Benedetta Mazza: “Ho scelto di congelare gli ovuli e vi spiego perché”

Benedetta Mazza racconta la scelta di congelare gli ovociti a 36 anni e condivide sui social il suo percorso

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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In molti la ricordano nel ruolo di Professoressa a L’Eredità, dove ha conquistato il pubblico con la sua presenza solare.
Oggi Benedetta Mazza torna a raccontarsi, questa volta lontano dalla televisione, condividendo una decisione molto personale: a 36 anni ha scelto di congelare i propri ovociti. Un’esperienza che ha deciso di rendere pubblica per raccontare, passo passo, cosa c’è dietro un percorso di cui si parla ancora poco.

Benedetta Mazza, il racconto del congelamento degli ovociti

Il percorso di vita di una donna è fatto anche di scelte personali, desideri e tempi che non sempre coincidono con quelli che la società si aspetta. E quello della maternità è forse uno dei temi in cui ci si confronta più spesso con domande e riflessioni.

Benedetta Mazza ha deciso di raccontare una parte molto intima della propria esperienza, mettendosi a nudo in prima persona e condividendo con chi la segue una scelta che ha fatto a 36 anni: congelare i propri ovociti.

L’ex Professoressa de L’Eredità ha voluto spiegare attraverso un video sui social cosa l’ha portata a intraprendere questo percorso, senza nascondere i dubbi che aveva all’inizio e le sensazioni che ha provato durante il trattamento.

“All’inizio avevo più domande che certezze. Ma ci sta!”, ha scritto parlando di una decisione consapevole, presa dopo essersi informata e aver valutato questa possibilità per il proprio futuro.

“Lo ammetto, ci sono stati giorni no, in cui mi sentivo gonfia e fuori posto nel mio corpo, e giorni in cui mi sentivo fortissima. Sono davvero felicissima di aver fatto questa scelta. Quello che mi porto dietro è la leggerezza: non ho rinunciato a niente, mi sono solo data più possibilità” ha spiegato, raccontando il suo percorso anche per far sentire meno sole le donne che stanno valutando la stessa possibilità.

Il percorso di Benedetta Mazza

Benedetta Mazza ha raccontato anche gli aspetti più pratici del congelamento degli ovociti, entrando nei dettagli di un trattamento che dura alcune settimane e che richiede controlli costanti. Il primo passaggio è stato quello delle visite e degli esami preliminari, necessari per valutare la riserva ovarica e capire come avrebbero risposto le sue ovaie alla stimolazione. Con i risultati a disposizione, è stato definito il protocollo da seguire e il giorno in cui iniziare la terapia.

La parte più impegnativa è arrivata con le iniezioni quotidiane. Per dodici giorni, la conduttrice si è sottoposta a punture nella pancia, da sola e a casa. Durante il trattamento, ha dovuto sottoporsi a controlli ogni due o tre giorni, con ecografie ed esami del sangue per monitorare la crescita dei follicoli e verificare che la stimolazione procedesse nel modo previsto.

Terminati i dodici giorni di stimolazione, è arrivato il momento dell’ultima iniezione, quella necessaria a favorire la maturazione degli ovociti. Circa 36 ore dopo si è svolto il pick-up, ovvero il prelievo degli ovociti maturi dalle ovaie. Nel suo caso l’intervento, effettuato in sedazione, è durato circa venti minuti. Gli ovociti sono stati quindi congelati e Benedetta è potuta tornare a casa già in serata.

Un’esperienza che ha voluto raccontare anche per rispondere alle tante domande ricevute dopo aver condiviso la notizia. Per lei era importante mostrare cosa succede concretamente durante il trattamento, comprese le piccole difficoltà quotidiane e i passaggi che spesso rimangono fuori dai racconti sul social freezing.