L’eredità di Tinto Brass, l’archivio privato e i diritti d’autore

L'eredità lasciata da Tinto Brass, il regista scomparso a 93 anni: la casa di Isola Farnese, l'archivio privato e i film.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Tinto Brass è scomparso all’età di 93 anni, lasciando non solo un’eredità artistica, ma anche un patrimonio fatto di diritti d’autore dei suoi film, alcuni diventati dei veri e propri cult.

Il patrimonio di Tinto Brass

Tinto Brass è famoso in tutto il mondo per essere stato il re indiscusso del cinema erotico. I numeri della sua carriera sono impressionanti: ben 29 film diretti dal 1963 come regista, 18 partecipazioni come attore, con iconici cammei nei suoi stessi lungometraggi.

Oltre 50 anni d’attività nel mondo del cinema, con 24 sceneggiature firmate oppure co-firmate, 23 film di cui ha personalmente curato il montaggio (momento che considerava essenziale) e una laurea in Giurisprudenza conseguita nel 1957 all’Università di Ferrara, prima di diventare regista.

Nel 1983 il suo film più iconico, La chiave, con Stefania Sandrelli, ottenne un successo straordinario e il maggio incasso del 1983-1984. Per comprendere la portata della fama di Tinto Brass basta pensare che la sua biografia è stata tradotta in ben 42 lingue, dimostrando quanto il suo cinema sia riuscito a superare i confini nazionali.

Qual è il suo patrimonio? Nel 2018, Rita Rossi, avvocata del regista, parlò di diritti d’autore, una pensione e una casa di proprietà situata a Isola Farnese, in cui viveva con la moglie. Va poi considerata l’eredità lasciata dal nonno Italico Brass, pittore, collezionista d’arte e scenografo. Un patrimonio costituito da dipinti d’autore, arrivati ad Alessandro, padre di Tinto, e l’Abbazia della Misericordia a Venezia. L’eredità di Italico Brass anni fa finì al centro di una lunghissima vicenda giudiziaria, terminata nel 2018. Un procedimento in cui però il regista decise di non costituirsi.

Chi sono gli eredi di Tinto Brass

Gli eredi di Tinto Brass avranno il delicato compito di gestire l’enorme archivio privato del cineasta, ma anche i diritti d’autore sui suoi film. Il regista lascia i due figli Bonifacio e Beatrice, nati dal legame con Carla Cipriani, detta Tinta, e la moglie Caterina Varzi, sposata nel 2017.

È ancora presto per capire cosa accadrà e come verrà suddiviso il patrimonio del grande regista. Fra i luoghi che amava di più la casa di Isola Farnese in cui si era trasferito da diverso tempo e che aveva ristrutturato, lasciando l’abitazione in piazza del Popolo per trovare silenzio e pace dal caos.

“Dopo un’emorragia cerebrale, un ictus e due ischemie il mio pensiero è più chiaro – aveva confidato Tinto Brass qualche tempo fa -. La libertà di un uomo si evince anche davanti alla malattia e quindi alla morte. In questo momento di emergenza, se un medico mi chiedesse di scegliere tra la mia vita e quella di un giovane non esiterei. Ho dato al mondo tutto quello che avevo da dare. Ora ogni mia speranza per un mondo migliore risiede nei giovani”.

Parlando della vecchiaia aveva aggiunto: “Non mi spaventa affatto. Ho fatto quello che potevo fare e non ho rimpianti su nulla. Vivo la mia vita serenamente e sono perdutamente, ‘grandemente’, innamorato di Caterina. Ciò non significa che abbia perso la gioia di vivere, sono felice di ogni momento”.