Marilyn Monroe, a rischio la sua casa del cuore: i nuovi proprietari vogliono demolirla

I nuovi proprietari vogliono demolire la villa di Los Angeles in cui visse e morì Marilyn Monroe, ma per il comune è un monumento storico

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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Nel 2026 si celebra il centenario dalla nascita di Marilyn Monroe. L’intero mondo del cinema, con Hollywood in prima linea, si prepara a festeggiare la grande diva, ma c’è qualcuno che sembra intenzionato a ostacolarne il ricordo. La città di Los Angeles ha avviato una battaglia legale contro i nuovi proprietari della villetta in cui Marilyn visse e morì: vogliono demolirla, ma per il comune si tratta di un bene dall’alto valore storico e culturale.

I proprietari voglio demolire la villa di Monroe

Nel 2023, a un costo di 8,35 milioni di dollari, Brinah Milstein e Roy Bank, una coppia di statunitensi, acquistarono la villetta di Brentwood, elegante quartiere di Los Angeles, che appartenne a Marilyn Monroe – proprio in quelle stanze la diva di A qualcuno piace caldo fu trovata senza vita nel 1962. L’intenzione di Milstein e Bank, già proprietari dell’immobile adiacente, non era quella di preservare il ricordo dell’attrice, né di farne un museo. Al contrario, il loro progetto iniziale prevedeva di abbattere la casa di Marilyn per ampliare la loro.

La villa di Marilyn Monroe rischia la demolizione
IPA
La villa coloniale di Marilyn

L’ipotesi di demolizione scatenò l’ira dei numerosi fan dell’attrice, che avviarono lunghe e vivaci proteste. La politica si schierò dalla parte dei manifestanti e, infine, il consiglio comunale di Los Angeles votò all’unanimità per attribuire all’edificio lo status di monumento storico-culturale, preservandolo di fatto da possibili modifiche o demolizioni. L’elezione a monumento ha trasformato la casa in una delle mete più visitate dai turisti di Los Angeles, con tour organizzati e centinaia di bus turistici. L’abitazione fu anche vittima di furto lo scorso novembre.

Nel 2025, i nuovi proprietari Milstein e Bank, stanchi del via vai e smaniosi di ampliare casa propria, intentarono una causa al Comune, che fu però respinta. La coppia, però, non si è arresa. Proprio in questi giorni ha intentato una nuova causa, contro Los Angeles e la sindaca Karen Bass, accusati di aver violato i loro diritti costituzionali bloccando la demolizione di un immobile di loro proprietà. In attesa del verdetto, migliaia di fan restano con il fiato sospeso, temendo la distruzione del luogo che fu più caro a Marylin Monroe.

Tutte le case di Marylin

Marilyn Monroe fu alquanto nomade e, nel corso della sua breve vita, abitò numerose case differenti sparse per tutta la California. Da bambina, poteva osservare gli studi cinematografici di Hollywood dal piccolo appartamento che condivideva con la madre al 6012 di Afton Place. Una volta diventata famosa, si trasferì all’882 di North Doheny Drive: era la sua prima vera casa, incorniciò i quadri (che prima erano attaccati alle pareti con del semplice nastro adesivo) e comprò per la prima volta dei mobili. Dopo il matrimonio con il campione di baseball Joe DiMaggio, si trasferì con lui in una grande casa di Beverly Hills: residenza che durò poco, come il matrimonio.

Nella metà degli Anni ’50, intenzionata a diventare una grande attrice, si trasferì a New York per seguire i corsi del prestigioso Actors Studio. Visse in uno splendido attico al 27° piano della Waldorf Tower, che decorò completamente di bianco, perché era il colore preferito di Jean Harlow, la sua musa. Fu proprio in questo periodo che conobbe lo scrittore Arthur Miller, assieme a cui, dopo il matrimonio, si trasferì in un grande appartamento al 444 di East Fifty-Seventh Street. Anche stavolta, le pareti furono dipinte di bianco, così come i soffitti, il divano, le sedie e il tavolo. Lasciò la casa dopo la fine del matrimonio con lo scrittore.

Fu il periodo più difficile per l’attrice, gravemente depressa e già dipendente da antidepressivi e sonniferi. Si trasferì di hotel in hotel fino a quando non si innamorò di una villetta in stile coloniale spagnolo a Brentwood, a Los Angeles. Una splendida dimora di un solo piano, con pareti bianche e finite in legno. L’attrice, stavolta, scelse mobili riccamente decorati acquistati in mercatini del Messico e ricoprì bagno e cucina di coloratissime piastrelle. Fu tra queste mura che, nel 1962, fu trovata senza vita. Ed è proprio quest’ultima casa, l’unica che Marylin sentì davvero sua, che rischia di essere distrutta.