In quel di Roma il red carpet si è tinto di una passione che va ben oltre la semplice scelta cromatica: quando Susan Sarandon ha fatto il suo ingresso alla ventiquattresima edizione di Alice nella Città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma 2026, il tempo è sembrato fermarsi.
Avvolta in un vibrante look total red, l’attrice premio Oscar non ha solo dimostrato come la vera eleganza non abbia età: la mise scarlatta in questione si è posta come il perfetto riflesso di una donna forte e senza paura, e anche delle sue parole taglienti e appassionate durante la conferenza stampa.
Susan Sarandon, che ha infiammato Roma in total red: ecco perché il suo look era perfetto
Quella di Susan Sarandon a Roma è senz’altro tra le presenze più attese, e chiacchierate: l’attrice statunitense si trova attualmente nella Capitale per presentare The Accompanist, opera che segna l’esordio alla regia di Zach Woods, noto al grande pubblico per le sue interpretazioni in serie cult come The Office e Silicon Valley. Pellicola che, inserita nel concorso internazionale della kermesse e sceneggiata dallo stesso Woods insieme a Brandon Gardner, segna anche il suo ritorno nel ruolo di protagonista assoluta dopo circa un decennio.
Ecco perché la scelta del total red risulta ancor più azzeccata: capace di esaltare i lineamenti iconici della star, quel completo fluido e pulito con camicia e pantalone a palazzo ha saputo coniugare la formalità richiesta da un grande evento internazionale con la naturalezza e la comodità che da sempre contraddistinguono il suo stile personale.

Ogni dettaglio è stato studiato per creare un’immagine magnetica, dove il rosso non è rimasto confinato all’abito ma ha pervaso l’intero insieme, labbra comprese. Unica eccezione gli accessori, bianchi e neri a contrasto. Questa precisa direzione estetica non ha potuto che idealmente incorniciare anche il momento della consegna del Womenlands Excellence Award 2026, premio che ancora una volta ha celebrato l’impatto culturale e cinematografico di una delle interpreti più coraggiose di Hollywood.
Accanto alla dimensione glamour e artistica, alla Festa del Cinema di Roma 2026 è poi emersa con prepotenza la figura dell’attivista politica mai doma: durante l’attesissimo incontro con i giornalisti, Susan Sarandon ha infatti rivolto critiche durissime alla politica interna statunitense e affrontato i temi più caldi dell’attualità globale, esprimendo una profonda preoccupazione per la situazione umanitaria nella striscia di Gaza, ribadendo la necessità di una mobilitazione costante a favore della pace e sottolineando il valore della disobbedienza civile anche a costo dell’arresto.
Di cosa parla “The Accompanist”, il nuovo film drammatico con Susan Sarandon protagonista
Ma di cosa parla questo clamoroso ritorno sulle scene? La trama di The Accompanist si sviluppa attorno all’incontro e al profondo legame affettivo che nasce tra Emily, una bambina di nove anni strappata dai servizi sociali alla custodia del nonno affetto da demenza senile, e Sylvia, eccentrica settantenne interpretata proprio da Susan Sarandon.
Tra le due solitudini si instaura un rapporto profondo e inaspettato, capace di riaprire i cassetti di un passato doloroso e non ancora elaborato da parte della donna. La critica ha già accolto il lavoro come un dramedy fragile e misurato, un “feel-good movie” incentrato sulla potenza dei legami elettivi e sulla rielaborazione dei traumi personali. Inutile dire che non vediamo l’ora di poterci fare una nostra opinione a riguardo.