Brigitte Bardot, la “battaglia” per l’eredità tra il figlio e l’ultimo marito

Potrebbe esserci una battaglia in tribunale per l'eredità di Brigitte Bardot: le ultime volontà dell'attrice e cosa dice la legge francese

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Serena De Filippi

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Il 7 gennaio si è tenuto l’ultimo saluto all’eterna diva Brigitte Bardot, che negli ultimi decenni si era allontanata dalle luci scintillanti dei riflettori per vivere un’esistenza dedita ai suoi amati animali. Potrebbe profilarsi all’orizzonte una battaglia per l’eredità: la questione successoria vede ai lati opposti le volontà dell’attrice, così come quanto stabilito dalla legge francese. Secondo le indiscrezioni riportate da Il Messaggero, il figlio Nicolas e l’ultimo marito, Bernard d’Ormale, avrebbero presentato dei procedimenti giudiziari distinti.

Brigitte Bardot, la “battaglia” per l’eredità

Si è spenta il 28 dicembre 2025: Brigitte Bardot è spirata dopo una battaglia contro il cancro. Nei mesi scorsi si era sottoposta a ben due operazioni: a rivelarlo è stato l’ultimo marito a Paris Match, Bernard d’Ormale. Di lei rimane tutto: la bellezza della gioventù, irraggiungibile, la saggezza, ma anche il ritratto di una donna controversa, con opinioni forti e idee ben precise. Stando alle ultime indiscrezioni, per l’eredità della Bardot potrebbe profilarsi una battaglia legale.

Le volontà dell’attrice sono chiarissime: destinare la maggior parte del suo patrimonio alla Fondazione omonima, dedicata proprio agli animali. Ma non è così semplice: sia Nicolas quanto Bernard d’Ormale, rispettivamente l’unico figlio e l’ultimo marito della Bardot, avrebbero avviato dei procedimenti giudiziari distinti, con l’intento di contestare le disposizioni testamentarie.

Il patrimonio della Bardot ammonterebbe a 69,5 milioni, e gran parte della sua fortuna, in realtà, è stata già investita nella causa animalista. Le indiscrezioni riportano un dato: al figlio, la Bardot avrebbe destinato una quota del 15%. E il testamento sarebbe stato impugnato proprio per una violazione del diritto successorio. Ma la fetta spettante al figlio sarebbe stata notevolmente ridotta negli ultimi anni, a seguito delle donazioni della Bardot alla fondazione.

La volontà di Brigitte Bardot

A chiarire cosa potrebbe accadere all’eredità della Bardot è stato Alessandro Orsenigo sulle pagine de Il Messaggero: “La legge francese concede al testatore una maggiore autonomia rispetto a quella italiana ma tutela comunque i discendenti attraverso la réserve héréditaire, equivalente alla legittima italiana. In particolare solo i discendenti del de cuius hanno diritto a una quota di legittima”. Indipendentemente da quanto stabilito dal testamento e, dunque, dalle ultime volontà dell’attrice, metà del suo patrimonio dovrebbe essere destinato al figlio.

“Come in Italia le donazioni disposte in vita e quelle disposte con testamento non possono violare la legittima spettante, in questo caso al figlio, che può chiedere entro cinque anni dall’apertura della successione che siano ridotte”. Il 7 gennaio, ai funerali della Bardot, erano presenti il figlio e l’ultimo marito: entrambi potrebbero quindi avviare una battaglia in tribunale.

Con il figlio, la Bardot ha sempre avuto un legame complesso, sin da prima della sua nascita: “Era come un tumore che si era nutrito di me, che avevo portato nella mia carne gonfia. (…) Sicuramente non era il momento di avere un figlio. Avevo pensieri suicidi ogni tre minuti, non facevo altro che cose stupide, ma non si può scegliere. Il momento era sbagliato e tutti ne hanno sofferto (…) Avrei preferito partorire un cagnolino”. Per queste frasi, la Bardot è stata a lungo contestata.

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