“Perché sei qui?”: le domande di una bimba le cambiano per sempre la vita

Maty lavorava come commessa per una nota catena di negozi di abbigliamento ma le domande insistenti di una piccola cliente la costringono a cambiare vita. La storia

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Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Rosny-sous-Bois, periferia est di Parigi, primavera 2024. Dietro la cassa di un negozio di abbigliamento, Maty sta piegando l’ennesimo maglione quando una bambina la fissa con la curiosità tipica dei più piccoli. “Ti piace il tuo lavoro? Cosa sognavi di fare da piccola?”. Lei risponde d’istinto: l’insegnante. E allora la piccola: “E allora perché sei qui?”.

Una domanda che fa l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno perché , prima o poi, arriva per tutti: sul treno del lunedì mattina, davanti allo specchio, in una sera qualunque. A Maty, 28 anni, è arrivata con la voce di una bambina. E le ha dato il coraggio di cambiare vita.

Mollare tutto e cambiare vita: da commessa al sogno di insegnare

Il suo sogno d’infanzia prende forma alle medie, quando si innamora delle lingue straniere e si immagina già in cattedra a insegnare tedesco. Nel 2015 si diploma con 18/20 in tedesco e 20/20 in spagnolo. Al liceo, però, arrivano i dubbi perché i compagni detestano una professoressa che lei stima, diversi docenti si lamentano delle condizioni di lavoro. Il desiderio finisce in un cassetto.

Seguono una laurea triennale in lingue straniere applicate e un master in commercio internazionale, lasciato dopo un anno: “Non sapevo cosa volessi fare della mia vita”. Intanto resta il negozio di vestiti, dove lavorava già dal 2017 come studentessa. Doveva essere una tappa di un anno o due. Chi di noi conosce bene quei “solo per un po’” che diventano anni?

A settembre 2023 un viaggio a Montreal con la sorella le smuove qualcosa dentro: una settimana dopo il rientro sta già vendendo il divano. Il piano è lavorare nel negozio di abbigliamento locale e fare carriera. La lotteria per il visto vacanza-lavoro, però, la esclude, e i dubbi riaffiorano: la vendita fa davvero per lei?

Poi arriva la bambina alla cassa. “Quella conversazione mi ha scossa”, racconta. Il giorno seguente Maty cerca corsi in Québec; un mese dopo viene ammessa all’Università di Montreal, in un percorso quadriennale in scienze dell’educazione. L’obiettivo è diventare insegnante di scuola primaria.

Come diventare insegnante a 28 anni: il nuovo inizio in Canada

Il 16 agosto 2024 Maty parte. Tornare sui libri dopo anni dietro un bancone richiede coraggio, e i primi mesi la mettono alla prova con voti bassi, un sistema tutto da decifrare e standard altissimi di ortografia e sintassi. Proprio lei, francese di nascita, si ritrova a sudare sulla propria lingua madre. Eppure rimane affascinata dalle giornate più corte, pochissimi compiti a casa, una scuola a misura di bambino.

La conferma arriva con i tirocini, in una classe di bambini di nove anni. “Mi sono sentita subito a casa”, racconta.

Il futuro? A formazione conclusa, Maty vuole insegnare all’estero, restando in Québec. Se le regole sull’immigrazione dovessero cambiare, guarda alla Germania o al Medio Oriente, dove il francese è molto richiesto. Più avanti sogna di dirigere una scuola o lavorare per il ministero dell’Istruzione.

Di quella bambina sappiamo pochissimo, e ci piace immaginarla ignara di aver acceso una scintilla così grande. A volte basta questo per cambiare vita: qualcuno che ci guardi negli occhi e ci ricordi chi volevamo essere.

E tu, cosa sognavi di fare da piccola?