Barbara D’Urso contro Mediaset: “Perché ha deciso di portare in tribunale l’azienda”

Barbara D'Urso sarebbe pronta ad avviare una battaglia contro Mediaset nelle aule di tribunale, dopo il fallimento della mediazione

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Nicoletta Fersini

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“Dopo tre anni dall’uscita forzata di Barbara D’Urso dagli studi del Biscione, la conduttrice ha deciso di portare in tribunale l’azienda“, si legge su La Stampa. Quella che sembrava una separazione silenziosa, maturata in un esilio televisivo durato tre anni, starebbe per approdare nelle aule di tribunale. Al momento, è bene precisarlo, non vi è alcuna conferma ufficiale né da parte della conduttrice napoletana, né dai vertici di Mediaset.

Il fallimento della mediazione

Il legame tra Barbara D’Urso e Mediaset si è concluso nel peggiore dei modi. Secondo quanto riportato da La Stampa, la conduttrice avrebbe deciso di passare all’azione, dopo aver visto naufragare ogni tentativo di conciliazione: “Alla fine è successo, venti di guerra in tv e a dissotterrare l’ascia è Barbara D’Urso che dopo anni di stop incomprensibile, almeno formalmente, dalla tv ne chiede conto a Mediaset – si legge -. Dopo tre anni dall’uscita forzata di Barbara D’Urso dagli studi del Biscione, la conduttrice ha deciso di portare in tribunale l’azienda”.

Il punto di rottura sarebbe arrivato dopo un tentativo di dialogo che non ha portato i frutti sperati: “La procedura di mediazione si è conclusa con un nulla di fatto: nessun accordo è stato trovato tra le parti e non è stata una questione economica”. Un dettaglio significativo questo, che suggerisce come per D’Urso la battaglia sarebbe prima di tutto una questione di principio e di rispetto per la propria carriera.

Le cause della discordia

Al centro del contenzioso ci sarebbe un episodio che i ben informati certamente ricorderanno: “La D’Urso attende ancora le scuse per un post social del marzo 2023 del profilo ufficiale Qui Mediaset, di proprietà dell’azienda per la quale lavorava, nel quale veniva pesantemente ingiuriata (Mediaset ha sostenuto che il profilo era stato hackerato). E questa secondo i legali della D’Urso non sarebbe nemmeno l’unica violazione del Codice Etico Mediaset denunciata dalla conduttrice”, riporta la fonte.

Il silenzio dell’azienda di fronte a un’offesa del genere rappresenterebbe una ferita ancora aperta, che ora cerca giustizia nelle aule di tribunale. Ma ci sarebbe di più.

Oltre alla questione morale, la causa toccherebbe tasti tecnici ed economici che riguardano la maternità creativa dei programmi che hanno fatto la storia di Canale 5. Barbara D’Urso non è stata solo una conduttrice, ma spesso anche l’anima creativa e l’autrice delle sue trasmissioni e i suoi legali sarebbero pronti a dare battaglia su questo fronte: “Gli avvocati contestano anche il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per tutti i programmi firmati come autrice in 16 anni di lavoro e per il format di sua proprietà, Live non è la D’Urso“.

Il quadro descritto, se confermato, parla di un ambiente lavorativo caratterizzato da gerarchie interne molto rigide e da un controllo serrato da parte delle altre “primedonne” della rete: “Barbara d’Urso avrebbe avuto l’obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti di tutte le sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin“, due figure chiave dell’universo Mediaset e vicinissime all’AD, Pier Silvio Berlusconi.