Aurora Ramazzotti, perché l’ironia non basta per scardinare vecchi tabù

La sua rubrica dedicata al sesso non è piaciuta proprio a tutti, soprattutto a quelli che ritengono che non sia adeguato trattare di certi argomenti sulla rete

Voltarsi e vedere la propria ombra. Quella della vergogna, della morale e della coscienza sporcata dall’indicibile. E capire che, arrivati al 2021, c’è ancora troppa strada da fare. Se la rubrica (ironica) sul sesso di Aurora Ramazzotti ha qualcosa da insegnare è proprio questa: a stare fermi, non si arriva da nessuna parte.

E sì, perché nonostante si viva da anni nella piazza aperta e trafficata dei social, certi argomenti continuano a rappresentare dei vecchi tabù, dei quali si fa fatica a parlare. Anche scherzosamente. Il tono non basta, no. Devi essere preparata e, possibilmente, non devi essere una donna. Perché se sei un uomo certo, sei un campione, ma per le ragazze è tutto diverso.

La verità è che limitare la parola di una donna equivale a limitare anche quella dell’uomo e tutto questo non fa bene a nessuno. Parlare di sesso è ancora considerato da superficiali, poco decoroso ed elegante. E perché, che lo si voglia o no, l’argomento ha ancora a che fare con la religione, la morale e la “coscienza”. Come se fare due battute su Instagram significasse non avere consapevolezza e rispetto del proprio corpo.

Invece si tratta di esperienze, che è importante condividere e non tenere nascoste. Perché, sì, potrebbero servire a qualcuno. Se non altro per alleggerirne il peso e per ricollocarle al posto che meritano e che non è quello che viene loro attribuito. Il sesso è quello che è: un momento della vita che s’inserisce in un fiume in piena di avvenimenti. E, come per tutte le cose, è fatto di responsabilità ma anche di divertimento.

Aurora Ramazzotti parla con l’impeto tipico della sua età – come nel caso della denuncia del catcalling – ma lo fa con simpatia, senza prendersi troppo sul serio ed è così che dovrebbe essere. Una donna libera spaventa, è difficile da manipolare ed è per questo che non dovrebbe smettere di usare i suoi social per condividere il suo pensiero.

Inutile ancora alzare gli occhi al cielo, schernirsi o cambiare argomento. Si dovrebbe imparare a conoscere se stessi, a scoprirsi, anche imparando a trattare temi che solitamente sono riservati (per paura) alle più segrete stanze. Parlare con voce ovattata non serve più, soprattutto in una società in cui la condivisione rappresenta la legge principale per andare avanti. E, quindi, viva Aurora Ramazzotti e le sue rubriche “scomode”.

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