Caffettuccio in mano e occhi ben aperti, perché questa volta il terremoto è di quelli che lasciano il segno. La notizia era nell’aria da mesi, ma Barbara D’Urso ha deciso di parlare della causa intentata contro Mediaset e di elencare i motivi che l’hanno spinta a prendere questa decisione. Dopo un addio consumato nel silenzio e tra mille indiscrezioni, la conduttrice che per sedici anni è stata il volto del daytime di Canale5 ha vuotato il sacco in un’intervista a La Stampa, parlando apertamente di una vera e propria “vendetta personale” ordita dietro le quinte del Biscione.
Un addio senza spiegazioni e il muro del silenzio
Per anni siamo stati abituati a vederla stringere le mani al suo pubblico, con quel “col cuore” diventato un tormentone ripetuto ogni giorno. Poi, nel giugno del 2023, il blackout. Carmelita racconta oggi un retroscena amaro: la fine del suo rapporto con Mediaset non è stata una sua scelta, ma le è stata comunicata da terze persone. Da quel momento, il vuoto. Nessun messaggio dai vertici e nessun chiarimento, solo un silenzio che è durato per tre anni.
Ma c’è di più, ed è la parte che più ferisce l’orgoglio della conduttrice. D’Urso denuncia un isolamento forzato, un “divieto assoluto” imposto ai colleghi di avere contatti con lei, un trattamento riservato – parole sue – ai “vili traditori”. E a chi in questi tre anni l’ha accusata di aver accettato un silenzio lautamente pagato, Barbara D’Urso risponde che le uniche stanze dove parlerà saranno quelle del tribunale civile, dopo il fallimento definitivo di ogni tentativo di mediazione.
Le pesanti accuse: censure, boicottaggi e i nomi eccellenti
Le carte depositate dal legale della conduttrice, l’avvocato Federico Lucarelli, potrebbero far tremare i corridoi di Cologno Monzese. Tra le motivazioni della causa non ci sono solo i diritti d’autore mai pagati, ma anche presunte e continue ingerenze sulla scelta degli ospiti dei suoi programmi. Ospiti che, secondo la ricostruzione della D’Urso, dovevano passare al vaglio e ricevere l’approvazione delle produzioni di Maria De Filippi, con Silvia Toffanin indicata come figura centrale di questo sistema di controllo.
La conduttrice lancia anche l’ombra del boicottaggio sul suo futuro professionale. Negli ultimi anni, ben tre progetti in prima serata sulla Rai sarebbero sfumati all’improvviso, nonostante trattative avanzate e riunioni con i vertici aziendali. “Sparivano tutti nel nulla”, confessa, lasciando ai lettori il compito di fare due più due.
La guerra delle cifre e il futuro lontano dallo schermo
Mediaset ha provato a difendersi definendo “irragionevoli” le pretese della D’Urso e ricordando, tramite una nota, i 35 milioni di euro complessivi guadagnati dalla star nei suoi sedici anni di esclusiva. La replica di Barbara non si è fatta attendere: pur contestando la cifra, ha ricordato come l’azienda e Publitalia abbiano guadagnato cifre infinitamente superiori (giustamente, specifica) grazie ai suoi ritmi lavorativi stakanovisti, coi quali copriva fino a quattro trasmissioni contemporaneamente.
Oggi Barbara D’Urso non guarda più la TV. Si tiene impegnata con la lettura, gli amici e nuovi progetti misteriosi. La mediazione è saltata a causa di un’offerta economica definita “umiliante”, segno che la ferita è prima di tutto umana e di dignità professionale, specialmente dopo quel post social offensivo pubblicato per errore dai profili Mediaset nel 2023 e mai scusato formalmente. Il pubblico, intanto, si sposta sui social, dove l’affetto dei fan non è mai mancato. La palla passa ora ai giudici, per una battaglia legale che si preannuncia lunghissima e ricca di colpi di scena.