Agretti: cosa contengono, proprietà e ricette

Conosciuti anche con il nome di barba di frate, stimolano la diuresi e sono ideali anche durante una dieta dimagrante

Luana Trumino Editor specializzata in Salute&Benessere

Presenti nel periodo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, gli agretti – chiamati anche “barba di frate” – prima dell’avvento della soda industriale, venivano bruciati dai vetrai di Murano per ricavarne carbonato di sodio e potassio, utili pure ai fabbricanti di sapone. Oggi sono tra le verdure più apprezzate del momento per le loro proprietà sulla salute. 

Cosa contengono

Presentano buone dosi di citrati, carbonato di sodio e clorofilla, sostanza che ha un compito fondamentale nel rigenerare l’organismo: aumenta l’ossigeno del sangue e la quantità degli agenti antiossidanti. Ma sono soprattutto i sali minerali i grandi protagonisti di questa pianta. Tra questi, spicca in modo particolare il magnesio, importante per il metabolismo di carboidrati e proteine, nella regolazione della pressione arteriosa e nella trasmissione dell’impulso nervoso.

Contengono anche vitamina A e vitamina C, che funzionano come ottimi antiossidanti, vitamina B3 e soprattutto calcio. I folati presenti nella “barba di frate”, inoltre, sono di vitale importanza per le donne in gravidanza, poiché la loro assunzione, specie nel primo trimestre di gestazione, previene la spina bifida.

Le proprietà per la salute

Nonostante il contenuto di minerali ed elettroliti (che li rende un alimento ideale come cardiotonico), svolgono un’azione diuretica e, se ripassati in padella con un filo d’olio, anche di stimolo del transito intestinale grazie alla presenza di fibre. Queste caratteristiche, unite alla grande presenza di acqua e a un contenuto energetico (calorie) bassissimo, rende gli agretti degli alimenti particolarmente indicati nelle diete dimagranti primaverili, anche perché aumentano la sensazione di sazietà senza appesantire.

Il loro magnesio e il potassio aiutano le donne in fase mestruale contro la dismenorrea, mentre il ferro reintegra le perdite mestruali. Sostanzeoltretutto molto utili anche a chi è stanco, agli sportivi e a chi soffre di crampi e contratture muscolari.

Come si preparano

Poiché tendono a deteriorarsi in breve tempo, subito dopo l’acquisto vanno riposti in frigorifero, preferibilmente avvolti con carta, e consumati freschi. Mangiarli prima possibile dopo la raccolta permette soprattutto di assumere tutte le proprietà racchiuse in questa preziosa pianta. E adesso vediamo come si preparano: tagliata la parte più coriacea vicina alla radice, si eliminano le foglie meno integre e si lavano accuratamente sotto acqua corrente per eliminare i residui di terra, che di solito sono cospicui.

Usi in cucina e ricette

Grazie al loro sapore fresco e leggermente acidulo, sono ottimi nella frittata, negli spaghetti con pomodoro fresco o come contorno per accompagnare carne e pesce. Il metodo di cottura migliore per consumarli è comunque la lessatura, in grado di ridurre notevolmente il loro contenuto in sali.

Dopo averli lavati, basta farli bollire in abbondante acqua. Poiché dopo lessatura tendono a scurire molto, è buona norma immergerli subito in una vaschetta con ghiaccio, tamponando leggermente con carta da cucina. In questo modo manterranno il colore verde brillante e la loro consistenza croccante. Adesso sono pronti per essere conditi con del buon olio extravergine di oliva, sale marino fino quanto basta e qualche goccia di limone o di aceto di vino bianco come in questa ricetta.

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