste immersioni e alternando acqua calda a fredda per circa 30 minuti, si ha una riattivazione della circolazione degli arti inferiori» spiega la direttrice delle Terme di Rabbi.

Clicca qui per scoprire i suggestivi luoghi del Trentino dove praticare barefooting

Controindicazioni

«Il barefooting non presenta particolari controindicazioni. Visto che però si fa attività su un terreno che non è del tutto omogeneo, delle contrindicazioni potrebbero esserci per chi ha problemi di deambulazione, sia per traumi pregressi che per anzianità. Tuttavia, non c’è corsa, non ci sono salti agli ostacoli, quindi si può praticare in serenità. Nelle strutture organizzate, gli operatori sono in grado di valutare la situazione e di consigliare magari l’uso dei bastoncini. Oppure, se si avverte formicolio, ci si può fermare a metà percorso per fare un automassaggio per riscaldare e riattivare la circolazione», conclude la direttrice delle Terme di Rabbi.

In generale dunque, è possibile praticare barefooting percorrendo sentieri naturali e ben segnalati presenti ad esempio in Trentino, oppure, soprattutto se non si ha ancora avuto modo di provare questa esperienza rigenerante e a contatto con la natura, si può scegliere di praticarlo affidandosi ad una struttura organizzata.

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Barefooting: tutti i benefici di camminare scalzi